Rampinelli Bortolo

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Brescia 2 maggio 1893 – 15 maggio 1984

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4 min

Aree tematiche
Anni 1980 - 1989

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Avvocato, amministratore pubblico

Figlio del nobile Francesco e di Chiara Passerini che muore dando alla luce Bortolo e la sorella Maria Chiara, viene accolto nella casa del senatore Angelo Passerini dove cresce educato agli ideali religiosi e patriottici ispirati alla figura del vescovo mons. Geremia Bonomelli. Inizia gli studi superiori nel ginnasio liceo di Brescia e li completa presso i Barnabiti a Lodi. Si laurea in Giurisprudenza nel 1915 all’Università di Padova. Durante la Prima Guerra Mondiale presta servizio militare col grado di capitano d’Artiglieria distinguendosi su più fronti. Rientrato nella vita civile diviene direttore del Banco Mazzola Perlasca, indi Unione Bancaria Nazionale (1917-1932) di cui è direttore e successivamente liquidatore. Vicino al mondo cattolico, nel 1924 aderisce al Centro nazionale. È estraneo alla politica del fascismo, che anzi osteggia, e vicino agli ambienti liberali. Durante la Rsi rifiuta l’incarico di presidente della Camera di commercio, entra in clandestinità e stringe rapporti con gli esponenti del liberalismo bresciano Ducos e Reggio. Entra a far parte del Comitato Nazionale di Liberazione. Proprio il Cln lo nomina prima commissario (1945) quindi presidente della Camera di Commercio (1946-57). In tale carica favorisce la realizzazione dell’autostrada per Venezia e sostiene – senza successo – la realizzazione del canale navigabile che doveva collegare l’Adriatico e il lago Maggiore. Consigliere (1957-71) e successivamente presidente dell'Istituto Zooprofilattico (1966-68) lo guida in un periodo di particolare sviluppo. Nello stesso periodo è consigliere (1958-72) e presidente (1965-67) della Fondazione Iniziative Zooprofilattiche. A lungo presidente del Partito liberale italiano, rifiuta candidature nazionali e dedica un’intensa attività a enti pubblici e privati della realtà bresciana. È stato consigliere degli Spedali Civili di Brescia (1954-75); consigliere (1952-62), vicepresidente (1957-58) e presidente (1959-62) della Scuola di Agricoltura «Vincenzo Dandolo» delle Istituzioni Agrarie Riunite e in questo ruolo è stato sostenitore e realizzatore della nuova scuola di Bargnano di Corzano. È stato anche membro del Consiglio
di presidenza dell'Istituto Agrario «Pastori» (1950-1960); revisore dei Conti della Fondazione “Ugo Da Como” (1955-1966); in diverse circostanze presidente del Rotary club di Brescia; per lungo tempo consigliere della Banca Credito Agrario Bresciano. Socio dell’Ateneo di Brescia di scienze lettere e arti dal 1949, ne è stato amministratore dal 1957 al 1962, consigliere dal 1963 al 1964. Nel 1979 è stato insignito del Premio Brescianità.

 

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27/09/2024, 10:43

Corioni Gino

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Castegnato 9 giugno 1937 - Brescia 8 marzo 2016

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2 min

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Anni 2010 - 2023

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Imprenditore

​Imprenditore capace di creare dal nulla un'azienda nota sul mercato internazionale  degli arredamenti da bagno, a partire dal 1962 si distingue come dirigente sportivo, dapprima alla guida dell'Ospitaletto, poi come consigliere del Milan, dal 1982 alla guida del glorioso FC Bologna e dal 1992 come proprietario e presidente del Brescia Calcio. Sotto la sua gestione il più importante club della provincia vince in campo nazionale e internazionale (il Trofeo Anglo-Italiano a Londra nel 1994 e la Coppa Carnevale a Viareggio nel 1996), ottiene il miglior risultato di sempre in un campionato a girone unico ( il 7º posto conquistato al termine della Serie A 2000-2001), disputa la finale del Trofeo Uefa Intertoto nel 2004 e porta a Brescia giocatori di fama mondiale come Roberto Baggio, Joseph "Pep" Guardiola, Georghe Hagi, Marek Hamsik e Luca Toni, oltre a formare futuri campioni del calibro di Andrea Pirlo e a tesserare allenatori di livello internazionale come Carlo Mazzone e Mircea Lucescu. Innamorato del club al punto da ipotecare le sue proprietà personali per garantirne la sopravvivenza, ricopre la carica di presidente per il periodo più lungo della storia: 22 anni. Nominato Commendatore della Repubblica dal Presidente Sandro Pertini il 5 gennaio 1982, si distingue anche per l'attività filantropica a favore dei più bisognosi, poco conosciuta dall'opinione pubblica perché svolta sempre con grande riservatezza.

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27/09/2024, 09:44

Frau Beppe

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Brescia 21 marzo 1932 – 4 febbraio 1983

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3 min

Aree tematiche
Anni 1980 - 1989

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Promotore di iniziative di volontariato

Il nome di Beppe Frau è indissolubilmente legato alla battaglia per il riconoscimento sociale e il diritto alla speranza dei disabili e delle persone colpite da malattie fortemente invalidanti. Strumento di questo impegno, generosissimo e totalizzante, è stata per lui la Uildm – Unione italiana per la lotta alla distrofia muscolare, di cui ha fondato la sezione bresciana oggi a lui intitolata. Beppe Frau e la sua carrozzella sono stati per anni, a Brescia, il simbolo degli handicappati per i quali si è prodigato. Nella giovinezza aveva corso in motocicletta; a trent’anni era stato colpito dalla malattia diagnosticata quale miodistrofia e solo molto più tardi, alla luce di nuove conoscenze scientifiche, riconosciuta di natura diversa. Non si era abbattuto, aveva accettato la nuova condizione e con generosità ed invincibile entusiasmo aveva affrontato i problemi degli handicappati. Fondata nel 1966, la sezione bresciana della Uildm, le cui prime riunioni si svolgevano attorno al suo letto, dal nulla aveva organizzato una palestra ed una attività di assistenza e di prevenzione della malattia (poi confluite nel Consorzio spastici e distrofici) dando vita a realtà che supplivano a un’organizzazione pubblica carente se non latitante. Riusciva a trovare i soldi necessari per pagare tutto. Sapeva coagulare attorno a sé la generosità e la disponibilità del volontariato. Affidata l’assistenza sanitaria al Consorzio, si era dedicato ai problemi del lavoro e dell’inserimento sociale degli handicappati. Dal suo incontro con padre Pifferetti è nata la Cooperativa di scuola e mestieri per spastici e miodistrofici. Ha preso anche posizioni dure e polemiche contro la disattenzione del mondo politico nei confronti dell’handicap, senza peraltro mai smettere di raccogliere fondi e consensi per la ricerca scientifica sulla miodistrofia, appoggiando in particolare le ricerche del prof. Scarlato dell’Università di Milano. Non è riuscito a vedere realizzato il suo ultimo sogno: una casa albergo per disabili gravi o anziani.

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27/09/2024, 10:43

Folonari Alberto

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Brescia 8 marzo 1937 – 25 aprile 2016

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5 min

Aree tematiche
Anni 2010 - 2023

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Uomo di banca, impresa e cultura

Banca, impresa e cultura sono i tre ambiti di attività, le passioni pubbliche, i terreni che hanno visto l’impegno di Alberto Folonari, discendente di una dinastia di imprenditori che ha segnato un lungo tratto di storia economica e civile bresciana e nazionale.
Alberto Folonari, il minore dei figli maschi di Giovanni (i maggiori sono Italo e Ambrogio) entra in azienda, alla Ruffino, dopo la laurea in Scienze agrarie conseguita nel 1965 alla Statale di Milano. All’inizio si occupa degli accordi commerciali con marchi stranieri. Dopo la morte del padre Giovanni, avvenuta nel 1979, iniziò l’impegno nel Credito Agrario Bresciano preceduto (dal ’75 al ’79) da un’esperienza come consigliere censore nella filiale di Brescia della Banca d’Italia. Folonari è stato membro del Cda e vicepresidente del Cab, poi vicepresidente di Banca Lombarda e del Banco di Brescia, infine vicepresidente del Consiglio di sorveglianza di Ubi Banca. È stato anche consigliere dell’Editoriale Bresciana Spa e del Centro stampa quotidiani Spa nonché consigliere della Fondazione iniziative zooprofilattiche e zootecniche (dal 1995), mentre l’attenzione alle attività filantropiche è stata rappresentata dal ruolo di consigliere della Fondazione Guido e Angela Folonari (dal 1980). Sposato con la signora Marita D’Amelio da cui ha avuto tre figli - Ambra, Guido e Italo - ha sviluppato un vasto impegno in ambito culturale: è stato presidente regionale del Fai dal ’90 al ’93  mentre nella Fondazione Cab – Istituto di cultura Giovanni Folonari ha ricoperto dall’85 il ruolo di consigliere e dal ’93 quello di presidente.  La presidenza Alberto Folonari ha impresso alla Fondazione una svolta, passando da una pluralità di iniziative a un impegno concentrato sul recupero di Santa Giulia e successivamente sulla promozione di un ciclo di Grandi mostre che hanno aperto Brescia a una notorietà nazionale come città d’arte. Nel 1999 viene inaugurato il Museo della città e viene sostenuta la mostra “I doni del sole”. Ma è con l’anno 2000, e la mostra “Il futuro dei longobardi”, che inizia il ciclo delle grandi mostre storico-artistiche, secondo una sinergia pubblico-privato che merita il premio nazionale Federculture. Nel 2001 tocca a “Bizantini, Croati, Carolingi. Alba e tramonto di regni e imperi”, nel 2002 alla mostra sul Foppa. Non conoscono sosta, nel frattempo, gli interventi su Santa Giulia con il restauro del coro delle Monache, la musealizzazione delle Domus dell’Ortaglia e del Viridarium. Nel 2004 c’è la svolta, attraverso l’accordo con Marco Goldin e Linea d’ombra, che porta alla realizzazione del ciclo di mostre “Brescia, lo splendore dell’arte”. Contemporaneamente sono proseguiti gli interventi strutturali su Santa Giulia sostenuti dalla Fondazione Cab guidata da Alberto Folonari, come la climatizzazione degli ambienti destinati alle esposizioni. Sempre sotto la presidenza di Folonari la Fondazione Cab ha infine assunto l’impegno a procedere al restauro strutturale di Santa Maria della Carità, la splendida chiesa barocca che si affaccia in via Musei. In tutte queste iniziative Alberto Folonari ha impresso la sua inconfondibile guida manageriale, la sua passione per Brescia, il suo gusto per il bello.

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27/09/2024, 09:30

Dessì Daniela

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Genova, 14 maggio 1957 - Brescia, 20 agosto 2016

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4 min

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Anni 2010 - 2023

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​Cantante lirica

Daniela Dessì è stata una straordinaria artista del panorama operistico internazionale. Soprano, dotata di grande talento naturale, completa ancora giovanissima gli studi di canto e pianoforte al Conservatorio di Parma. Si specializza poi in canto da camera presso l’Accademia Chigiana di Siena ed inizia la carriera come concertista ed interprete. Debutta a Genova, nel 1979, con “La serva padrona” di Pergolesi imponendosi subito all'attenzione del grande pubblico.
Nel 1980 si afferma come finalista nel concorso internazionale di voci nuove “Maria Callas”, indetto dalla Rai, aprendosi così la strada ai palcoscenici più importanti di tutto il mondo, con un repertorio che arriva a comprendere settanta titoli, da Monteverdi a Prokofiev, passando per Mozart e il Barocco. Collabora con i più celebri direttori d’orchestra, tra i quali Claudio Abbado, Riccardo Chailly, Carlo Maria Giulini, Carlos Kleiber, Lorin Maazel, Zubin Mehta, Riccardo Muti, Giuseppe Sinopoli. Il debutto in “Norma”, a Bologna, nel 2008, le avvale il Premio Abbiati, prestigioso riconoscimento della critica musicale italiana.
La sua carriera allinea alcuni momenti particolarmente significativi: è la prima interprete occidentale a portare “Madama Butterfly” di Puccini a Nagasaki, in Giappone; è la prima ad eseguire il bis di “Vissi d’arte”, durante la rappresentazione della “Tosca”, a Firenze, a ben 52 anni di distanza dall’ultimo bis di un’aria, concesso da Renata Tebaldi. Daniela Dessì diventa punto di riferimento, nel panorama lirico internazionale, delle rappresentazioni verdiane, pucciniane e veriste.
Negli anni successivi aggiunge al suo già vasto repertorio alcuni ruoli importanti, molto diversi tra loro, dando ulteriore prova di versatilità e perizia. Riserva tuttavia un’attenzione costante al repertorio cameristico e a quello sacro: grande successo ha nel 2012, al Festival dei Due Mondi di Spoleto, il suo recital “Novecento Italiano Rarities”. Numerosi sono i premi conquistati: l’International Opera Award – Oscar della lirica 2013; il Premio Giacomo Puccini Torre del Lago nel 2001; il Premio Zenatello Arena di Verona nel 2000; il Premio Belcanto “Celleti” nel 2011; il Pavarotti d’oro nel 2014; il Cigno d’oro e nel 2015 l’Illica d’oro e il Premo Caruso alla carriera.
Negli ultimi anni si dedica con passione anche all’insegnamento, prima che una malattia “breve, terribile e incomprensibile” la strappi prematuramente alla vita e all’arte.

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27/09/2024, 09:41

Montini Lodovico

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Brescia, 8 maggio 1896 - Brescia, 12 febbraio 1990

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7 min

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Anni 1990 - 1999

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Politico, membro dell’assemblea costituente, parlamentare, membro di Organismi internazionali

Lodovico Montini è stato una figura di spicco del mondo cattolico bresciano, espressione della cultura cattolica liberale e dell’impegno politico dei cattolici. Figlio primogenito dell’avvocato Giorgio Montini e di Giuditta Alghisi, fratello di Giovanni Battista (futuro papa Paolo VI), Lodovico Montini si impegnò fin da giovanissimo in ambito culturale (Associazione studentesca «Manzoni») e assistenziale (dall’agosto 1915 fu uno degli infaticabili animatori della Croce Rossa di Brescia che assisteva i militari feriti al fronte). Chiamato egli stesso alle armi nel 1916, partecipò come ufficiale di artiglieria alla I Guerra Mondiale ottenendo la croce di guerra. Dopo la fine del conflitto fu tra gli animatori del giornale e del gruppo «La Fionda».
Laureatosi in Giurisprudenza a Roma nel 1921, su interessamento dell’on. Longinotti fu a Ginevra dove collaborò con il Bureau international de travail. Fu più volte in Belgio, Francia e in Olanda. Rientrato in Italia, divenne assistente nella Facoltà di scienze economico-sociali all’Università di Roma. Richiamato a Milano, in Cattolica, funse da segretario delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani rilanciate da padre Agostino Gemelli che gli chiese di studiare le modalità per salvaguardare le istituzioni cattoliche davanti all’arrembante avanzata del fascismo. A Brescia collaborò con testate come «Il Cittadino di Brescia» e «Voce del Popolo». Nel 1925 entrò nello studio legale dell’avvocato Luigi Bazoli, divenne presidente diocesano degli uomini di Azione cattolica. Il suo noto antifascismo fu un intralcio nel febbraio del 1937, presso le autorità, al momento del suo ingresso nel consiglio d’amministrazione della Banca San Paolo. Nel luglio del 1943 partecipò alla stesura del Codice di Camaldoli e, dopo la caduta del fascismo, alla ripresa dell’attività politica dei cattolici. Dopo il 25 luglio fu attivo, accanto ai badogliani, nella guida della città. La polizia fascista gli diede la caccia dopo l’instaurazione della Repubblica sociale italiana: Montini scampò all’arresto prima nascondendosi in Poliambulanza e poi riparando a Roma sotto la protezione del fratello, allora sostituto alla Segreteria di Stato. Compì viaggi clandestini nel Nord Italia, collaborò con De Gasperi alla fondazione della Democrazia Cristiana, fu tra i fondatori delle Acli.
Durante il periodo drammatico che seguì alla fine della guerra fu nominato da De Gasperi vice alto Commissario per l’alimentazione, alle dirette dipendenze della presidenza del Consiglio dei ministri, incaricato per i rapporti fra il governo italiano e l’Unrra (United Nations Relief and Reabilitation Administration), e in seguito presidente della delegazione italiana dell’Unrra. In tale veste, nell’agosto del 1945, rappresentò il nostro Paese a Londra, all’assemblea che deliberò gli aiuti all’Italia. L’anno seguente compì analoga missione a Ginevra. Sempre nel 1945 fu nominato presidente dell’Amministrazione per le attività assistenziali italiane ed internazionali (Aaii), incarico che mantenne fino allo scioglimento dell’ente avvenuto nel 1977. Nel 1946 venne anche nominato membro del Consiglio di amministrazione del Fondo delle Nazioni unite per l’infanzia (Unicef) diventando poi presidente del Comitato italiano e membro del Consiglio di amministrazione del Centre Internationale de l’Enfance (Cie) di Parigi. Si occupò a livello europeo delle organizzazioni per i rifugiati e profughi delle Nazioni Unite.
Accanto agli impegni negli organismi internazionali sviluppò un assiduo impegno politico in ambito nazionale e locale. Nel 1946 fu eletto consigliere comunale a Brescia e membro dell’Assemblea Costituente, in cui tenne interventi di rilievo. Successivamente, sempre per la Dc, fu eletto tre volte deputato e una volta (nel 1963) senatore. In parlamento, fra l’altro, fece parte della Commissione Esteri e della Giunta per i trattati internazionali e tenne relazioni e discorsi importanti in occasione della ratifica del cosiddetto Trattato di Roma.
Fu molto attivo nella vita della Dc, entrando nel 1949 nel Consiglio nazionale e successivamente nella Direzione. Fu anche vicepresidente della Confederazione italiana delle Cooperative, per lunghi anni vicepresidente della Società cattolica di Assicurazioni di Verona.
Partecipò alla nascita dei primi organismi comunitari: nel 1950-1951 lavorò al primo progetto di Unione Europea, diventando poi membro autorevole dell’Assemblea del Consiglio d’Europa di cui nel 1962 fu eletto vicepresidente. Nel 1970 venne chiamato a far parte del Comitato dei consiglieri del Consiglio d’Europa.
Gli impegni internazionali non allentarono i rapporti con la sua città d’origine: fu socio corrispondente dell’Ateneo di Scienze Lettere e Arti dal 28 giugno 1961, ricevette la medaglia d’oro del ministero della Pubblica istruzione e, nel 1984, il Premio Brescianità.

 

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27/09/2024, 14:58

Scuole in Rete. Attività proposte

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Networking o “fare rete”

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9 min

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Brescia Smart City

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​​​​Networking o “fare rete” è quell’incontro in cui alcune persone connesse tra loro identificano, creano o realizzano insieme opportunità o attività di comune interesse. In altre parole: il networking fa crescere le persone, in conoscenza, empatia e consapevolezza. 
Per questo, il Comune in collaborazione con l’UST promuove ai dirigenti scolastici e al personale docente attività che le scuole possono fare con la nuova rete che connette gli istituti, tra loro e al web. Le attività promosse dal Comune sono realizzate da realtà istituzionali, no profit o già attive accanto al Comune in progetti e percorsi di cultura dell’innovazione e del digitale.
Ogni attività ha indicati i referenti a cui le scuole possono direttamente rivolgersi.
 
Sei o conosci una realtà che si occupa di innovazione a Brescia?
Se vuoi segnalare i tuoi percorsi dedicati a studenti dai 5 ai 13 anni, genitori, formatori, personale scolastico, docenti, puoi scrivere a smartcity@comune.brescia.it indicandoci la tua iniziativa e i tuoi contatti.
 
Di seguito, le attività segnalate dal Comune per il primo anno di “Scuole in Rete”
 
Lucy Robottina
Chi non ha mai sognato di pilotare un robot? L’Associazione Culturale Dreampuzzle promuove da anni la robotica come disciplina scientifica e strumento didattico, guidando i piccoli scienziati dalla costruzione alla programmazione. 
  • A chi si rivolge: bambini e bambine dai 5 ai 14 anni
  • Cosa serve: un’aula nella scuola, possibilmente di informatica, dove ruoteranno le classi con tutti i banchi lungo i muri e spazio centrale per far muovere i robot; un proiettore o LIM.
  • Chi contattare: Associazione Sportiva Dilettantistica Dreampuzzle, Piazza Vittoria 7, 25121 Brescia, tel. 342 7583650, robotica@dreampuzzle.net
 
Cyberbullismo
Il bullismo danneggia chi lo subisce e chi lo pratica. Ancora di più quando i suoi danni sono potenziati dall’utilizzo della tecnologia e di internet. Il Centro Nazionale Contro il Bullismo attraverso le molte proposte del progetto “Bullistop” combatte il bullismo facendo emergere le potenzialità, le passioni creative ed artistiche dei ragazzi, valorizzandole e rendendole funzionali ai gruppi.
  • A chi si rivolge: insegnanti, personale scolastico, genitori, operatori dell’educazione e della formazione
  • Cosa serve: un’aula nella scuola attrezzata per le proiezioni
  • Chi contattare: Bullistop, Centro Nazionale Contro il Bullismo, referente per la Lombardia orientale Massimo Giuliani, tel. 3386067713, mail. norditalia@bullistop.com
 
Entrepreneurship
Entrepreneurship (o imprenditorialità) è la capacità di una persona di tradurre le idee in azione. Un concetto sintetico che include la creatività, l’innovazione e l’assunzione del rischio, così come la capacità di pianificare e gestire progetti per raggiungere obiettivi. In ogni programma per l'innovazione e la competitività l’Europa sollecita anche l’Italia a inserire l’impreditorialità tra le discipline formative di bambini e ragazzi poiché fornisce competenze utili a tutti nella vita quotidiana, nella sfera domestica e nella società.
  • A chi si rivolge: bambini e bambine dai 5 ai 14 anni
  • Cosa serve: orecchie e attenzione. Gli imprenditori incontreranno gli studenti nelle classi o nelle aule assembleari dell’istituto
  • Chi contattare: il Comune di Brescia, a cui fanno riferimento imprenditori che si sono resi disponibili a incontrare bambini e ragazzi per accendere in loro la scintilla dell’imprenditorialità.
 
Sicurezza in rete
La rete è uno spazio pubblico d’incontro. E come una piazza, o un parco, o un altro luogo fisico, può esporre a pericoli a cui è bene essere preparati. Per questo, la Polizia Locale organizza incontri per conoscere e capire fenomeni legati alla relazione attraverso internet, con particolare riguardo a social network e chat.
  • A chi si rivolge: bambini da 5 anni in su 
  • Cosa serve: un’aula dotata di videoproiettore ed eventualmente di microfono.  
  • Chi contattare: Ufficio Educazione alla Legalità Tel 030/2978891 – 030/29788392 Mail edlegalita@comune.brescia.it
 
Vita Indipendente
Accessibilità è uno dei concetti che guidano la rete e condivide con al libertà, per ogni utente, di poter usare la tecnologia e i suoi servizi. Nell’accessibilità sono gli utenti molto svantaggiati e portatori di disabilità a poter insegnare come progettare in modo accessibile perché la "cultura disabile" è fatta di soluzioni e trucchi nati dall’esperienza quotidiana di persone per cui spesso è il mondo reale a non essere accessibile.
  • A chi si rivolge: bambini da 5 anni in su, genitori, insegnanti, operatori 
  • Cosa serve: un’aula dotata di videoproiettore o LIM ed eventualmente di microfono.  
  • Chi contattare: Henable scs,tel. 335 60 27 785 , mail ferdinando@henable.me
 
Crea il tuo ebook
Hai mai pensato di creare e promuovere il tuo ebook? Con Sigil, il software gratuito di Google, puoi creare un libro della classe, renderlo ebook e diffonderlo on line per leggerlo su pc, tablet, smartphone o e-book reader.
  • Destinatari: Insegnanti Scuola Primaria e/o Secondaria. Massimo 12 iscritti.
  • Durata: 12 ore suddivise in massimo 5 lezioni
  • Condizioni richieste: il proprio laptop con wi-fi integrato e spazio per installare Sigil
  • Riferimenti: Coop. Co.librì, Elisa Giangrossi, Viale Duca degli Abruzzi 10/a, mail info@abibook.it, tel. 030394225
 
Illustrare il mondo
Prima del libro, esiste la pagina bianca, da riempire con veste grafica, testo e immagini. Come lavorano i creatori di albi illustrati? Scopriamolo sperimentando insieme a dei professionisti l’uso della tavoletta grafica. 
  • Destinatari: - Sc. Primaria (6-11 anni): max. 2 gruppi classe
  • Durata: 1 ora e mezza 
  • Condizioni richieste: ambiente spazioso, lavagna a fogli mobili e LIM
  • Riferimenti: Coop. Co.librì, Elisa Giangrossi, Viale Duca degli Abruzzi 10/a, mail info@abibook.it, tel. 030394225
 
Tocca lo schermo, gira la pagina
Cosa è un ebook, cosa è una app, come si legge un ebook e come si gioca con una app.  Gli operatori mostreranno alla classe vari esempi di ebook di qualità per bambini e ragazzi attraverso la lim e faranno sperimentare alla classe l’utilizzo di alcuni tablet.
  • Destinatari: - Scuola Primaria (10-11 anni): gruppo classe. Scuola Secondaria di primo grado (11-13 anni): gruppo classe
  • Durata: 2 ore 
  • Condizioni richieste: LIM e connessione wi-fi
  • Riferimenti: Coop. Co.librì, Elisa Giangrossi, Viale Duca degli Abruzzi 10/a, mail info@abibook.it, tel. 030394225
 
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28/02/2023, 14:55

Agevolazioni tariffarie per studenti universitari

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Agevolazioni tariffarie relative al trasporto pubblico per gli studenti universitari

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3 min

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Brescia città universitaria

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Grazie alla collaborazione tra l'Amministrazione comunale,  il Gruppo Brescia Mobilità e le Istituzioni universitarie bresciane (Università degli Studi di Brescia; Università Cattolica del Sacro Cuore; Accademie di Belle Arti Santa Giulia e Laba; Conservatorio di Musica Luca Marenzio; Enaip di Botticino) è attivo un ricco pacchetto di agevolazioni sui servizi di mobilità rivolto alla popolazione studentesca iscritta alle suddette istituzioni universitarie.

Abbonamento annuale al trasporto pubblico

Il costo dell'abbonamneto annuale al trasporto pubblico (bus e metropolitana) sia in zona 1 (città) sia in zona 1+2 (città + hinterland) è ridotto del 35% per le matricole e del 25% per gli iscritti agli anni successivi.

 

Tessere multicorse bus/metro

Per coloro che non frequentano quotidianamente le Università, sono disponibili tessere multicorse da utilizzare in un determinato arco di tempo.

Tessere per 50 corse nell'arco di tre mesi: 42 € zona 1; 54 € zona 1+2;

Tessere oer 50 corse nell'arco di sei mesi: 48 € zona 1; 60 € zona 1+2;

Tessere per 100 corse nell'arco di nove mesi: 78 € zona 1; 102 € zona 1+2.

 

Bike sharing

Per l'utilizzo di Bicimia, il servizio di bike sharing attivo a Brescia, è prevista l'esenzione dal versamento della cauzione di 25 €.

 

Car sharing

Riduzione del 50% dell'abbonamento annuale e delle tariffe variabili (oraria e chilometrica) di Autonomia, il servizio di car sharing attivo a Brescia.

 

Erasmus

Per gli studenti del programma Erasmus che frequentino le Universtià bresciane è prevista la possibilità di un abbonamento gratuito al trasporto pubblico (bus + metropolitana) durante il periodo di studio a Brescia.


 


 

Informazioni e dettagli direttamene disponibili sul sito web di Brescia Mobilità.

 

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31/03/2023, 09:20

# Incontriamoci - Oltre la Strada: illustrazione dei progetti definitivi - 13/07/2017

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Assemblea pubblica di illustrazione dei progetti definitivi relativi al progetto "Oltre la Strada"

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1 min

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Oltre la strada

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​Nell'ambito del ciclo di serate pubbliche #incontriamoci, giovedì 13 luglio 2017 il Sindaco e la Giunta comunale hanno presentato ai cittadini i progetti definitivi relativi al progetto "Oltre la Strada". 

La riqualificazione urbana dell'area di Porta Milano restituirà alla città infrastrutture ed architetture rigenerate, un nuovo teatro , centri di attrazione, luoghi vitali e di socialità, progetti sociali e culturali, con un'attenzione a nuove formule di abitazione e di formule che uniscano l'housing agli spazi di lavoro per imprese giovani, creative e laboratori di artigianato. 

La serata è stata moderata dall'Arch. Elena Pivato di Urban Center Brescia.

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25/01/2024, 18:27

Scuole in Rete

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Scuole in Rete : un progetto di cultura dell'innovazione

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8 min

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Brescia Smart City

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​​​​​​​​Con l'inizio dell'anno scolastico 2017/2018, prende in via anche il progetto SCUOLE IN RETE promosso dal Comune di Brescia insieme ad A2A Smart City.
Scuole in Rete è un progetto di cultura dell'innovazione che prosegue e potenzia l’intervento di manutenzione straordinaria delle sedi delle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado che l’amministrazione ha avviato dal 2015 e che è stato completato a luglio 2017. In particolare, Scuole in Rete si affianca alla realizzazione di una nuova infrastruttura di connettività in fibra ottica dedicata alle scuole e federata alla rete comunale. L’infrastruttura eroga sia servizi di base che evoluti, descritti nel dettaglio di seguito.

Cos'è Scuole in Rete

Scuole in Rete è un progetto di cultura dell’innovazione che attua la linea 1.2 “La città fa rete” contenuta nell’Agenda Digitale Urbana Brescia 2030 (disponibile sul sito dati.comune.brescia.it) i cui obiettivi sono: 
Orientamento sulle scuole dei progetti di smart city, favorire la formazione di una rete scolastica di progetto in ambito smart city. Realizzare progetti di crescita delle conoscenze e competenze e in generale del “saper fare”. Due le condizioni fondamentali: l’accesso alla rete e la capacità di utilizzo della stessa. contrastare il digital divide e in quanto stimolo e promozione di nuovi stili di vita digitali che hanno un rilevante valore sia sociale che economico.

Il progetto intende contrastare il digital divide, ovvero l’insieme dei fattori che contribuiscono a una discriminazione nell’accesso, nella configurazione e nell’esercizio dei diritti configurabili on line. Per ovviare a questa che, di fatto, è una nuova forma di discriminazione sociale, il Comune opera a diversi livelli (infrastruttura, accesso, formazione) fornendo pari opportunità di accesso alle risorse della rete indipendentemente dalle condizioni soggettive di partenza (età, condizione economica, competenze, ecc.) o dai luoghi (scuole, biblioteche, sale civiche, sportelli per i servizi, ecc.).
Inoltre, promuove i nuovi stili di vita digitali per ragioni sociali (la connessione sempre e comunque è un elemento rilevante sia per l’utilizzo dei servizi sia il mantenimento della rete di relazioni personali) e per ragioni economiche (i nuovi servizi a valore saranno sempre più digitali).
Le 106 scuole cittadine la cui gestione è in carico al Comune oggi sono mondi isolati in edifici costruiti nell’epoca pre-tecnologica. L’utilizzo delle ICT e di internet sono le condizioni  essenziali per abbattere l’isolamento delle scuole (riducendo il digital divide) e migliorare la sicurezza (nelle due accezioni di safety e security),  le condizioni di vita e la stessa didattica nelle scuole.
Il progetto è trasversale alle strutture organizzative comunali e vede coinvolti il Settore Informatica e Smart City, l’area Servizi Educativi e il Settore Edilizia scolastica e sociale.

La nuova infrastruttura digitale per le scuole

Tra le azioni previste una particolare importanza riveste la realizzazione di una infrastruttura tecnologica che collega in fibra ottica le 106 sedi scolastiche comunali, creando così le condizioni per la connessione in banda larga e ultralarga.
L’infrastruttura scolastica è stata progettata per essere integrata alla rete comunale, consentendo l’erogazione di servizi come quelli per la sicurezza e di emergenza che coinvolgono il Comune. Con il progetto Scuole in Rete, il Comune ha beneficiato di un abbattimento dei costi per la connettività: la spesa complessiva comunale si è infatti ridotta di 20.000 € l’anno.
I lavori sono iniziati a giugno 2015 e sono terminati da cronoprogramma, il 31 luglio 2017. Priorità è stata data alle sedi delle direzioni didattiche e alle scuole primarie e secondarie di I grado. 
L’infrastruttura eroga sia servizi di base che evoluti.
Tra i servizi di base garantiti alle scuole ci sono infatti: 
  • Connettività su fibra garantita, inizialmente 10MB (5MB per sedi nidi e scuole dell’infanzia);
  • Servizi di navigazione Internet protetti e sicuri; 
  • Distribuzione Wi-Fi (in media almeno tre access point integrati nel sistema BresciaWiFI per scuola)solo per le scuole primarie e secondarie di I grado. È stata data priorità alla copertura dei servizi amministrativi, dell’aula informatica e dell’aula magna;
  • Altri servizi attivabili (ad esempio telefonia VoIP tra scuole);
  • Videoconferenza/lezioni in streaming tra scuole.

Tra i servizi evoluti che potranno essere convogliati sulla infrastruttura:

  • Videosorveglianza a tutela del patrimonio; 
  • Gestione centralizzata dell’allarmistica antincendio e antintrusione (ad esempio sistemi di illuminazione d’emergenza ecc.);
  • Gestione centralizzata della sensoristica di building automation per la sicurezza e il benessere (ad esempio controllo accessi, sensoristica ambientale ecc.)
  • Supporto, anche formativo, all’utilizzo della rete per sperimentare nuove modalità della didattica in modo da togliere le scuole dall’isolamento  (ad esempio uso di sistemi di comunicazione e scambio dati tra scuole per didattica, telefonia ecc.). Saranno sperimentati  anche progetti con le città gemellate.

Come si realizza il progetto “Scuole in Rete”

Il progetto “Scuole in Rete” prevede un anno di avvio e di monitoraggio, in cui è richiesto alle scuole di collaborare con il Comune e con A2A al fine di verificare il buon funzionamento della rete, costruire un network tra istituti per utilizzarla al meglio, suggerire ai promotori migliorie e implementazioni utili.
Uno staff di progetto dedicato è a disposizione delle scuole per segnalazioni di: 
  • problemi di connettività persistenti (il più possibile dettagliati, in modo da rendere gli interventi rapidi e risolutivi)
  • segnalazione di attività di cultura dell'innovazione da includere nell'elenco promosso dal Comune sul portale comune.brescia.it
  • implementazioni di progetto e/o servizi
  • altre proposte utili in tema di cultura dell'innovazione per la formazione dei nuovi cittadini.
​Per domande sul progetto o per segnalare iniziative di cultura dell'innovazione dedicate alle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado, è attiva la mail:  smartcity@comune.brescia.it 

Ultimo aggiornamento

08/09/2017, 05:38