Pubblicazioni statistiche

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Pubblicazioni realizzate dall'Unità di Staff di Statistica del Comune, inerenti stranieri e immigrazione

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3 min

Aree tematiche
Osservatorio sulle migrazioni e l'inclusione sociale

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ELENCO DELLE PUBBLICAZIONI REALIZZATE DALL'UNITA' DI STAFF STATISTICA DEL COMUNE DI BRESCIA
IN ORDINE CRONOLOGICO
(E' POSSIBILE SCARICARLE IN FONDO ALLA PAGINA)

2016
- Da dove arrivano gli immigrati residenti a Brescia - Sr032016
- Movimento anagrafico a Brescia - Ds012016

2015
- Popolazione italiani e stranieri per quartiere  al 31.12.2015  (contiene 34 fascicoli)
- Quadro demografico 2015
- Stranieri Residenti a Brescia giugno 2015 - DCS0015

2014
- Stranieri Residenti a Brescia 2013 - DCS0214

2013
- Cittadini Italiani e Stranieri Residenti a Brescia al 31.12.2012 - DCS0713

2012
- Cittadini Italiani e Stranieri Residenti a Brescia al 31.12.2011 - DCS032012

2011
- Cittadini Italiani e Stranieri Residenti a Brescia al 31.12.2010 - DCS072011

2010
- Cittadini Italiani e Stranieri Residenti a Brescia al 31.12.2009 - DCS1910
- Confronti Stranieri 2008-2010 - dati Brescia - DCS1610

2009
- Cittadini Italiani e Stranieri Residenti a Brescia al 31.12.2008 - DCS1109
- Stranieri di Prima e Seconda Generazione - DCS0909

2008
- Cittadini Italiani e Stranieri Residenti nel Comune di Brescia al 31 Dicembre 2007 - DCS0408

2007
- Stranieri Residenti nel Comune di Brescia al 31 Dicembre 2006 - DCS0707
- Bilancio Demografico Stranieri 2006 - DCS1207

2006
- Cittadini Italiani e Cittadini Stranieri residenti nel Comune di Brescia al 31 Dicembre 2005 - DCS0806
- Mappe Tassi Stranieri Provincia 2005 - DCS1106

2005
- Cittadini Italiani e Cittadini Stranieri Residenti nel Comune di brescia al 31 dicembre 2004 - DCS1005

2004
- Cittadini Italiani e Stranieri Residenti al 31 dic. 2003 - DCS1204

2003
- Cittadini Italiani e Stranieri al 31.12.2002 - DCS0303

2002
- I morti Stranieri a Brescia dal 1990 al 2001 - DCS1402

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19/05/2023, 15:24

Scuola

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Pagina dedicata alla scuola

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Aree tematiche
Osservatorio sulle migrazioni e l'inclusione sociale

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Sotto il testo, vengono riportati i link per gli approfondimenti delle varie voci.

La scuola è il primo luogo di incontro e di confronto tra bambine e bambini, giovani in generale, portatori di mondi culturali simili e diversi. L'osservatorio intende indagare questo fenomeno nel corso dell'anno scolastico 2016/2017.

Per un primo approfondimento si vedano i seguenti materiali e siti di riferimento:

1) Miur, Fondazione Ismu (2016), Alunni con cittadinanza non italiana. La scuola multiculturale nei contesti locali. Rapporto nazionale A.s. 2014/2015, a cura di Mariagrazia Santagati e Vinicio Ongini. “Quaderni Ismu”, n. 1. 2016

2) Fondazione ISMU – MIUR (2015), Alunni con cittadinanza non italiana. Tra difficoltà e successi. Rapporto nazionale 2013/2014, a cura di Mariagrazia Santagati e Vinicio Ongini, “Quaderni Ismu”, n. 1, 2015.

3) Indagine ISTAT sulle seconde generazioni 2015: Giovani (italiani) crescono: primi risultati dell’indagine sull’integrazione delle seconde generazioni, Cinzia Conti, 21 marzo 2016

4) Dinamiche demografiche e inserimento scolastico dei figli degli immigrati: statistiche correnti ed esigenze conoscitive, Salvatore Strozza, 21 marzo 2016 (intervento al convegno sulle seconde generazioni. ISTAT-CNR)

5) Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca - INTERCULTURA

6) VIAGGI DA IMPARARE. Un sito web interattivo (Miur e Unhcr) sul fenomeno dei rifugiati in Italia destinato ai docenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado

Scuole di Brescia

Dati aperti delle scuole comunali, statali, accreditate convenzionate, paritarie, private

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19/05/2023, 15:16

Dossier Immigrazione e Asilo

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Pagina dedicata ai dossier su immigrazione e asilo

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Aree tematiche
Osservatorio sulle migrazioni e l'inclusione sociale

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Dossier di riferimento per chi desidera studiare e approfondire le dinamiche migratorie locali e nazionali.

Testi rintracciabili online o sul mercato editoriale.


a) DOSSIER SULLA REALTA' LOCALE

Immigrazione e cittadinanza attiva in Provincia di Brescia
- Colombo M. (a cura di),  Immigrazione e contesti locali. Annuario CIRMiB 2016, Ed. Vita e Pensiero, Milano, 2016, realizzato con il contributo della FONDAZIONE EULO
Locandina del convegno di presentazione dell'annuario potete trovarla dopo il testo nell'apposita sezione dei link


- Colombo M. (a cura di), Immigrazione e contesti locali. Annuario CIRMiB 2015
E' possibile acquistare il volume presso la casa editrice Vita e Pensiero, Milano.
Le Associazioni e gli Enti possono richiedere una copia gratuita all'indirizzo email: CIRMiB-BS@unicatt.it.

L'Introduzione è scaricabile, potete trovarla dopo il testo nell'apposita sezione dei link

- XXII Rapporto Ismu sulle migrazioni 2016
Scheda del convegno di presentazione:  http://www.ismu.org/2016/10/presentazione-ventiduesimo-rapporto-ismu/?gclid=CLWxjcXNzdACFWgq0wodyvEDPA

- XXI Rapporto Ismu sulle migrazioni 2015

Scheda del convegno di presentazione:http://www.ismu.org/2015/10/3-dicembre-presentazione-xxi-rapporto-ismu/


b) DOSSIER SULLA REALTA' NAZIONALE

Dossier Statistici
- Dossier statistico immigrazione 2016 a cura di IDOS, con Confronti e UNAR
Scheda di sintesi: potete trovarla dopo il testo nell'apposita sezione dei link

- Dossier statistico immigrazione 2015 a cura di IDOS, con Confronti e UNAR
Scheda di sintesi: potete trovarla dopo il testo nell'apposita sezione dei link

- XXV Rapporto Immigrazione Caritas e Fondazione Migrantes, "La cultura dell'incontro"
Sintesi: potete trovarla dopo il testo nell'apposita sezione dei link

- XXIV Rapporto Immigrazione Caritas e Fondazione Migrantes, “Migranti, attori di sviluppo” dedicato ad Expo 2015
Sintesi e quadro regionale: potete trovarla dopo il testo nell'apposita sezione dei link

- XI edizione del Rapporto Italiani nel Mondo 2016, a cura di Fondazione Migrantes
Giornata di presentazione: potete trovarla dopo il testo nell'apposita sezione dei link

- X edizione del Rapporto Italiani nel Mondo 2015, a cura di Fondazione Migrantes
Sintesi: potete trovarla dopo il testo nell'apposita sezione dei link


c) DOSSIER ECONOMICI
- Rapporto immigrazione e imprenditoria 2016, a cura di Idos, in partenariato con la CNA, MoneyGram
Scheda di sintesi: potete trovarla dopo il testo nell'apposita sezione dei link

- Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2015, a cura di IDOS, in partenariato con la CNA, MoneyGram
Scheda di sintesi: potete trovarla dopo il testo nell'apposita sezione dei link

- Rapporto 2016 sull'Economia dell'Immigrazione - Fondazione Leone Moressa
Scheda di presentazione: potete trovarla dopo il testo nell'apposita sezione dei link

- Rapporto 2015 sull’Economia dell’Immigrazione – Fondazione Leone Moressa
Presentazione del Rapporto: potete trovarla dopo il testo nell'apposita sezione dei link


d) DOSSIER SULLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE
- Rapporto sulla protezione internazionale  in Italia 2016, a cura di Anci Caritas italiana, Cittalia, Fondazione Migrantes, Servizio Centrale dello Sprar, in collaborazione con Unhcr
Versione integrale, Sintesi e le slide di presentazione le potete trovarla dopo il testo nell'apposita sezione dei link

- Rapporto sulla protezione internazionale in Italia 2015, a cura di ANCI, Caritas Italiana, Cittalia, Fondazione Migrantes, SPRAR, in collaborazione con UNHCR
Versione integrale e Sintesi le potete trovarla dopo il testo nell'apposita sezione dei link

- Rapporto sull’accoglienza di migranti e rifugiati in Italia. Aspetti, procedure, problemi, ottobre 2015 - MINISTERO DELL'INTERNO
Versione integrale: potete trovarla dopo il testo nell'apposita sezione dei link

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19/05/2023, 15:23

Calvesi Gabre Gabric

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Imoschi, Croazia, 14 ottobre 1914 - Brescia, 16 dicembre 2015

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Anni 2010 - 2023

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​Atleta  olimpionica

Si chiama Ljubica, che in slavo significa "amorina", ma per tutti, fin da piccola è Gabre. Quando nasce, la sua Croazia fa parte dell’Impero Austro-ungarico, sotto lo scettro di Francesco Giuseppe. Ha solo nove anni quando approda negli Stati Uniti, a bordo del piroscafo “President Wilson”, con il padre Martin, ex ufficiale. E’ il 1923 e i Gabric vivono a Chicago, nell’Illinois. Il padre la chiama Gabre in onore a Gabriele d’Annunzio. Nel 1932 tornano in Dalmazia e si stabiliscono a Zara, che in quei tempi era territorio italiano. In questo periodo Gabre sviluppa la passione per lo sport, già coltivata negli anni americani. Con i fratelli Missoni pratica canottaggio, nuoto, tennis e poi, dal 1934, l’atletica leggera. Nel 1936 fa parte della squadra azzurra alle Olimpiadi di Berlino, dove si classifica decima nel lancio del disco. Due anni dopo, agli Europei di Vienna si classifica sesta. La guerra interrompe ogni attività agonistica. Nel 1941 sposa a Milano Alessandro Calvesi, nativo di Cigole anche se di origine romana, grande allenatore degli ostacolisti azzurri.
Dopo la guerra, Gabre Gabric partecipa agli Europei di Oslo del 1946 e alle Olimpiadi di Londra del 1948. Chiusa la fase agonistica, con Sandro Calvesi si stabilisce nella nostra città e nel 1950 fonda l’Atletica Brescia, punto di riferimento nazionale ed europeo per il settore ostacoli. Tra i suoi allievi Eddy Ottoz, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Città del Messico 1968, che poi diventa marito di Lyana Calvesi, la figlia di Gabre e Sandro.
Nel 1960, ai Giochi di Roma, Gabre Gabric è capo dell’Ufficio stampa allo Stadio Olimpico, a coronamento di una intensa attività giornalistica nel settore. Si dedica anche all’insegnamento dell’Educazione fisica e avvia allo sport migliaia di giovani.
Riprende anche a gareggiare, nella categoria Master, conquistando svariati titoli mondiali ed europei nel lancio del disco, nel getto del peso e nel tiro del giavellotto.
Muore all’età di 101 anni, lasciando un mirabile esempio di impegno ed entusiasmo, il 16 dicembre 2015.

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27/09/2024, 09:41

Padula Pietro

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Brescia, 21 agosto 1934 - Brescia, 21 marzo 2009 - In carica dal 1985 al 1990

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Sindaci della città

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​Politico bresciano – ex sindaco di Brescia Pietro Padula, sindaco dal 14 ottobre 1985 al 18 settembre 1987 e dal 30 novembre 1987 alla primavera del 1990. Figlio di Maria Maggiore e di Fortunato Padula, direttore provinciale del ministero del Tesoro, Pietro Padula cresce nel quartiere a nord di via Milano, frequenta l’oratorio San Carlo in via Luzzago (da cui discende il gruppo, tuttora attivo, “Chèi del San Carlino”) e gli ambienti della Pace. Dopo la maturità classica all’Arnaldo si laurea in Giurisprudenza alla Statale di Milano. Sposato e padre di quattro figlie, Pietro Padula si accosta all’impegno politico fin da giovane. Nel febbraio del 1956 succede a Delfino Tinelli come delegato provinciale dei gruppi giovanili della Dc. Mantiene questo incarico fino al marzo del ’60, quando passa il testimone a Ciso Gitti. Nel 1960 è eletto consigliere comunale, nel 1964 bissa l’elezione in Loggia. Nel frattempo, dal 1962 al 1980, è vicepresidente provinciale dell’Iacp. Fin dall’inizio della sua militanza nella Dc, insieme all’amico Vittorio Sora, è legato alla corrente di sinistra che al congresso di Napoli del 1954 prende il nome di Iniziativa democratica, e in particolare alla componente di Base che è particolarmente radicata in Lombardia (Marcora e Granelli), a Firenze (Nicolò Pistelli), Avellino (De Mita, Bianco, Gargani) e in Veneto (Dorigo e Gagliardi). Padula viene eletto alla Camera dei deputati per quattro legislature: nel 1968, 1972, 1976 e 1979. Nel 1983 viene eletto al Senato, carica dalla quale si dimette il 16 gennaio 1986 per dedicarsi esclusivamente all’attività amministrativa, essendo stato nel frattempo eletto sindaco. In parlamento Padula ha fatto parte, stabilmente, delle commissioni Giustizia e Lavori pubblici, ed è stato capogruppo della Dc in commissione Inquirente. È anche sottosegretario ai Lavori Pubblici nei governi di unità nazionale, ovvero i governi Andreotti IV e V, dal 1978 al 1979, rispettivamente con i ministri Gullotti e Stammati. Da relatore o in veste di sottosegretario ai Lavori pubblici si occupa delle principali leggi di riforma sulla casa varate in questo periodo: la legge sull’Equo canone, la legge sulla Casa, la legge Bucalossi sul regime dei suoli. Nel 1985 viene eletto sindaco e lascia l’attività parlamentare. In Loggia, alla guida di una maggioranza Dc, Psi, Pri, Pli imposta alcuni dei grandi progetti che caratterizzeranno Brescia negli anni successivi: Palagiustizia, centrale policombustibile, termoutilizzatore, metropolitana leggera, Immobiliare fiera, Piano del castello e Piano delle piazze, grandi mostre a Santa Giulia. Si impegna anche nelle strutture dell’Anci: dal 1986 al 1992 è presidente dell’Anci Lombardia; contemporaneamente entra nel direttivo nazionale durante la presidenza del senatore Triglia. Nel 1992 è il primo presidente nazionale dell’Anci eletto direttamente dalla platea congressuale. Nel 1995 passa il testimone a Enzo Bianco. Alla fine degli anni Novanta dirige la rivista Anci Notizie; è tuttora membro del direttivo nazionale Anci. Dopo l’elezione a sindaco entra nel consiglio d’amministrazione della società “Serenissima”, è vicepresidente della Centro Padane, entra nel consiglio d’amministrazione dell’Efim: all’epoca è la terza holding del sistema delle Partecipazioni pubbliche (dopo Iri ed Eni) ed ha il controllo di società come Agusta, Ansaldo, Breda. Efim sarà sciolta dal governo Amato fra il 1992 e il 1993. Dal 2002 al 2008 Pietro Padula è membro del consiglio d’amministrazione della società Brescia mobilità, controllata dal Comune di Brescia.

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07/11/2024, 08:49

Gandini Sergio

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Domodossola, 20 dicembre 1931 - Brescia, 2 febbraio 1999

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2 min

Aree tematiche
Anni 1990 - 1999

Descrizione

Descrizione

Imprenditore

Originario di Domodossola, Sergio Gandini ha solo 33 anni quando, nel 1964, assume la presidenza della Flos. Sotto la sua guida, la piccola azienda che si è appena trasferita nel Bresciano, inizia un periodo di consistente espansione, fino a diventare leader mondiale delle lampade di design. Gandini, infatti, fin dai primi passi affianca il proprio marchio alle firme più prestigiose del disegno artistico industriale, a cominciare da Gavina e Cassina, per giungere all’apice con i fratelli Achille, Livio e Pier Giacomo Castiglioni. Con questi ultimi nasce un legame di fiducia e di apertura che rende inconfondibile la linea delle lampade Flos e porta l’impresa, che ha la sede principale a Bovezzo, ad affermarsi sul mercato internazionale dell’arredamento. Con la moglie Piera Pezzolo, Gandini fonda Stile Mobili. In campo finanziario è tra i fondatori di SBS e Ergon. Ed è tra i protagonisti dell’imprenditoria bresciana e nazionale. E' convinto che il design sia un valore aggiunto della produzione industriale e continua con coerenza su questa linea finché resta alla guida della Flos. Lascia il testimone al figlio Piero e alla figlia Elena, alla sua morte, nel febbraio del 1999.

 

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27/09/2024, 10:13

Trebeschi Vittoria De Toni

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Padova, 22 novembre 1903 - Cellatica, 2 dicembre 1992

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Aree tematiche
Anni 1990 - 1999

Descrizione

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Scrittrice, giornalista, esponente della Resistenza

Originaria di Padova, figlia di un celebre studioso di storia naturale e docente universitario, Vittoria de Toni diventa bresciana quando giovanissima, nel giugno 1922, sposa l’avvocato Andrea Trebeschi, che nonostante abbia solo 25 anni è già esponente di spicco del mondo cattolico bresciano e del Partito popolare. Con il marito condivide l’impegno civile e sociale e fin dai primi momenti si schiera sul fronte dell’antifascismo. Consapevolmente e a viso aperto, durante il ventennio, assieme vivono una testimonianza cristiana di impegno per la libertà e la democrazia.
Il 6 gennaio 1943, l’avv. Andrea Trebeschi viene arrestato dai nazi-fascisti e viene deportato prima a Dachau e poi a Mauthausen e a Gusen, dove muore nel gennaio 1945. Vittoria resta sola, con i quattro figli – Maria, Cesare, Giovanni ed Elvira – ma continua il suo instancabile impegno, facendo divenire la sua casa uno dei centri coraggiosi della Resistenza bresciana.
Subito dopo la Liberazione, è particolarmente attiva nell’Ufficio di presidenza dell’Azione Cattolica e nel 1948 viene chiamata alla direzione della rivista “Madre”. Il mensile nato nel 1888 è il primo periodico italiano dedicato al pubblico femminile e sotto la direzione di Vittoria de Toni conquista una diffusione considerevole in tutta Italia ed un consolidato apprezzamento per il suo equilibrio e la capacità di cogliere le mutazioni del Paese. “Madre” diventa un punto di riferimento per più di una generazione di mamme.
La notevole cultura e i fermi principi trovano espressione anche nella sua intensa attività  di educatrice. Molte anche le sue pubblicazioni, in gran parte per La Scuola editrice, tra le quali spiccano “La leggenda aurea dei Re Magi”, “Il Moretto” e l’epistolario con Andrea Trebeschi.
Muore a 89 anni.

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27/09/2024, 10:12

Feroldi Livia

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Passirano, 3 novembre 1907 - Botticino, 24 febbraio 1997

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3 min

Aree tematiche
Anni 1990 - 1999

Descrizione

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Crocerossina, consigliere comunale, assessore all’assistenza, presidente del Centro Italiano Femminile

Livia Feroldi nasce in Franciacorta, in una famiglia dell’antica nobiltà bresciana. Suo padre è l’avv. Pietro, che aveva iniziato ad esercitare la professione nello studio del sen. Ugo Da Como, la madre è Maria Cadei. Livia è la primogenita, il secondogenito Franco sarà economista, docente universitario e presidente della Camera di commercio. Brillante negli studi, sportiva e amante dei viaggi, fin da giovane vorrebbe studiare medicina per poter essere di aiuto alle persone che soffrono. Nel 1937 presta la sua opera come crocerossina su una nave ospedaliera in Libia e durante la guerra svolge attività di assistenza all’Ospedale militare di Brescia. Nello stesso periodo, con grande coraggio aiuta i partigiani bresciani. Non da meno è l’impegno civile e politico: nel 1948 viene eletta consigliere comunale in Loggia e nel 1951 il sindaco Bruno Boni la chiama a far parte della Giunta come assessore all’Assistenza. Nell’immediato dopoguerra, a Brescia nasce il CIF, Centro Italiano Femminile e Livia Feroldi nel 1948 ne viene nominata presidente provinciale.
L’esperienza amministrativa e politica si protrae: eletta nelle file della Dc anche nel 1951, verrà riconfermata in Loggia fino al 1971. Nel 1973 nasce il Centro assistenza anziani “Federico Balestrieri”, presso la Parrocchia di S. Alessandro e Livia Feroldi continua il suo impegno dedicandosi all’assistenza domiciliare degli anziani del centro storico.
Nel 1990 le vengono assegnati il Premio Bulloni per la bontà e il Premio Città di Brescia – Laura Bianchini. La malattia la costringe all’isolamento e Livia Feroldi si ritira presso le Suore Operaie a Botticino Sera, dove muore il 24 febbraio 1997.

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27/09/2024, 10:39

Nicoletto Italo

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Oberhausen (Germania), 15 luglio 1909 - Brescia, 5 dicembre 1992

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4 min

Aree tematiche
Anni 1990 - 1999

Descrizione

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Partigiano, parlamentare

Nasce in Germania, nella regione della Renania-Westfalia, dove i genitori sono emigrati in cerca di lavoro, ma a soli due anni viene affidato ai nonni materni, che abitano a Quinzano, dove frequenta la scuola elementare. Trasferitosi nel 1921 a Brescia, con i genitori rientrati in patria, partecipa alle attività sindacali e a soli 15 anni, nel 1924, si iscrive alla federazione giovanile del Partito comunista, di cui diviene, due anni dopo, fiduciario provinciale. Si iscrive al liceo scientifico “Calini”, ma nel 1927 viene arrestato dalla polizia fascista. Finisce in carcere a Viterbo, rifiuta di sottoscrivere la domanda di grazia e quindi viene mandato al confino, a Lipari. La pena gli viene sospesa nel 1931, perché possa adempiere al servizio militare. Ma subito dopo, Nicoletto cerca di riorganizzare le file del Pci e viene nuovamente arrestato a Lumezzane nel ’32. Viene confinato a Ponza, dove conosce e sposa Maria Pippan, comunista triestina, dalla quale avrà tre figli, Vittoria, Uliana e Boretti. Viene successivamente trasferito alle Tremiti e poi a Ventotene. Tornato libero nel 1936, sceglie la via dell’esilio e giunge in Francia dopo un lungo viaggio che lo porta ad approdare a Marsiglia, dopo essere passato da Malta e dalla Tunisia. Rifiuta la proposta di partire per Mosca e preferisce andare come volontario delle Brigate internazionali in Spagna. Parte per Barcellona e  viene ferito in combattimento, sul fronte dell’Ebro. Nel 1938 è a Parigi, con Luigi Longo, al Centro estero del Pci. Partecipa alla Resistenza in Francia come uno dei comandanti dei gruppi stranieri nel Meridione. Nel ’43 viene arrestato a Nizza ed estradato in Italia. Liberato assieme ad Emilio Sereni, entra nelle Brigate Garibaldi delle Langhe e viene nominato comandante militare della piazza di Torino. Dopo la Liberazione, il 12 maggio, rientra a Brescia, dove continua il suo impegno politico ai vertici del Pci. Segretario federale dal 45 al ’47 e dal ’49 al ’53, è consigliere comunale in Loggia dal ’46 al ’51 e sindaco di Quinzano dal ’51 al ’53. Nel 1948 viene eletto alla Camera dei deputati, dove resta fino al 1968. Opera quasi sempre all’interno della Commissione Finanze e Tesoro. Diventa anche  senatore, tra il 1986 e l’87. Presidente del Comitato unitario permanente antifascista e dell’Anpi di Brescia, presidente dell’Associazione volontari di Spagna, è anche, per un lungo periodo, commissario dell’Ospedale Civile di Brescia.
Muore a Brescia il 5 dicembre 1992.

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27/09/2024, 10:11

Abbiati Antonia Oscar

Dettagli della notizia

Descrizione breve
Cerete Bassa, Bergamo 15 ottobre 1899 - Brescia, 28 dicembre 1993

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4 min

Aree tematiche
Anni 1990 - 1999

Descrizione

Descrizione

​​Partigiana, sindacalista, assessore e vicesindaco

Nata in un piccolo borgo della Val Borlezza, a metà strada tra Clusone e Lovere, Antonia Oscar è figlia di un’operaia della filanda ed è ancora bimba quando resta orfana del padre, morto a causa di una malattia infettiva contratta in Australia, dove è stato costretto a migrare in cerca di lavoro. Per mantenere i tre figli, la mamma migra e segue come cuoca i fratelli, prima in Moravia e poi in Boemia, mentre Antonia viene lasciata alle cure dei nonni. Nel 1913, quando ha appena compiuto 14 anni, Antonia trova occupazione nella filatura di Lovere e poco dopo al canapificio di Cogno, in Valcamonica. Lavora poi come cuoca in un cantiere e quindi come bigliettaia sulle corriere. Nel 1919 si trasferisce a Greco Milanese e qui viene in contatto con i primi attivisti socialisti. Arriva nel Bresciano, a Gambara, dove si è trasferita sua madre e  inizia la sua attività politica e sindacale. All’indomani del Congresso di Livorno del 1921, aderisce al Partito comunista e nella sezione di Gambara del Pcd’I incontra Luigi Abbiati, con il quale collabora sempre più intensamente diventandone la compagna di tutta la vita. Nel 1921 è alla testa delle filandine in sciopero e nello stesso tempo sostiene le lotte sindacali dei salariati agricoli della Bassa. Schedata come sovversiva, costretta a rifugiarsi per un breve periodo a Cerete, rientra successivamente a Brescia, e quando Luigi Abbiati ritorna dalla prigionia passata nel carcere di Caltanisetta, con lui riprende l’attività politica antifascista. Nascono intanto i figli Franco e Dolores. Antonia segue il marito al confino, a Lipari, dove nasce il terzo figlio Loris. Tornata in libertà nel 1932, lavora per cinque anni a Milano. L’intensa attività politica la porta, con il marito, nuovamente in carcere e quindi al confino a Catanzaro, a Ponza e infine nella colonia penale delle Tremiti. Rientra a Brescia nell’agosto del ’43 e partecipa attivamente all’organizzazione della Resistenza, mentre il marito Luigi si aggrega alle formazioni partigiane e verrà ucciso in combattimento nel giugno 1944, a Ponte Casletto in Val Grande, sopra il Lago Maggiore. Antonia viene arrestata e finisce in carcere, prima a Canton Mombello e poi a Bergamo, dove resta fino alla Liberazione. Riprende subito la sua attività politica a Brescia con rinnovato spirito e determinazione. Eletta in Consiglio comunale, diventa assessore all’Assistenza nella Giunta Ghislandi e poi vicesindaco fino all’estate 1949. Nel consiglio della Loggia viene rieletta anche nel 1951. Continua il suo impegno politico e civile nelle file dell’Unione Donne Italiane, quindi come responsabile del Patronato Inca della Cgil, e nell’Anpi.
Muore a Brescia, all’età di 93 anni, il 28 dicembre 1993.
  

Ultimo aggiornamento

27/09/2024, 09:55