Azioni a favore delle vittime di "tratta"

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Progetto per la realizzazione di programmi di emersione, assistenza e integrazione sociale a favore delle vittime di tratta e grave sfruttamento

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Progetti e Proposte

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​Il Comune di Brescia, unitamente ai comuni di  Bergamo, Cremona, Mantova, Lecco, Lodi e Pavia, in accordo con l'Associaizone LULE ONLUS, indicata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento delle Pari Opportunità (Bando n. 2/2017), come​ soggetto accreditato e competente per il territorio  Lombardia 2, ha ottenuto il finanziamento di complessivi 1.300.196,12 euro per le realizzazioni delle azioni progettuali, dal 1° dicembre 2017 al 28 febbraio 2019.

Ultimo aggiornamento

24/01/2024, 15:27

Posti di funzione disponibili

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posti di funzione che si rendono disponibili nella dotazione organica

Amministrazione trasparente
Titolari di incarichi dirigenziali (dirigenti non generali)

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​​​Art. 19 - comma 1 bis - D.Lgs n. 165/2001

1-bis. L'amministrazione rende conoscibili, anche mediante pubblicazione di apposito avviso sul sito istituzionale,  il numero  e la tipologia dei posti di funzione che si rendono disponibili nella dotazione organica  ed  i criteri di  scelta;  acquisisce le disponibilita' dei dirigenti interessati e le valuta.
 

Gli avvisi relativi ai posti di funzione dirigenziale disponibili nella dotazione organica sono pubblicati nella sezione Bandi di concorso.

Ultimo aggiornamento

03/09/2024, 11:39

Indagini e Report

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Indagini e report

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Normativa Nazionale

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Normativa Nazionale

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Normativa Europea e Internazionale

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Normativa Europea

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la normativa è consultabile qui di seguito.

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24/01/2024, 15:28

Normativa Regionale

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Normativa Regionale

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Viene riportata qui di seguito la normativa Regionale​​​

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24/01/2024, 15:29

Allegri Danilo

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Brescia 18 maggio 1911 – Milano 13 ottobre 1989

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Anni 1980 - 1989

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​Fotografo, artista

Danilo Allegri, insieme al fratello Ugo, è stato l’esponente della quarta generazione di una delle dinastie di fotografi bresciani più conosciute e più operose. Il capostipite è stato Giuseppe Allegri (1814-1887) che iniziò l’attività nel 1851 e di cui è celebre lo scatto che ritrae Napoleone III che percorre, a bordo di una carrozza, il Corso del Teatro (oggi Corso Zanardelli). Il successore di Giuseppe fu il figlio Ignazio (1858-1906), che dal 1888 fu attivo nel negozio di via San Faustino. Ben presto lo affiancò il figlio Cesare (1888-1962) che proseguì l’attività di famiglia. Da Cesare discendono appunto Ugo e Danilo. Danilo Allegri è stato un professionista multiforme e un artista versatile: oltre che fotografo era pittore e uomo di cinema. Fu addetto alla fotografia in numerose produzioni dal ’46 al ’52 e autore di documentari dal ’51 in poi. Si fece notare fin dal 1943 allestendo, nella Bottega d’arte di via Paganora, una personale di fotografia a cui seguiranno molte altre mostre, fra cui due di pittura: una nel 1946, sempre nella Bottega d’arte, e una nel 1963 nei saloni dell’Associazione artisti bresciani. Le fotografie di Danilo Allegri sono un documento imprescindibile per scoprire la Brescia del dopoguerra e del boom economico. Le sue istantanee in bianco e nero offrono uno sguardo partecipe e rigoroso sulla realtà di quegli anni. La sua attività è stata copiosa e poliedrica in diversi terreni della fotografia. Ne fanno fede le cartelle realizzate dal 1974, e per molti anni, per conto della Banca San Paolo di Brescia, e poi i volumi “Brescia” del 1961, “Di mille fontane a Brescia” del 1974, “Un castello di neve” del 1980, “Il monumento a Paolo VI” del 1984, oppure la sequenza “Nascere essere sognare morire” del 1970 pubblicata postuma nel volume “Arte della luce” del 1992. Un testimone, un artista, un maestro della luce e delle ombre.

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27/09/2024, 10:43

Bianchini Laura

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Castenedolo 23 agosto 1903 – Roma 27 settembre 1983

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Anni 1980 - 1989

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Insegnante, parlamentare

Laura Bianchini è figlia di Domenico e Caterina Arici, cresce in una famiglia di origini modeste che, a prezzo di molti sacrifici, riesce a farle proseguire gli studi permettendole di laurearsi in filosofia e pedagogia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. I suoi riferimenti culturali sono appunto la Cattolica e l’Oratorio della Pace. È impegnata nella Fuci (di cui diviene presidente della sezione diocesana) e nel Movimento laureati. Attraverso la Fuci entra in contatto con Igino Righetti e Giovanni Battista Montini, il futuro papa Paolo VI. In questo contesto matura il suo antifascismo che la porterà a un impegno militante nella Resistenza. Si dedica all’insegnamento, prima nella scuola elementare poi nell’Istituto Magistrale di cui diventa preside, e infine presso il Liceo Ginnasio Arnaldo come docente di storia e filosofia. Collabora con la casa editrice La Scuola per la quale realizza alcuni libri scolastici. Le vicende storiche la portano a schierarsi in maniera sempre più netta nel fronte antifascista. Nel 1943 entra nella redazione del giornale antifascista “Brescia libera” dove elabora scritti e volantini clandestini. Ospita nella sua casa di Brescia le prime riunioni di esponenti militari e politici dell’antifascismo bresciano. Divenuta sospetta alla polizia fascista che le perquisisce la casa, si trasferisce a Milano dove si occupa dell’organizzazione dei soccorsi ai detenuti politici di S. Vittore e del salvataggio di ebrei. Nell’aprile del 1944 viene nominata nel comitato esecutivo ristretto che dirigerà la Dc settentrionale durante tutta l’occupazione tedesca. Nei primi mesi del 1944 entra a far parte della brigata partigiana “Fiamme Verdi”, una formazione a prevalente orientamento cattolico operante soprattutto in Lombardia e Emilia, ma diffusa anche in Piemonte e Veneto. Emanazione diretta delle Fiamme Verdi è il foglio clandestino “Il ribelle” di cui Laura Bianchini diventa subito redattrice e coordinatrice. Firma i suoi articoli con gli pseudonimi di Penelope, Don Chisciotte o Battista. Terminato il conflitto Laura Bianchini prosegue il suo impegno politico partecipando ai gruppi di discussione e di elaborazione teorica che si formano attorno a Giuseppe Dossetti. Ed è proprio attorno a questo straordinario gruppo di cattolici impegnati come Giuseppe Dossetti, Giorgio La Pira, Giuseppe Lazzati, Amintore Fanfani, Giuseppe Glisenti, Giuseppe Parenti, Gianni Baget Bozzo e molti altri intellettuali di diversa estrazione, che acquista forma la famosa “Comunità del Porcellino”, dalla quale prende vita un cenobio che ha come scopo il bene comune attraverso la ricerca continua di una sintesi di posizioni diverse, senza che nessuna rinunci al proprio passato, alla propria cultura e alle proprie aspirazioni. Laura Bianchini è eletta membro dell’Assemblea Costituente con altre 20 donne: i suoi interventi sono legati soprattutto alla politica scolastica e, in particolare, alla difesa della scuola privata in nome del pluralismo sociale. Eletta deputato nel 1948, diventa membro della Commissione Parlamentare d’inchiesta sulla miseria in Italia ma come parlamentare i suoi sforzi sono dedicati soprattutto al progetto di riforma della scuola proposto dall’allora ministro della Pubblica Istruzione, il democristiano Guido Gonnella, con cui collabora attivamente. È membro della Commissione Istruzione e Belle Arti. Non ricandidata dal suo partito, dal 1953 al 1973 Laura Bianchini torna alla sua prima vocazione, l’insegnamento, che esercita a Roma, presso il Liceo Classico Virgilio sulla cattedra di storia e filosofia. Rimane a Roma anche nel decennio successivo, fino alla morte sopravvenuta nel 1973.

 

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27/09/2024, 10:48

Morstabilini Mons. Luigi

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Ripa di Gromo (Bergamo) 15 settembre 1907 – Bergamo 26 luglio 1989

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Anni 1980 - 1989

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Vescovo di Brescia

Luigi Morstabilini, vescovo di Brescia dal 1964 al 1983, era originario dell’alta Val Seriana. Nasce a Ripa di Gromo il 15 settembre del 1907. Da ragazzo entra nel Seminario di Bergamo. In contemporanea con la teologia del Seminario frequenta la Scuola sociale di Bergamo, laureandosi nel 1930 in Scienze sociali. Viene ordinato a Bergamo il 30 maggio del 1931 e destinato come curato nella parrocchia cittadina di Boccaleone. L’anno seguente viene chiamato ad insegnare apologetica nel liceo del Seminario di Bergamo iniziando così un lungo servizio al Seminario. Dal 1944 al 1947 è assistente diocesano degli uomini di Azione Cattolica. Nel 1954 lascia l’insegnamento perché è nominato Pro Vicario generale della diocesi per il settore riguardante il clero e le attività cattoliche. Giovanni XXIII lo volle vescovo nella Diocesi di Veroli Frosinone. Eletto l’11 agosto del 1962, viene consacrato nella Cattedrale di Bergamo il 9 settembre dello stesso anno. L’8 ottobre del 1964 Paolo VI lo nomina a Brescia successore di mons. Tredici. In diocesi fa il suo ingresso l’8 dicembre. A Brescia il vescovo Morstabilini rimarrà 19 anni, tutti intensi di fatti, cambiamenti e trasformazioni. Prima di tutto la recezione del Concilio ecumenico Vaticano II. Testimoniano questo impegno le cinque lettere pastorali, scritte dal 1975 al 1979, sotto il comune titolo “Il cammino post-conciliare di una Chiesa locale”. Un altro capitolo va poi individuato nella sofferta decisione di portare a compimento il nuovo seminario Maria Immacolata. Modificando di poco il progetto iniziale, conclude l’impresa accettando anche l’impopolarità della tassazione alle parrocchie in proporzione al numero degli abitanti. La scelta è ripagata da anni ricchi di vocazioni: nel 1975 si arrivano ad ordinare 33 nuovi presbiteri. Accanto al tema del seminario nuovo va ricordato quello del seminario vecchio, palazzo Santangelo, che mons. Morstabilini vuole trasformato nel Centro pastorale Paolo VI. Un altro capitolo dell’episcopato di Morstabilini a Brescia è la visita pastorale, esperienza che lo impegna moltissimo. Una visita non più ispettiva e amministrativa ma dal tenore e sapore strettamente pastorale secondo il Concilio. Indetta l’11 aprile del 1971 viene iniziata a Precasaglio il 23 ottobre dello stesso anno e terminata a Boldeniga il 25 giugno del 1978. In sette anni vengono visitate tutte le 490 parrocchie della diocesi. Strettamente legato alla visita va ricordato il XXVIII Sinodo diocesano. Annunciato nell’ottobre del 1978, viene preparato da un anno sinodale e concluso con la celebrazione del Sinodo stesso il 7,8,9 dicembre del 1979. Il 21 novembre del 1981 viene presentato il libro sinodale dal titolo: “Per una Chiesa comunità che segue e annuncia Cristo”. Rilevante anche il capitolo missionario. In qualità di presidente della Commissione Cei per la cooperazione fra le Chiese e di membro della Sacra Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, Morstabilini ha avuto per le missioni una grande attenzione: ha favorito le partenze dei fidei donum, ha visitato più volte le missioni dove operavano bresciani nei vari continente e fra i migranti in Europa, ha sostenuto la missione diocesana di Kiremba. È stato infine Morstabilini ad accogliere la visita di Giovanni Paolo II a Concesio e Brescia in memoria di Paolo VI domenica 26 settembre del 1982. Il 7 aprile del 1983 mons. Mosrtabilini annuncia che il Papa ha accettato le sue dimissioni per raggiunti limiti di età e nello stesso tempo comunica l’elezione a vescovo di Brescia di mons. Bruno Foresti. Avvenuto il passaggio di consegne, si ritira a Scanzorosciate nei pressi di Bergamo, in un appartamento messo a disposizione dalle Suore Orsoline di Gandino. Socio effettivo dell’Ateneo di scienze, lettere e arti di Brescia dal 1968, diviene socio corrispondente a partire dal 1983. Dal 1983 al 1989 trascorre i suoi anni da quiescente. Il 26 luglio 1989 si spegne serenamente a Bergamo. I funerali si svolgono in cattedrale a Brescia il 29 luglio. Morstabilini è sepolto ai piedi del monumento a Paolo VI, il Papa del Concilio che lo aveva voluto pastore nella sua Brescia. 

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27/09/2024, 10:49

Mozzoni Tita

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Gardone Valtrompia 27 marzo 1894 – 17 agosto 1986

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Anni 1980 - 1989

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Artista

Figlio di Valentino e di Margherita Botti, fratello minore del pittore Giuseppe, sull’esempio e sotto la guida del fratello si dedicò all’arte. A Brescia frequentò la Scuola d’arte Moretto, fu allievo di Gaetano Cresseri per l’affresco ma si dedicò anche a miniatura, restauro, scultura, sbalzi su rame, vetrate, smalti. Dopo una lunga collaborazione con il fratello aprì una propria bottega in via Capriolo. Insegnò nella scuola Moretto per oltre trent’anni, ma anche nella scuola domenicale Nicolò Tartaglia, in circoli culturali e aziendali ed ebbe fra i propri allievi importanti artisti del Novecento bresciano come Pescatori, Ragni, Simoni, Di Prata, Consadori, Favero e altri. Strinse amicizie con grandi figure dell’arte italiana come Tosi, Carrà, Saetti, Vellani, Marchi, Longaretti, Lilloni, Marini. A partire dagli anni Venti del Novecento iniziò a dipingere in chiese e palazzi con Cresseri e Trainini. Rimangono tracce della sua opera come restauratore e decoratore a Clusane, Toscolano Maderno, Acquafredda (parrocchiale), Quinzano d’Oglio, Braone, Borgo Trento, Morgnaga, Gussago, Villanuova, la Noce, San Nazaro a Brescia, l’Istituto Salesiano di via Copernico a Milano, la cappella Tirandi nel Vantiniano, la cappella del Seminario nuovo di Brescia, la casa dei Comboniani a Limone del Garda. Per un periodo di tempo visse in Valseriana e a Roma. Ha lavorato ad affreschi in palazzi e ville di Calino, Gerolanuova, Bettegno, Milano (l’Istituto sant’Ambrogio). Nelle opere da cavalletto ha abbracciato i generi più diversi: paesaggi, nature morte, fiori, ritratti. In questi ultimi, in particolare, ha ottenuto risultati eccellenti. Moltissime le mostre personali fra cui è possibile ricordare quella ad Arte Bella di Corso Magenta a Brescia nel 1927, quella presso il Sindacato lombardo a Milano nel 1932, la personale del 1934 all’Istituto fascista di cultura e la partecipazione alla Mostra d’arte sacra all’Angelicum di Milano nel 1935. Rilevanti le mostre allestite per il suo 80° compleanno all’Associazione artisti bresciani nel 1974 e quella per il 90° alla Galleria Inganni nel 1984. Sue opere si trovano in collezioni italiane e straniere, sue vetrate in chiese di Crema e Reggio Emilia, sculture a Brescia, Bovegno, Lumezzane, Sopraponte.

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27/09/2024, 10:49