Paliurus

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​Famiglia​​ Rhamnaceae
​Nome scientifico​ Paliurus spina-cristi
​Identificazione Non è un arbusto molto conosciuto forse a causa del suo aspetto dimesso e delle numerose spine che ricoprono i rami rendendo impenetrabili i luoghi sui quali vive. Alta 2-3 m con rami sottili e foglie caduche, piccole, ovali.
​Legno Bianco, con durame rosato, pesante, duro, elastico, impiegato per manici di attrezzi diversi.
​Ecologia Tipica della flora mediterranea e dell' Asia; spesso associata al pero selvatico e al prugnolo, ma anche con arbusti mediterranei sempreverdi.
​Fiori Sono gialli, insignificanti e appaiono alla fine della primavera.
​Frutti Dapprima verdastri poi bruni, sono dei dischi caratteristici che sembrano piccoli cappelli a larghe tese ondulate.
I​nteresse La marrùca non ha grandi qualità ornamentali, ma è molto utile per la realizzazione di siepi impenetrabili o per rinverdire luoghi inaccessibili.
​Impieghi
​In fitoterapia vengono usati in infusione come diuretici, eliminatori deIl'urea e dell'acido urico.
Curiosità La leggenda narra che con i suoi rami venne intrecciata la corona di Cristo, da cui il nome "spina-cristi".​

 

 

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02/03/2023, 14:24

Erica arborea

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​Famiglia​ Ericacee
​Nome scientifico Erica arborea
​Identificazione​​​ Caratteristico arbusto sempreverde, denso, dall'aspetto spinoso. Cresce fino a 4 m di altezza ed ha il fusto eretto e molto ramificato, foglie aghiformi e glabre, lunghe 3-5 mm, coprenti strettamente i rami e generalmente verticillate a quattro.
​Ecologia Si trova nei boschi radi, nelle boscaglie sempreverdi e sui terreni asciutti esposti al sole.
​Fiori Presenti in gran numero, di color bianco o bianco rosato; riuniti in infiorescenze spiciformi poste lateralmente lungo le terminazioni dei rami. Le corolle sono lunghe 2-4 mm e largamente campanulate con brevi lobi e le antere, più scure, incluse, hanno lo stimma bianco.
​Frutti Sono capsule che si aprono in 5 valve e contengono molti semi vischiosi.
​Distribuzione Caratteristica pianta della regione Mediterranea e dell'Europa sud occidentale.
Impieghi La sua radice, chiamata radica, viene utilizzata, dopo l'opportuno trattamento, per costruire pipe mentre i rami vengono utilizzati per fare le caratteristiche scope.
​Curiosità La famiglia delle ericacee che comprende circa 1900 specie di cui ontanete in Europa. Della stessa famiglia fanno parte i rododendri e i corbezzoli.

 

 

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02/03/2023, 14:23

Coronilla

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​Famiglia​ Fagaceae
​Nome scientifico Coronilla emerus 
​Identificazione​​​ ​​Arbusto cespuglioso, alto 1-3 m, fusto eretto, a rami angolosi, quasi glabri, foglie alterne, composte, imparipennate a 2-4 paia di foglioline obovate, di un verde gaio, a stipole libere.
​Ecologia Cresce sulle pendici rocciose calde e aride, in genere calcaree, nei boschi radi di querce, su suoli umiferi, poco profondi, solitamente ricchi in basi e spesso calcarei.
​Fiori Papilionacei a corolla gialla, lungamente peduncolati, in gruppi di 2 o 3 in genere; fioritura in febbraio-giugno.
​Frutti Legumi cilindrici, allungati, articolati (6-10 "logge") pendenti, striati, contenenti da cinque a una decina di semi (uno per loggia); fruttificazione a settembre.
​Propagazione Si moltiplica per seme.
​Interesse Adatta per cespugli, siepi e sottobosco.
​Distribuzione In Italia è presente in tutto il territorio, esclusa la Sardegna.
​Curiosità Particolare meccanismo di impollinazione: la carena del fiore è appuntita e chiusa, fatta eccezione per una piccola apertura apicale; gli stami accumulano il polline adesivo all’estremità del “becco”; quando un insetto si appoggia sulle ali innesca un meccanismo a leva che comprime la carena verso il basso e fa fuoriuscire il polline dall’apertura apicale. I filamenti staminali agiscono come i pistoni di una pompa, spingendo il polline in avanti e ritraendosi dopo l’erogazione.


 

 

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02/03/2023, 14:22

Roverella

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​Famiglia Fagaceae
​Nome scientifico ​Quercus pubescens
​Identificazione​​​ Albero alto sino a 20-25 m, fusto breve e contorto, rami sinuosi. Frequentemente assume l'aspetto di un arbusto a rami sottili e divergenti, alto 3-4 m. Corteccia dapprima di colore grigiastro, poi bruno-scura, profondamente fessurata secondo linee longitudinali e trasversali, che individuano placche quadrangolari. Le foglie si staccano dalla pianta molto tardivamente, in primavera. Dapprima pelose, poi vellutate e allo stadio adulto coriacee, di forma ovato-allungata, con margine inciso da 4-7 paia di lobi. La pagina inferiore è leggermente pelosa.
​Crescita e longevità Albero ad accrescimento lento.
​Legno Duro e resistente all’acqua.
​Ecologia Predilige le temperature miti, o addirittura calde, i terreni asciutti, accompagnata da di arbusti o alberelli favoriti dalla luminosità dell'ambiente: noccioli, cotognastri, carpini, biancospini, ornelli.
​Fiori Maschili raccolti in amenti lunghi fino a 10 cm, femminili in piccole spighe pelose, lunghe circa mezzo centimetro. La fioritura avviene in primavera.
​Frutti Ghiande, riunite in gruppi di 2-4, sorrette da un peduncolo brevissimo, di forma ovoidale (2-3 cm di lunghezza, 1-2 di larghezza) e in parte protette da una cupola cosparsa da abbondante peluria. Fruttificazione piuttosto precoce, per la prima volta a circa 12 anni di vita. 
​Interesse Per la sua frugalità, spesso impiegata nel rimboschimento delle pendici calcaree, mediante semina diretta.
​Distribuzione Una delle querce caducifoglie attualmente più diffuse nel nostro Paese, spesso si trova associata con cerri, carpini neri, aceri e ornielli a formare i cosiddetti boschi "mediterraneo-montani", che rappresentano una zona di transizione tra la fascia mediterranea vera e propria e quella submediterranea. Tipico è però anche l'insediamento nelle zone più decisamente mediterranee.
​Impieghi Utilizzato per costruzioni navali, traversine ferroviarie, strumenti agricoli. Le ghiande impiegate nell’alimentazione del bestiame.
​Curiosità E' la cosiddetta quercia da tartufi.​

 

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02/03/2023, 12:25

Rovere

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​Famiglia Fagaceae
​Nome scientifico Quercus petraea, Q. sessilis, Q. sessiliflora​
​Identificazione​​​ Albero alto in media 20-30 m, può raggiungere anche i 50; chioma regolare, omogenea, corteccia dapprima liscia e argentea, quindi screpolata in solchi stretti, profondi, longitudinali, che delimi-tano placchette brunastre. Foglie giovani tenere e leggermente pelose, adulte coriacee, più scure sulla pagina superiore. Si distinguono dalla farnia per piccioli più lunghi e lobi meno profondi e arrotondati.
​Crescita e longevità Maturo tra i 120 e i 200 anni, età massima di 500-800 anni.
​Legno ​Bianco o giallastro, ad anelli distinti, lucido, leggero, elastico e facilmente fendibile.
​Ecologia Vive nei consorzi boschivi di pianura e media montagna, su suoli di media profondità, in genere acidi limosi o detritici, sempre ben drenati. Specie caratteristica dei querce-carpineti.
​Fiori ​Maschili, raccolti in amenti lunghi fino a 6 cm, femminili riuniti in corte spighe. Fioritura in aprile-maggio.
​Frutti Ghiande di forma piuttosto variabile, per circa un terzo protette da una cupola formata da squamette grigio-verdognole, riunite in gruppetti di 3-5, prive del tutto o quasi di peduncolo. Maturazione: settembre-ottobre.
​Interesse La corteccia viene usata per l'estrazione di una droga amara: la quercite o quercinite, che ha azione astringente e benefica anche nella cura dell'apparato respiratorio. Le ghiande torrefatte venivano usate come surrogato del caffè.
​Distribuzione ​CTipicamente centro-europea. In Italia è presente sulle pendici collinari o di mezza montagna, nelle vallate alpine e prealpine dove si associa frequentemente al faggio, -fino a 1.500 m circa di altitudine. Nelle zone in cui si fa sentire il clima mediterraneo lascia il posto alla roverella.
​Impieghi E' utilizzato per travature, costruzioni edili e navali, liste da pavimento, mobili; è anche un ottimo combustibile.
​Curiosità Albero di "tradizione marinara" (ne erano costituite le caravelle di Cristo-foro Colombo), ma anche albero sacro, solare, teneva lontani streghe e diavoli. Di rovere era la foresta bretone di Paimpont, famosa dimora di Merlino.

 

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02/03/2023, 12:24

Robinia

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​Famiglia Leguminòsae
​Nome scientifico Robinia pseudoacacia
​Identificazione​​​ ​​Albero alto 16-20 (25) m, chioma variabile, larga fino a 5-7 m, tronco un po’ irregolare, diritto, spesso biforcato, corteccia spessa, con profonde e larghe fessure longitudinali. Sistema radicale espanso, forte, poco profondo, stolonifero, infestante, che rende difficile l'instaurarsi tutto intorno dell'altra vegetazione. Foglie con 13-15 (11-21) segmenti ellittici di 1-2 x 3-5 cm, con stipole trasformate in robuste spine.
​Crescita e longevità Crescita rapida fino alla maturità (30-35 anni). Raggiunge i 3-4 m di altezza in 3 anni, i 10-12 m in 15-17 anni. Non molto longeva: non supera i 2 secoli di età, salvo casi eccezionali di 500 anni. Notevolissima capacità di ricaccio e vigore vegetativo anche nei terreni meno fertili e più grossolani.
​Legno ​Alburno bianco-giallastro, durame bruno, anelli regolari e ben visibili, duro, pesante, elastico e molto resistente alle sollecitazioni meccaniche, durevole (anche in acqua), poco attaccato da funghi e insetti.
​Ecologia Frugale e indifferente al tipo di terreno; predilige le stazioni esposte, dal piano fino a 1000 (1400) m, in cedui, boscaglie, scarpate, massicciate, sponde fluviali, rive dei fossi.
​Fiori Papilionacei, in racemi ascellari, penduli lunghi 10-20 cm, corolla di 1,5-2 cm bianca con vessillo giallo alla base, intenso profumo dolciastro, mielato; fioritura: (Aprile) Maggio-Giugno (Luglio)
​Frutti Legumi penduli di 1 x 5-10 cm, appiattiti, glabri, marroni, contenenti 4-7 semi reniformi di colore bruno nerastro, permangono sull'albero in inverno; maturazione: ottobre-novembre.
​Propagazione Si può effettuare la semina (facoltà germinativa 70-90%) in primavera. Facile la propagazione per via vegetativa
​Interesse Usata in costruzioni stradali, palificate per fondazioni e paleria in genere, armamenti da miniera, carri, doghe per botti, liste per pavimenti, parti di imbarcazioni, recipienti per acidi, ingranaggi, manici e attrezzi vari. Ottimo combustibile.
​Distribuzione Introdotta in Europa nel 1601, nei secoli successivi si espanse in tutta l'area submediterranea. Spontaneizzata in tutto il territorio italiano; nella nostra provincia, coltivata e divenuta infestante della vegetazione naturale.
​Impieghi Allevata prevalentemente a ceduo, con turni di 4-6 (8-10) anni o ad alto fusto con turni di 30-40 anni. Resistente agli scarichi industriali; apprezzata anche come pianta mellifera di primo merito. Largo impiego nel consolidamento di scarpate e pendici franose.
​Curiosità Scrive il Pignatti: "Per la sua invadenza nella Padania e nelle valli prealpine assume spesso il carattere di vera e propria infestante".

 

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02/03/2023, 12:23

Platano

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​Famiglia Platanàceae
​Nome scientifico Platanus hybrida
​Identificazione​​​ ​​Grande albero alto 20-30 (42) m, tronchi robusti, corteccia grigio chiaro-brunastra, staccantesi in sottili placche irregolari, strati corticali sottostanti grigio-biancastri. Rami grossi, chioma ampia, larga 10-14 m. Foglie con lamina palmata con 5 (3-7) lobi ottusi, lobo centrale con lunghezza e larghezza simili, sul margine con 1-3 denti ottusi oppure intero.
​Crescita e longevità Cresce molto rapidamente (fino a 8-10 m di altezza in 12-14 anni). Molto longevo: supera i 5 secoli.
​Legno Alburno roseo-bruniccio, durame ben differenziato, colore molto più cupo. Pesante, anelli non sempre evidenti. Poco durevole, poco resistente agli urti, si deforma facilmente, non resiste all’umidità, seccando, si riduce molto di volume. Durezza medio-elevata, si lavora facilmente.
​Ecologia Ama le posizioni luminose e i terreni profondi, da freschi a umidi, ricchi di humus.
​Fiori Riuniti in capolini maschili e femminili sferici, sessili, allineati a 2 (3-4) su peduncoli unici. Fioritura: aprile-maggio.
​Frutti I capolini fruttiferi, bruni in autunno, si dissolvono da fine inverno in numerosissimi semi (acheni). Maturazione: ottobre-novembre.
​Propagazione Raramente per seme (facoltà germinativa molto bassa). Consigliate talee di un anno con una porzione di ramo di due anni.
​Interesse ​IGrazie a elevatissima capacità di ricaccio, sistema radicale “a palizzata” eccellente per sostenere le rive e produzione di ottimo legname da ardere e di buona qualità, ha ottenuto grande diffusione.
​Distribuzione Coltivato ed inselvatichito in tutto il territorio italiano, comunissimo nella Padania e nelle altre piane irrigue. Presente in tutta la pianura bresciana nei luoghi umidi e lungo i corsi d’acqua dalla collina alla zona submontana fino alla media Valle Camonica.
​Impieghi Allevato ad alto fusto come albero da filari, da legno, da ombra, ornamentale nei parchi e nei giardini, capitozzato e mantenuto a ceppaia con turni di 3-4 (6) anni; molto adatto a lavori di tornio di incisione e d’intaglio; se ne facevano mobili rustici e andanti, tavolame e utensili domestici. Ottimo combustibile.
​Curiosità Plinio descrisse un esemplare che accolse nella cavità del suo tronco 1 console e 17 invitati. Nell’Isola di Kos, in Grecia, vive un platano orientale di 2300 anni. La peluria delle foglie in primavera e all’inizio dell’estate può causare irritazioni alle vie respiratorie e agli occhi.


 

 

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02/03/2023, 12:22

Pioppo nero

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​Famiglia Salicàceae
​Nome scientifico Populus nigra
​Identificazione​​​ ​​Albero alto 22-28 (36) m, tronco nodoso, dritto, ramificato, con corteccia grigio-bruna scuro, screpolata, spessa e costoluta, profondamente lacerato-fessurata. Sistema radicale fittonante, con radici grosse, ramose. Chioma largamente ovata, larga 6-8 m. Foglie alterne, ovato triangolari, acuminate, regolarmente dentellate sul margine.
​Crescita e longevità Cresce rapidamente, si sviluppa fino a 40-50 anni, di rado supera il secolo di vita; segnalati individui eccezionali di 150-200 e più anni.
​Legno Alburno bianco-giallastro e durame chiaro, anelli poco distinti, leggero, tenero, scarsa resistenza agli urti, facile lavorabilità ma breve durata.
​Ecologia Spontaneo lungo i fiumi e sui laghi, predilige i terreni freschi e profondi e quelli periodicamente inondati formando caratteristiche associazioni con il salice bianco e altre piante igrofile.
​Fiori Pianta dioica con fiori che appaiono in marzo-aprile, raccolti in amenti penduli; i maschili con antere rosse, i femminili sono piccole capsule verdi, entrambi privi di ghiandole nettarifere; la fecondazione è anemofila (il polline viene trasportato dal vento).
​Frutti Maturano in maggio.
​Interesse Il carbone ottenuto con una tecnica particolare viene utilizzato in medicina come disinfettante, assorbente e antiputrido in alcune affezioni gastro-intestinali. Le gemme impiegate nella preparazione dell'unguento populeo, per la cura di emorroidi e scottature.
​Distribuzione Comune in tutte le regioni italiane, dal piano sale sulle Alpi fino a 1200 (1400) m. Diffuso in tutto il territorio fino nell'alta Val Camonica.
​Impieghi Governato ad alto fusto con turni di 30-50 anni, molto raramente a capitozza. Impiegato per imballaggi, pasta da carta, compensati, fiammiferi, palettine da gelato (è inodore e insapore). Mediocre combustibile.
​Curiosità ​In Serbia è tuttora vivo un esemplare di 400 anni con un diametro di 8 m.​

 

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02/03/2023, 12:21

Pino nero

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​Famiglia ​Pinaceae​
​Nome scientifico Pinus nigra
​Identificazione​​​ ​​Albero alto 40-50 m, chioma dapprima piramidale e poi leggermenteglobosa o anche appiattita. Tronco dritto e slanciato, con corteccia grigiastra e tendente al rosa. Foglie riunite in fascetti di due, rigide, un po' pungenti e di colore verde cupo.
​Ecologia Albero robusto, frugale, capace di sopportare freddi intensi e forti escursioni termiche, e di insediarsi in terreni poveri.
​Fiori Maschili: gialli, femminili: verdi, sfumati di violetto.
​Frutti Pigne di forma conico-ovoidale, appuntite. I semi maturano due anni dopo la fecondazione e hanno un'ala membranosa.
​Interesse Specie impiegata anche nell'albera-tura di strade di media montagna e nel rimboschimento di terreni aridi e sassosi.
​Distribuzione Tipico delle Alpi OrientaIi  ( Carnia, Alpi Giulie, Carso), dove si trova tra i 200 e i 1.200 m di altitudine, in zone aride, soleggiate e rocciose.
​Impieghi Usato soprattutto come legna da ardere.
​Curiosità In prossimità di Villetta Barrea (L'Aquila), ai margini del Parco d'Abruzzo, si trova una piccola comunità di pino nero che presenta caratteri particolari: si tratterebbe di un relitto di vegetazione, forse risalente all' era terziaria.

 

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02/03/2023, 12:20

Pino marittimo

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​Famiglia Pinacee
​Nome scientifico Pinus pinaster 
​Identificazione​​​ ​​Albero alto 20-40 m, tronco slanciato, diritto o incurvato a sciabola. Chioma è inizialmente piramidale, poi tondeggiante. Rami poco robusti, corteccia spessa, fessurata profondamente, di colore violaceo in superficie, rossastro in profondità. Foglie sono lunghe fino a 20 cm, più scure e più rigide di quelle del pino domestico. 
​Ecologia Tollera benissimo ogni tipo di terreno, ma predilige i suoli silicei o siliceo-argillosi.
​Fiori Maschili tondeggianti e gialli, femminili più allungati e di colore giallastro soffuso di viola, in entrambi i casi posti all'estremità dei rami.
​Frutti Pigne molto vistose, lunghe 10-20 cm, larghe 5-7, conico-ovoidali, distribuite lungo i rami o sul fusto, perpendicolari ai rami stessi, in coppie o in gruppi più numerosi. Semi lunghi 1 cm. La maturazione inizia dopo il decimo anno di vita della pianta e dura un anno o due. 
​Interesse Molto resistente alla salsedine, è impiegato per formare fasce frangivento a protezione delle colture e delle pinete di pino domestico.
​Distribuzione E' il meno marittimo dei pini mediterranei: si spinge abbastanza profondamente nell'entroterra, si trova anche in zone collinari fino a 650-700 m.
​Impieghi Il legno si usa per costruzioni navali, imballaggi e per la produzione di cellulosa. Fornisce un'ottima resina.

 

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02/03/2023, 12:20