Salute in Comune

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Dal 20/1 in Loggia

Data:

11 novembre 2020

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2 min

Salute in Comune - sito - interno news.jpg
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Descrizione

“Salute in Comune” è il progetto di informazione, formazione e divulgazione sui temi di attualità riguardanti la salute e il benessere dei cittadini organizzato dalla Fondazione Brunelli, con il supporto del Comune di Brescia e il patrocinio della Fondazione Comunità Bresciana, dell’Università degli Studi di Brescia, dell’Ordine dei Medici ed Odontoiatri della Provincia di Brescia, dell’Unione giornalisti scientifici italiani, della Federazione associazioni scientifiche e tecniche italiane e dell’ordine dei Farmacisti della Provincia di Brescia.
Il programma consiste in sette incontri a cadenza mensile fino alla seconda metà di luglio, nel salone Vanvitelliano di palazzo Loggia, che saranno dedicati a sviluppare processi di consapevolezza per scelte di vita salutari e a mantenere vivo l'interesse sui tanti problemi che affliggono la salute psicofisica delle persone più fragili tra noi.
È inoltre fondamentale anche la promozione di alcuni dei 17 obiettivi proposti dalle Nazioni Unite da realizzare entro il 2030.
Lunedì 20 gennaio si terrà il primo appuntamento sul tema “A tavola con Leonardo”.​

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11/11/2020, 14:35

Composizione Commissione Pari Opportunità

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Descrizione breve
Composizione

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2 min

Aree tematiche
Organismi delegati alle Pari Opportunità

Descrizione

Descrizione

La Sindaca, con provvedimento del 12.04.2024 P.G. n. 123582/2024, ha disposto la costituzione della Commissione per le Pari Opportunità.

 

Le/i componenti della Commissione individuate/i dalla Conferenza dei Capigruppo, nelle sedute del 16.02.2024 e del 01.03.2024, sono:

• Andreoli Carlo (Consigliere comunale di minoranza)
• Battagliola Massimiliano (Consigliere comunale di minoranza)
• Catalano Francesco
• Fornasari Mariachiara (Consigliere comunale di minoranza)
• Gastaldi Valentina
• Giuffredi Laura
• Labaran Raisa
• Nardo Beatrice

Le/i componenti della Commissione, individuate/i dalla Giunta Comunale, sono:

• Bannò Mariasole (Presidente)

• Amadini Monica

• Avanza Martina (Vicepresidente)

• Caruso Bernadette

• Guglielmi Chiara

• Luscia Fausta (Segretaria)

• Oliviero Giulio

• Regonaschi Nadia

• Rizzini Lucilla

• Rizzi Francesco

• Serra Giuditta

• Stefanini Ave

 

Lunedì 13 maggio 2024 si è tenuta la prima seduta della nuova Commissione per le Pari Opportunità, durante la quale è stato eletto, al proprio interno, l’ufficio di presidenza costituito da:

Presidente Mariasole Bannò, professoressa associata di Economia e Gestione delle imprese e presidente della Commissione genere dell’Università degli Studi di Brescia.

Vicepresidente Martina Avanza, già professoressa associata all’Università di Losanna, specialista di genere e politica e co-fondatrice del Progetto Gapp.

Segretaria Fausta Luscia, già professoressa ordinaria all’Università Commerciale Bocconi di Milano, presidentessa dell’Associazione Nazionale Donne Elettrici di Brescia e vicepresidentessa di una precedente Commissione Pari Opportunità del Comune di Brescia.

L'ufficio di presidenza è organo di coordinamento e di esecuzione delle determinazioni della Commissione.

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21/11/2025, 10:42

Commissione Pari Opportunità

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Descrizione breve
Ruolo e funzioni della Commissione Pari Opportunità

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4 min

Aree tematiche
Pari Opportunità

Descrizione

Descrizione

La Commissione Pari Opportunità è istituita ai sensi dell’art. 21 dello Statuto del Comune al fine di programmare politiche rivolte al conseguimento delle pari opportunità fra donne e uomini.

Ne fanno parte 20 componenti:

  • otto componenti del Consiglio Comunale, di cui cinque di maggioranza e tre di minoranza, individuati dalla Conferenza Capigruppo; sul totale di otto componenti almeno cinque devono essere di genere femminile;
  • dodici componenti, di cui dieci donne e due uomini nominate/i dalla Giunta comunale, scelte/i tra candidate/i designate/i, in numero massimo di tre, da ciascun gruppo consiliare presente in Consiglio comunale e da ogni ente, organizzazione ed associazione operanti nel territorio comunale.

La Commissione ha il compito di:

  • formulare al Consiglio comunale proposte ed osservazioni su questioni che possono avere attinen­za alla condizione femminile e che possono essere svi­luppate in politiche di pari opportunità;
  • operare per rimuovere gli ostacoli che di fatto costi­tui­scono discriminazione diretta o indiretta nei con­fronti delle donne, ai fini di contribuire al massimo sviluppo dell'autonomia, dell'identità e della specificità delle donne e per stimolare la crescita di una cultura delle pari opportunità, anche attraverso studi, ricerche, documentazione e confronti;
  • integrare la prospettiva di genere nell’attività di realizzazione delle politiche nei diversi ambiti di intervento del Comune, attraverso l’adozione dell’approccio strategico di gender mainstreaming, al fine di raggiungere l’uguaglianza di opportunità tra donne e uomini in ogni ambito della società;
  • raccordarsi per tutte le attività con l’Assessorato alle Pari Opportunità, al fine di coordinare le azioni previste in un’ottica di maggiore efficacia;
  • formulare, alla Giunta comunale, pareri sugli indirizzi da proporre al Consiglio comunale in merito ad azioni particolarmente rivolte alla popolazione femminile:
    • per promuovere e sostenere la presenza delle donne nelle nomine di competenza comunale e sollecitare la realizzazione di iniziative volte a favorire la partecipazione attiva delle donne alla vita politica, sociale ed economica;
    • per attuare iniziative dirette a promuovere una condizione familiare di piena corresponsabilità della coppia per consentire alla donna di ren­dere compatibile l'esperienza di vita familiare con l'impegno pubblico, sociale e professionale;
    • per promuovere e sostenere azioni positive tese a superare ogni forma di disparità e ogni situazione di svantaggio che limitino l'effettivo e pieno esercizio dei diritti della persona in materie quali: diritti civili, scuola, cultura, formazione professionale, lavoro, famiglia, sanità, territo­rio e tutela ambientale.

La Commissione resta in carica fino alla scadenza del Consiglio comunale.

La Sindaca, con provvedimento del 12.04.2024 prot.123582/2024,  ha disposto la costituzione della Commissione per le Pari Opportunità.

Al link allegato è possibile consultare le/i componenti nominate/i.

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15/01/2026, 10:02

Trebeschi Cesare

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Brescia 21 agosto 1925- Cellatica - Bs 10 aprile 2020 - In carica dal 1975 al 1985

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6 min

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Sindaci della città

Descrizione

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 E' stato Sindaco di Brescia dal 28 luglio 1975 al 1980, poi dal 20 ottobre 1980 al maggio 1985 con un intervallo dal 27 luglio al 7 novembre 1983 contrassegnato dalle sue dimissioni a seguito di una crisi politica in Loggia.

Figlio dell'avvocato Andrea (esponente del movimento cattolico e della resistenza antifascista bresciana, morto nel campo di concentramento di Gusen in Austria il 24 gennaio 1945) e di Vittoria De Toni, a lungo direttrice della rivista "Madre", Cesare Trebeschi si è laureato in Giurisprudenza all'Università Cattolica di Milano nel 1949. Sposato con Sofia Rovetta, ha avuto sei figli: Andrea, Vittoria, Antonio, Lodovica, Franco e Giovanni.

Avvocato, giureconsulto e storico del diritto, ha raggiunto professionalmente fama nazionale come esperto di diritto agrario: molti suoi contributi sulla materia sono stati pubblicati sulla "Rivista di Diritto Agrario", sulla "Rivista di economia Agraria" e poi "Il Montanaro d'Italia" e i "Rendiconti dell'Accademia Nazionale dei Lincei".

Fedele alla lezione familiare, non s'è sottratto all'impegno civile, politico e culturale durante e subito dopo la guerra, a cominciare dall'attività come co-fondatore della rivista "La Fionda" nel 1946.  Pur non avendo mai avuto tessera di alcun partito è stato a lungo amministratore pubblico. In particolare ha retto l'incarico di sindaco del Comune di Cellatica dal 1951 al 1960.

Eletto da indipendente nelle liste della Democrazia cristiana, è stato assessore provinciale all'Agricoltura dal 1961 al 1964, poi consigliere provinciale dal 1964 al 1970. Da assessore ha promosso, in particolare, la nascita dei Cata – Centri di assistenza tecnico agricola, che hanno avuto parte decisiva nell'ammodernamento dell'agricoltura bresciana, specie nei territori montani.

Dal 1971 al 1974 è stato presidente della Commissione amministratrice dell'Azienda servizi municipalizzati, nel periodo che ha visto, fra l'altro, il varo del teleriscaldamento (inteso come grande infrastruttura urbana votata alla razionalizzazione dei consumi energetici, all'abbattimento delle emissioni, all'efficientamento del sistema di riscaldamento delle abitazioni) e l'uscita dell'attività dell'Azienda dai confini municipali per assumere la gestione di servizi in alcuni comuni dell'hinterland e della provincia (Ovest Bresciano e Valle Sabbia). Entrambe queste iniziative sono state premesse indispensabili per lo sviluppo successivo conosciuto dall'azienda del Comune di Brescia.

Trebeschi è stato sindaco di Brescia dal 1975 al 1985, succedendo a Bruno Boni che aveva guidato l'Amministrazione comunale dal 1948 al 1975. Nel primo quinquennio Trebeschi ha guidato le giunte delle "larghe intese" con il Pci, stagione che ha visto il varo del nuovo Piano regolatore, la nascita di San Polo, l'approvazione del progetto del museo di Santa Giulia, la nascita delle Circoscrizioni. Il secondo quinquennio ha visto la nascita dell'Università degli Studi di Brescia.

Socio effettivo dell'Ateneo di scienze lettere e arti dal 10 settembre del 1979, ha presieduto l'Ateneo dal 1994 al 2000 e successivamente è stato membro del Consiglio di presidenza della medesima istituzione culturale. È stato presidente del Comitato provinciale dell'Associazione nazionale famiglie caduti e dispersi in guerra.

Suoi contributi e memorie personali compaiono in libri che ricordano figure del cattolicesimo bresciano, da don Giacomo Vender a mons. Luigi Daffini, da Paolo VI a mons. Carlo Manziana a Lodovico Montini.

Una meditazione sull'esperienza amministrativa, intrecciata a una riflessione sugli Atti degli apostoli, è racchiusa nel volume Mattutino di un sindaco (1985). Il ruolo del cristiano in politica, e nella vita pubblica della città, è affrontato nel libro Apologia del mugugno (Brescia 1988). A una trama intessuta di vicende familiari e valori civili fa riferimento un altro suo libro, Il primo incontro (2003). All'esperienza professionale, e a una meditazione evangelica, rimanda infine un altro suo testo, Storia e leggenda del buon ladrone patrono degli avvocati (2004) ristampata nel 2008 con una prefazione del giudice della Corte Costituzionale Giuseppe Frigo.

 

 

 

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07/11/2024, 08:50

Nulli Agape

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Iseo (Bs) 16 marzo 1926 - Brescia 1 ottobre 2019

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8 min

Aree tematiche
Anni 2010 - 2023

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Staffetta partigiana - Presidente delle Fiamme Verdi

Iseo, 16 marzo 1926 - Brescia, 1 ottobre 2019

Partigiana cattolica, convinta liberale, donna laica, ha percorso con generoso impegno i 93 anni della sua intensa vita.

Agape Nulli era nata a Iseo il 16 marzo 1926, in una famiglia dalle forti convinzioni liberali. Il padre Ludovico è stato il primo sindaco del paese dopo la Liberazione. Visse un’infanzia di impegno sportivo a livello agonistico che contribuì a procurarle un iniziale, ingenuo entusiasmo per il fascismo. Lo sport era una tradizione di famiglia, il papà era campione italiano di tiro a segno. Agape, promettente nuotatrice, partecipò con la squadra della Città di Brescia ad importanti gare nazionali organizzate dal regime. Dopo lo scoppio della guerra e la morte del fratello Giuseppe  nel 1942 - caporale alpino della Julia, fu tra le vittime nel siluramento della nave che lo stata riportando in Italia dal fronte greco, nel Canale di Otranto -, respirando le sempre più eloquenti posizioni antifasciste della famiglia, maturò una sempre più convinta adesione contro il regime. Studentessa al Liceo classico "Arnaldo" incontrò insegnanti quali Antonio Bellocchio, Mario Marcazzan, Andrea Vasa, don Giuseppe Almici, poi impegnati a vario titolo nella lotta di liberazione. In lei iniziò a maturare un nuovo, opposto entusiasmo contro il regime fascista, responsabile della progressiva distruzione dell’Italia in senso fisico, ideale e morale.

Già dall’8 settembre 1943, benché ancora diciassettenne, iniziò a svolgere i primi incarichi di supporto al nascente movimento partigiano. La crudele esecuzione di Giacomo Perlasca e Mario Bettinsoli, il 24 febbraio 1944, aumentò la sua indignazione contro il fascismo e la portò a manifestare apertamente il suo dissenso: fu sospesa da scuola per essersi rifiutata di fare il saluto fascista al Preside. Divenne staffetta delle Fiamme Verdi e in diverse occasioni accompagnò uomini in fuga dal Sebino alla Valcamonica, trasportò volantini e stampa clandestina, ma anche vestiti, cibo e persino armi e munizioni per i ribelli dalla città al Sebino. Non scelse mai un nome di battaglia: fu per tutti semplicemente Agape. Il 18 agosto 1944 fu arrestata con l’accusa di aver consegnato un carico d’armi in Valcamonica e fu rinchiusa a Canton Mombello come detenuto politico. Alcuni giorni dopo vennero imprigionati anche i familiari (il padre Lodovico, la madre, le sorelle Mariuccia e Rosetta, il piccolo nipote Ennio e la suocera di Rosetta), poi internati nel lager di Gries, presso Bolzano.

Nel carcere di Canton Mombello, dove rimase fino alla liberazione della città, Agape subì l’interrogatorio di Erik Priebke, il famigerato boia delle Fosse Ardeatine. Nella prigione cittadina condivise la sorte con le altre detenute, come Irene Coccoli, Letizia Pedretti e Antonia Oscar Abbiati («donne splendide, disposte a battersi con una forza e un coraggio che riempiva gli ideali di fatti concreti», come ebbe a definirle ricordando quella stagione). Accanto ad esse, sperimentò la vicinanza delle “Massimille”, alcune suore segretamente attive a sostegno della Resistenza (come madre Elsa Daffini, suor Anicetta, suor Giovanna, suor Fedele), dei numerosi sacerdoti partigiani arrestati (tra gli altri, don Vender, mons. Fossati, don Comensoli). Si fece così sempre più convinta la sua adesione a quel mondo partigiano e antifascista cattolico silente e operoso che agiva, educava, assisteva, collaborava, rendeva possibile l’impossibile.

Liberatasi dal carcere insieme alle altre prigioniere il 24 aprile 1945, si diresse subito a casa di Sam Quilleri, il vice comandante della Brigata delle Fiamme Verdi “X Giornate”, che sarebbe diventato di lì a poco suo marito, compagno nella vita e nelle molte battaglie politiche, sociali e civili del dopoguerra. Con Sam Quilleri, divenuto anche parlamentare, Agape Nulli condividerà la militanza attiva nel Partito Liberale Italiano. Dopo la Liberazione venne insignita della Croce di Guerra al Merito.

Laureata in filosofia, ha dedicato tempo e impegno a molte iniziative politiche e sociali. Ha fatto parte della Croce Rossa femminile, è stata consigliere dell'Associazione Amici di Israele, presidente dell'Associazione diritti animali natura e membro della Commissione provinciale Pari opportunità.

Nel 2009 fu chiamata alla presidenza dell’Associazione Fiamme Verdi. Chiunque l’abbia conosciuta – o anche solo incontrata – ne ha potuto constatare la preparazione intellettuale, la saldezza ideale, la dirittura morale, ma soprattutto il magnetismo, l’energia e il fascino profondo che promanava dalla sua schiettezza sincera e tagliente, dal suo atteggiamento schivo e talvolta severo, ma sempre accogliente, dall’assenza di retorica nel suo parlare, dalla raffinata capacità di analisi e dall’ostinato rifiuto verso ogni forma di servilismo o adulazione. In questo quadro va inserita la richiesta, nel 2013,  al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, della grazia per Erick Priebke, quando  questi era stato catturato e condannato. "Non è una questione di perdono - spiegò - ma di lasciarci tutti alle spalle l'odio che in quegli anni ci aveva avvelenato la vita".

Nel 2002 è stata insignita del Premio Città di Brescia - Laura Bianchini. Nel 2015 l'Ateneo di Brescia le ha assegnato il Premio Brescianità.

 

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26/09/2024, 16:09

Zorzi Mario

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Brescia, 25 marzo 1920 - Brescia, 10 maggio 2019

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4 min

Aree tematiche
Anni 2010 - 2023

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Medico, docente universitario, presidente nazionale dell'Avis

Brescia, 25 marzo 1920 - Brescia, 10 maggio 2019

Medico, docente universitario, presidente provinciale, regionale e poi nazionale dell'Avis, il prof. Mario Zorzi ha dedicato l'intera sua lunga vita - è morto dopo aver festeggiato i 99 anni - alla cura del prossimo.

 

Mario Zorzi nacque a Brescia nel 1920. Dopo gli studi liceali, si laureò in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Pavia, nel 1945. Durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale, partecipò all'attività partigiana, meritando la Croce di Guerra al Merito. All'Università di Pavia iniziò la sua lunga carriera accademica come assistente all'Istituto di Anatomia patologica, dal 1945 al 1955. E nello stesso periodo fu assistente al Servizio di Anatomia degli Spedali Civili di Brescia; nel 1961 divenne Aiuto e l'anno successivo Primario. Sempre agli Spedali Civili della nostra città, divenne direttore del Centro Trasfusionale. Dal 1978 fu anche direttore del laboratorio di istologia cito-patologica della Casa di Salute Moro di Brescia. Dal 1970 al '74 divenne coadiutore alla cattedra di Anatomia umana dell'Eulo, il nascente ente universitario bresciano, e libero docente di Anatomia e Istologia all'Università di Milano, dove poi insegnò Tecnica e Diagnostica Isto-patologica, dal 1975 al 1982. E' stato anche docente presso la Scuola ospedaliera per tecnici di laboratorio e infermieri professionali.  Numerose sono le sue pubblicazioni scientifiche, alle quali negli ultimi anni si sono aggiunti gli studi storici su medici e strutture ospedaliere bresciane.

 

Sempre attivo nel mondo della donazione di sangue, dal 1948 fino al 1978 fu Presidente dell’Avis comunale bresciana. Nel 1960 fu nominato Presidente di Avis Provinciale di Brescia (di cui poi fu presidente onorario) e nel 1972 di Avis regionale Lombardia (della quale fu anche co-fondatore). Nel 1979 ricoprì la carica di Presidente dell'Avis Nazionale,  ruolo che mantenne fino al 1987, dando all'associazione dei donatori di sangue uno slancio che segnò una svolta nella crescita del sodalizio e del suo rapporto con il sistema sanitario nazionale. Nel 1975 divenne anche presidente della sezione bresciana della Lega per la lotta contro i tumori. Nello stesso anno venne insignito del titolo di Cavaliere dell'Ordine internazionale dei donatori di sangue. In seguito venne decorato della Medaglia d’oro al merito della Sanità pubblica.

 

Sposato e con sei figli, per un quinquennio fu anche Consigliere comunale in Loggia. Dal 1997 è stato socio effettivo dell'Ateneo di Brescia. E nel 2004 ha ricevuto in Premio della Brescianità.

 

 

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27/09/2024, 09:51

Sagrato Chiesa Sant'Afra

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Terminata la riqualificazione

Data:

09 novembre 2020

Tempo di lettura:

3 min

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​Si sono conclusi i lavori di riqualificazione del sagrato della Chiesa di Sant’Afra in esecuzione del progetto che, nella fase esecutiva, ha recepito le prescrizioni della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio.
Il sistema di raccolta delle acque meteoriche, ormai deficitario, è stato sistemato mediante l’inserimento di due caditoie lineari nella superficie a ciottoli, parallele ai sei dissuasori in pietra di antica fattura che incorniciano la facciata.
I due passi carrai esistenti sono stati eliminati a favore di un solo passo carraio centrale, in asse alla facciata della chiesa, e di un accesso pedonale laterale a raso, da vicolo dell’Ortaglia. Entrambi sono stati realizzati recuperando e adattando le lastre e i volta-testa in granito degli originali accessi, attraverso una operazione di cucitura tra il nuovo e l’esistente.
Nella nuova pavimentazione sono stati impiegati la pietra di Botticino, la pietra di Sarnico e il ciottolo di fiume, tutti materiali già presenti in altri contesti della città antica e recuperati alla loro funzione pubblica nelle aree pedonali di maggior pregio.
Il percorso centrale, pedonale e carrabile, è stato realizzato in lastre di Sarnico, posate a correre e ortogonali rispetto al piano di facciata della chiesa. Attraverso un intervento di selezione, recupero e integrazione il percorso è stato valorizzato, quasi nella sua totalità, mantenendo il suo aspetto storico. Questo percorso ha diviso e delineato formalmente due aree laterali, pavimentate con ciottoli di fiume. Il passaggio dalla lastra in pietra di Sarnico al ciottolo e al lastricato è stato modulato cromaticamente mediante la posa di una fila di lastre in botticino, leggermente bocciardate, analoghe a quella preesistenti.  
Tutt’intorno, lungo il cordolo in granito che delimita la carreggiata stradale, un sistema di dissuasori esagonali in ghisa garantisce ai pedoni la fruizione, in sicurezza, del nuovo sagrato. I lavori si sono conclusi entro i tempi stimati.

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09/11/2020, 13:55

Consigli di Quartiere Fornaci e San Rocchino – Costalunga

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Rinviate a data da definirsi

Data:

09 novembre 2020

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1 min

Descrizione

Considerata la nuova significativa recrudescenza del contagio Covid – 19, per fronteggiare l'emergenza il sindaco di Brescia Emilio Del Bono ha disposto il rinvio a data da definirsi delle elezioni del Consiglio di Quartiere Fornaci e del Consiglio di Quartiere San Rocchino – Costalunga, previste per domenica 8 novembre.

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09/11/2020, 13:54

Frigo Giuseppe

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Brescia, 30 marzo 1935 -- 7 dicembre 2019

Tempo di lettura:

5 min

Aree tematiche
Anni 2010 - 2023

Descrizione

Descrizione

 

Giuseppe Frigo è morto a Brescia il 7 dicembre 2019, all'età di 84 anni.. Avvocato, penalista e giurista, è stato giudice della Corte costituzionale dal 2008 al 2016, incarico che aveva lasciato proprio per problemi di salute. Docente di diritto processuale penale comparato ed europeo presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Brescia, che seguì sin dalla nascita, Giuseppe Frigo si era laureato con lode in giurisprudenza nel 1957 all'Università di Pavia. Dal 1998 al 2002 è stato anche Presidente dell'Unione delle Camere Penali Italiane, organismo cui sono associate 126 Camere penali distribuite su tutto il territorio nazionale, con un numero complessivo di circa ottomila avvocati penalisti iscritti. Giuseppe Frigo ha guidato questo organismo in virtù di un'identità culturale, quella di avvocato penalista appunto, che in lui non si esauriva in una teoria coerente di soli principi giuridici e deontologici. In lui quella identità culturale oltrepassava il diritto e l'esercizio della professione, per estendersi all'area delle sensibilità personali che presidiavano all'esercizio di qualsiasi sua funzione, accademica, forense o giudiziaria.

Proprio questo humus culturale è stato ininterrottamente alimentato da Giuseppe Frigo in ogni momento della sua intensa partecipazione alla vita civile del Paese: quando nel 1983 fu chiamato dal Ministero di Grazia e Giustizia come componente della Commissione Consultiva per la legge delega alla riforma del codice di rito; quando nel 1989 fondò e venne eletto Primo Presidente della Camera Penale di Brescia e poi della Camera Penale della Lombardia Orientale; quando prese parte alla vita dell'Unione (dapprima dal 1990 al 1992 come componente della Giunta, successivamente dal 1992 al 1994 come Vice-Presidente e, ancora, dal settembre del 1998 al settembre del 2002 come Presidente dell'Unione, adoperandosi in tale ultima veste per ottenere la inclusione nel perimetro costituzionale dei principi del giusto processo); infine quando, a partire dal 21 ottobre 2008, a seguito del 22° scrutinio del Parlamento in seduta comune, assunse la funzione di Giudice della Corte Costituzionale, veste con la quale in poco più di otto anni avrebbe firmato, in qualità di relatore, ben 186 provvedimenti di significativa rilevanza nella giurisprudenza della Consulta (tra le tante, quella sulla disciplina dell'art. 41-bis delle norme sull'Ordinamento Penitenziario).

Giuseppe Frigo è stato un punto di riferimento per il mondo della magistratura italiana, in prima fila nelle tante battaglie ingaggiate nel segno del garantismo; il suo nome è legato anche ad alcune note vicende giudiziarie, come il caso Soffiantini, e l'azione svolta per la Procura di Milano davanti alla Corte costituzionale in due conflitti di attribuzione negli anni di Mani pulite, quando venne negata l'autorizzazione a procedere nei confronti di Bettino Craxi e Severino Citaristi. Giuseppe Frigo è stato poi uno dei padri dell'inserimento in Costituzione del principio del giusto processo, della parità tra accusa e difesa.

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27/09/2024, 09:48

Spesa e farmaci a domicilio

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Per persone in condizione di fragilità

Data:

06 novembre 2020

Tempo di lettura:

1 min

Descrizione

Da lunedì 9 novembre riprende il servizio di consegna a domicilio di spese e farmaci, organizzato dai Servizi Sociali del Comune di Brescia.

Le persone in condizione di fragilità, impossibilitate a uscire di casa e che non hanno parenti o altre persone che le possono aiutare potranno telefonare ai servizi sociali al numero 0302977615, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 15.30. Saranno attivati i volontari segnalati dai consigli di quartiere, dai punti comunità e dalle associazioni e gli operatori comunali per organizzare il servizio di spesa e consegna a domicilio dei beni di prima necessità (alimenti, igiene personale e della casa, farmaci).

Ultimo aggiornamento

06/11/2020, 15:53