Segnalazioni Premio Bulloni

Dettagli della notizia

Segnalazioni Premio Bulloni Entro il 10/11

Data:

12 novembre 2018

Tempo di lettura:

2 min

Descrizione

Continua fino al prossimo 10 novembre la raccolta delle segnalazioni, provenienti da città e provincia, inviate dalle associazioni che operano nei diversi campi sociali, dal mondo religioso, dai sindaci dei Comuni bresciani, per l'assegnazione del premio intitolato alla memoria dell'avvocato Pietro Bulloni.

Le segnalazioni per il Premio Bulloni 2018 possono giungere anche da semplici cittadini che, da soli o insieme ad altri, vogliono accendere i riflettori su protagonisti della solidarietà, testimoni dei valori di altruismo, generosità, civismo e accoglienza.

Le proposte dovranno essere spedite per posta entro le 12 del prossimo 10 novembre, indirizzandole a Sindaco di Brescia, Piazza della Loggia 1, 25121 Brescia. In alternativa potranno essere inviate via fax al numero 0302400732 o, tramite e-mail, agli indirizzi di posta elettronica sindaco@comune.brescia.it.; segreteriaistituzionale@comune.brescia.it.

È sufficiente una breve descrizione che contenga tutti gli elementi utili per la valutazione da parte dell'apposita Commissione che assegnerà i premi. Ogni segnalazione dovrà, inoltre, essere accompagnata da un recapito, anche telefonico, di chi la propone per consentire eventuali approfondimenti.

La cerimonia di consegna del Premio Bulloni, e dei premi ad esso tradizionalmente collegati, si terrà venerdì 14 dicembre alle 18.

Ultimo aggiornamento

12/11/2018, 09:45

Lusetti Domenico

Dettagli della notizia

Descrizione breve
Pontevico, 6 maggio 1908 - Brescia, 3 giugno 1971

Tempo di lettura:

5 min

Aree tematiche
Anni 1970 - 1979

Descrizione

Descrizione

Artista, scultore

Terminate le scuole elementari, Domenico Lusetti lavorò nelle cave di Mazzano e di Botticino. Studiò poi a Brera e fu, sempre a Milano, allievo degli scultori Timo Bortolotti e Leone Lodi. Si dedicò dapprima all'approfondimento dei classici, staccandosene poi per indirizzarsi verso forme più libere e moderne.
Nel 1936 incomincia la carriera artistica con una mostra a Milano. Nel 1937 una sua scultura, "La nipotina", viene acquistata dalla Pinacoteca Tosio Martinengo. Nello stesso anno apre studio in via Bassiche e nel 1947 si trasferisce in uno studio in via Ferramola che, alla sua morte, viene trasformato in mostra permanente delle sue opere.
Nel 1938 è presente alla IX mostra sindacale di Milano, a quella di Villa Reale di Milano e sempre nel 1938 una sua opera, dal titolo "Giovannino", viene acquistata dalla Galleria d'arte moderna di Milano. A Sanremo nel 1938 espone un'opera in legno "Il Velocista" che sarà esposta poi a Roma e a Berlino (nel 1939), a Madrid (1940) e infine al Dopolavoro provinciale di Brescia nel 1941. In tale anno ha già all'attivo molte sculture.
L'intensa attività viene interrotta dalla chiamata alle armi e dalla lunga prigionia in lager tedeschi dal settembre 1943 al maggio 1945, esperienza di cui ha lasciato un vibrante diario.
Al ritorno, dopo un periodo di raccoglimento e di ripensamento, nel 1946 riprende una sempre più intensa attività che lo vede presente in numerose mostre a Milano, Suzzara, Londra, Trieste, Parma, Torino, Padova, Firenze, Pescara, Verona, Roma, Zurigo, Iglesias, Ancona, Bologna, Sora, Nola, Costanza e Berghenz (in Germania), S. Gallo in Svizzera, Tunisi, Genova, Cremona, Parigi.
Sue mostre personali vengono tenute a Brescia (1948, 1951, 1953, 1959, 1963, 1968), Gavardo (1956), Salò (1964), Milano (1966). Nel 1955 la Galleria permanente di arte sacra di Assisi acquista una terracotta raffigurante "San Francesco e il lebbroso"; nel 1963 la Raccolta Marzotti acquista l'opera "I Lottatori", analoga opera viene acquistata nel 1964 dalla Galleria d'arte moderna di Brescia. Suoi monumenti sono a San Polo di Brescia (ai caduti, 1946), a Palazzolo sull’Oglio (agli alpini, 1954), a Foresto Sparso in provincia di Bergamo (al colonnello Sora, 1956), a Rivoltella sul Garda (ai caduti, 1963), a Brescia (busto al poeta Canossi nei giardini del Castello, 1963), a Fausto Coppi allo stadio di Mompiano, 1965, a Papa Giovanni XXIII nella piazza omonima, 1965, al venerabile Pavoni nella chiesa dell'Immacolata, 1968), a Gavardo (al bersagliere, 1966), a Pontevico (a San Francesco, nelle scuole, 1966) ecc.
Numerose le sue opere di soggetto sacro come la Via Crucis nella chiesa di Comella (1949), a Brescia (nella chiesa della Pace, 1956, nel palazzo vescovile, 1957), statue della Madonna (Madonna della Pace, alta sei metri a Zanano, 1968, Madonna col Bambino nel caseificio Scala di Fiesse, Immacolata nella cappella del Seminario Nuovo, 1958).
Numerosi anche i suoi ritratti.
Domenico Lusetti fu anche valente medaglista.

Ultimo aggiornamento

27/09/2024, 11:14

Finzi Bruno

Dettagli della notizia

Descrizione breve
Inzino, 12 febbraio 1899 - Milano, 10 settembre 1974

Tempo di lettura:

3 min

Aree tematiche
Anni 1970 - 1979

Descrizione

Descrizione

Ingegnere e matematico, docente, rettore del Politecnico di Milano

Figlio di un avvocato di origine mantovana trasferitosi a Milano, Bruno Finzi vi compie brillantemente gli studi. A 17 anni partecipa alla prima guerra mondiale, finita la guerra si laurea brillantemente nel 1920 in Ingegneria industriale al Politecnico di Milano e, nel 1921, in Matematica all'Università di Pavia, seguendo poi la carriera universitaria.
Assistente di Meccanica razionale presso il Politecnico di Milano (1922), nel 1925 viene incaricato di Analisi matematica e nel 1934 diviene ordinario di meccanica razionale all'Università di Milano ove tiene anche corsi di Fisica Matematica. Dal 1946 è ordinario di Meccanica razionale e Aerodinamica al Politecnico di Milano e dal 1950 primo direttore dell'Istituto di ingegneria aerospaziale di cui è iniziatore. Decano della facoltà di Ingegneria, è rettore del Politecnico (dal 1967 al 1969)
Accademico dei Lincei (con il conferimento del premio Feltrinelli), è stato socio dell'Accademia delle scienze di Torino, dell'Istituto Lombardo di Scienze e lettere, socio corrispondente dell’Accademia delle scienze di Bologna e dell’Accademia Nazionale di Modena. È stato anche medaglia d’oro dei Benemeriti della Cultura e dell’Arte, presidente dell'Associazione Nazionale professori universitari (A.N.P.U.RI), socio fondatore e primo presidente dell'Associazione Italiana di Meccanica teorica e applicata (AIMETA), medaglia d'oro della Pubblica Istruzione nel 1965.
Ha sostenuto la costituzione dell'EULO di Brescia, ed è stato nominato socio dell'Ateneo di Brescia (corrispondente dal 1933, effettivo dal 1950.
È soprattutto noto per i suoi studi sulla teoria della relatività e per le ricerche condotte nel campo dell'aerodinamica.

Ultimo aggiornamento

27/09/2024, 11:14

Educazione alla legalità

Dettagli della notizia

Educazione alla legalità Anno scolastico 2018/2019

Data:

07 novembre 2018

Tempo di lettura:

2 min

Descrizione

Anche per l’anno scolastico 2018/2019 l’Ufficio Educazione alla Legalità propone il proprio servizio agli Istituti scolastici della città con attività di educazione stradale e civica.

Vengono presentati percorsi per la sensibilizzazione e prevenzione del bullismo, del cyber bullismo e del graffitismo al fine di sensibilizzare e insegnare il corretto comportamento agli studenti.

Sono stati anche ideati interventi specifici inerenti il tema della “sicurezza stradale”, come il progetto “Guida connesso” per gli studenti neopatentati o in procinto di esserlo delle classi IV e V degli istituti superiori e sono state organizzate uscite serali a fianco della Polizia Locale, per indirizzare i giovani verso un approccio di guida più responsabile evidenziando i rischi dell’uso di sostanze psicotrope e alcoliche.

Ultimo aggiornamento

07/11/2018, 16:39

Benevolo Leonardo

Dettagli della notizia

Descrizione breve
Orta San Giulio (Novara), 25 settembre 1923 - Cellatica, 5 gennaio 2017

Tempo di lettura:

5 min

Aree tematiche
Anni 2010 - 2023

Descrizione

Descrizione

Architetto e urbanista

Figura emblematica nella storia dell’architettura e dell’urbanistica italiana, nasce a Orta San Giulio, in provincia di Novara, il 25 settembre 1923. Studia architettura all’Università di Roma, dove si laurea nel 1946. Nella stessa università inizia la sua lunga carriera accademica, fin da subito insegna Storia dell’architettura. Come docente della stessa materia passerà poi agli atenei di Firenze, Venezia e Palermo. Con Giulio Carlo Argan, Bruno Zevi e Manfredo Tafuri diventa una delle personalità più influenti per ciò che riguarda la definizione e la storicizzazione dell’architettura moderna, non solo italiana. Sul suo manuale “Storia dell’architettura moderna”, edito da Laterza nel 1960 e riedito con grande assiduità, si formano intere generazioni di architetti e di storici italiani. E’ autore di testi fondamentali come “Le origini dell’urbanistica moderna” (1965), “L’architettura del nuovo millennio” (20069 e “La fine della città” (2011).
Alla fine degli anni Sessanta, nel periodo più animato delle contestazioni studentesche, dedica molti scritti alle questioni della riforma universitaria. Negli anni Ottanta è protagonista di un vivace dibattito culturale che ha come tema l’utilità storica, culturale e sociale dell’abbattimento del Vittoriano, l’Altare della Patria a Roma.
Cattolico sociale vicino alla sinistra democristiana, entra a far parte della Lega Democratica, un gruppo di intellettuali che si propone un rinnovamento dell’impegno dei cattolici in politica fra gli anni Settanta e Ottanta, promosso da Pietro Scoppola, Ermanno Gorrieri e Achille Ardigò, e del quale fanno parte Nino Andreatta, Romano Prodi, Roberto Ruffilli e Luigi Pedrazzi.
Benevolo affianca all’attività di docente e di saggista anche un’intensa vita professionale, dapprima negli studi avviati con Tommaso Giura Longo e con Carlo Melograni, e poi in forma autonoma, redigendo decine di piani regolatori di molte città italiane. Con Pierluigi Cervellati, urbanista, docente universitario e assessore del Pci a Bologna, viene chiamato a Palermo dal sindaco Leoluca Orlando come consulente sulle questioni urbanistiche e del centro storico. Diventa così uno dei protagonisti, nei primi anni Novanta, della stagione politica che viene chiamata “Primavera di Palermo”.  E’ tra i progettisti della nuova sede della Fiera di Bologna. Suoi sono il piano regolatore di Ascoli Piceno, il Piano del centro storico di Bologna e i Prg di Urbino e di Monza. A Brescia giunge chiamato da Luigi Bazoli, assessore all’Urbanistica della Giunta Trebeschi, per redigere la variante al Piano regolatore generale della città. A partire dal 1973 avvia il piano urbanistico del nuovo quartiere di San Polo, la cui realizzazione si protrae fino agli anni Novanta. Intanto, fin da metà degli anni Settanta, sceglie di risiedere a Cellatica.
Intensa rimane l’attività professionale, con l’elaborazione di numerosi piani urbanistici in Lombardia e in Piemonte, così come la ricerca saggistica, che ha la sua sistemazione teorica nell’ultimo saggio “Il tracollo dell’urbanistica italiana”, edito da Laterza nel 2012.

Ultimo aggiornamento

27/09/2024, 09:46

Bretteri Maria Rosa Inzoli

Dettagli della notizia

Descrizione breve
Mandello Lario, 19 aprile 1927 - Brescia, 8 maggio 2017

Tempo di lettura:

3 min

Aree tematiche
Anni 2010 - 2023

Descrizione

Descrizione

Medico, Fondatrice di Medicus Mundi

Impegno civico e professionale si uniscono indissolubilmente nella sua vita intensa. Nasce a Mandello Lario, nel Comasco, nell’aprile 1927, ma la sua famiglia è originaria di Calvisano. Si laurea in Medicina a Parma e viene presto chiamata all’Ospedale Civile di Brescia, prima come assistente e quindi come aiuto nel reparto di Prima Medicina generale, primario il prof. Beltrametti. Nel 1975 è la prima donna a Brescia a vincere un concorso da primario e subito dopo si trasferisce all’Ospedale Sant’Orsola Fatebenefratelli, dove diviene responsabile della Medicina riabilitativa. Sotto la sua direzione nasce una vera e propria scuola geriatrica. Sostiene, tra le prime in Italia, che le persone anziane richiedono una specificità di attenzione e di cura.
Grande viaggiatrice, nel 1970, durante una prima visita in Burundi, in lei scocca la passione missionaria. L’attenzione ai problemi assistenziali e sanitari si unisce alla sensibilità verso i problemi del Sud del mondo ed è su queste direttrici che fonda Medicus Mundi, un’organizzazione non governativa specializzata nella cooperazione socio-sanitaria internazionale, che la Inzoli presiede per oltre vent’anni.
Questa apertura la spinge a seguire numerose attività sul fronte del volontariato sociale, che manterrà fino agli ultimi suoi giorni: dall’Associazione volontari ospedalieri all’Alleanza per la salute mentale. In particolare, il suo impegno si profonde nell’Associazione Federico Balestrieri-Anziani in linea, nata accanto alla Parrocchia di San Lorenzo, nel cuore della città, e alle Case famiglia riservate agli anziani, sorte in via Moretto e in via della Rocca, a San Faustino.
Non si sottrae neppure all’azione diretta nell’amministrazione della cosa pubblica. Nel 1980 viene eletta come indipendente nelle liste della Democrazia cristiana, nel Consiglio comunale che ha Cesare Trebeschi come sindaco, e viene nominata nella Commissione per le pari opportunità. Resta consigliere comunale fino al 1990.
Al termine di una vita ricca di impegni e di incontri, di generosa dedizione agli altri, di grande curiosità ed interesse per la vita e il mondo, muore poco dopo aver compiuto novant’anni.

Ultimo aggiornamento

27/09/2024, 09:48

Facchinetti Giancarlo

Dettagli della notizia

Descrizione breve
Brescia, 4 aprile 1936 - 6 giugno 2017

Tempo di lettura:

3 min

Aree tematiche
Anni 2010 - 2023

Descrizione

Descrizione

Musicista e compositore

Musicista di grande competenza e spessore, compositore vivace e prolifico, Giancarlo Facchinetti sa unire il suo radicamento bresciano a una carriera dall’orizzonte internazionale. Nasce a Brescia il 4 aprile del 1936 e fin da piccolo mostra particolari doti musicali.  Frequenta il Conservatorio della nostra città e si  diploma in composizione, pianoforte, direzione d’orchestra, musica corale e direzione di coro. E’ allievo di Marcello Abbado, Franco Margola, Bruno Bettinelli, Antonino Votto, Amerigo Bortone e Guido Farina. Unisce all’attività concertistica la docenza nei Conservatori di Parma, Verona, Bolzano e Brescia, dove è direttore dal 1979 al 1981.
Aderisce alla scuola dodecafonica italiana fin dal 1954 ed è autore di musiche sinfoniche e cameristiche eseguite alla Rai e presso istituti sinfonici italiani e stranieri, e in festival internazionali, in Germania, Austria, Ungheria, Cecoslovacchia, Svizzera, Francia, Belgio e Jugoslavia.
Vince alcuni concorsi nazionali e internazionali, ai quali partecipa con una parte delle oltre 180 sue composizioni che spaziano dalla lirica alla musica sinfonica e cameristica.
Nel 1985 fonda l’Orchestra da Camera di Brescia, con la quale svolge attività concertistica presso varie società di concerti in Italia e all’estero.
Con alcuni compositori milanesi fonda la GMC, l’associazione Giovani Musicisti Contemporanei. E’ presidente della Settimana Barocca e per oltre vent’anni è membro della Deputazione del Teatro Grande di Brescia.
In una biografia a lui dedicata,  il musicologo Andrea Faini così riassume la figura di Giancarlo Facchinetti: “Nella sua vivacissima carriera di compositore ha saputo armonizzare almeno tre atteggiamenti dissonanti: la convinta adesione alla dodecafonia, la passione per il teatro e le musiche di scena e il gusto per la provocazione e l’umorismo straniante. Un artista che rifugge le classificazioni e che ha speso il proprio talento per trovare un forse impossibile equilibrio tra ordine relazionale e libertà, tra complessità di linguaggio ed esigenza di comunicare, attraversando le ferite del ventesimo secolo per immaginare una musica finalmente affrancata dai fantasmi del passato e capace di essere ancora una forza viva e vitale”.

Ultimo aggiornamento

27/09/2024, 09:43

Concerto Cri Musica e Muse

Dettagli della notizia

Musica e Muse 6 novembre

Data:

07 novembre 2018

Tempo di lettura:

1 min

Descrizione

​Il 6 novembre alle 20.30 al teatro Sociale di Brescia, grazie al supporto del Comune, la Croce Rossa Italiana Comitato propone alla cittadinanza un concerto straordinario dal titolo Musica e Muse.

Si tratta di un viaggio nella storia della musica al femminile, dagli anni trenta a oggi, segnata spesso da grandi sofferenze, ma che ha trovato proprio nell’arte del suono un modo per superare le grandi difficoltà della vita.

I biglietti potranno essere acquistati alla biglietteria del Teatro Sociale, sul circuito Vivaticket o presso la Sede Cri di Quartiere Leonessa 21 il lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 9 alle 15; il martedì dalle 15 alle 22; il giovedì dalle 20 alle 22.

Ultimo aggiornamento

07/11/2018, 08:59

Montini Giovan Battista (Paolo VI)

Dettagli della notizia

Descrizione breve
Concesio, 26 settembre 1897 - Castel Gandolfo, 6 agosto 1978

Tempo di lettura:

6 min

Aree tematiche
Anni 1970 - 1979

Descrizione

Descrizione

Pontefice

Giovanni Battista Montini nasce a Concesio, in provincia di Brescia, il 26 settembre 1897, secondogenito di Giorgio e di Giuditta Alghisi. Fratelli di Giovanni Battista erano Lodovico (1896-1900) e Francesco (1900-1971). Nella formazione del giovane Giovanni Battista ebbero ruolo particolare la nonna paterna Francesca Buffali (1835-1921) e la zia paterna Maria (1872-1951) rimasta nubile.
A Brescia la famiglia abitò inizialmente in via Dante, di fronte a palazzo Togni, successivamente in via Trieste 37 e – a partire dal 1907 - in via Grazie 17. Luoghi di villeggiatura della famiglia furono Bagolino, Verolavecchia (paese d’origine di Giuditta Alghisi, ove conservò proprietà) e successivamente Ponte di Legno.
Dal 1902 al 1914 Giovanni Battista frequenta le scuole elementari e ginnasiali del collegio «Cesare Arici» di Brescia come alunno esterno.
Dal 1902 al 1920 frequenta la chiesa di San Giovanni e le opere della Pace, sede della Congregazione filippina, dove si lega in particolare a due figure: padre Giulio Bevilacqua e padre Paolo Caresana.
Nel giugno del 1916 consegue la licenza liceale presso il liceo statale «Arnaldo da Brescia».
Dal 1916 al 1920 segue come esterno i corsi presso il Seminario diocesano di Brescia. Dal 1918 al 1925 collabora con il periodico «La Fionda». In questo impegno stringe una forte amicizia con Andrea Trebeschi (1897-1945).
Il 29 maggio 1920 viene ordinato sacerdote dal vescovo mons. Giacinto Gaggia nella cattedrale di Brescia. Il giorno successivo celebra la sua prima messa nel santuario della Madonna delle Grazie
Dal 1920 al 1924 compie studi ecclesiastici superiori a Roma: è alunno del Seminario Lombardo da poco riaperto in via del Mascherone, si iscrive alla facoltà di Filosofia della Pontificia Università Gregoriana e, contemporaneamente, alla facoltà di Lettere dell’Università di Roma. Nel novembre del 1921 entra come alunno e ospite nella Pontificia Accademia Ecclesiastica (detta ancora, a quei tempi, dei Nobili Ecclesiastici) che preparava i giovani ecclesiastici al servizio diplomatico della Santa sede, e vi rimane fino all’autunno del 1926. Lascia gli studi di Filosofia e affronta quelli di Diritto Canonico, sempre presso la Pontificia Università Gregoriana. Nel 1922 si laurea in Diritto Canonico e nel 1924 in Diritto Civile.
Da maggio a ottobre 1923 è addetto alla Nunziatura apostolica di Varsavia.
Nel dicembre 1923 è nominato assistente della Fuci romana. Nell’ottobre 1924 entra nella Segreteria di Stato. Nell’ottobre del 1925 è nominato assistente ecclesiastico nazionale della Fuci, incarico da cui si dimette nell’inverno del 1933.
Nel 1937 diviene Sostituto della Segreteria di Stato. Nel 1952 diviene pro-Segretario di Stato per gli Affari Ordinari.
Il 1° novembre 1954 viene eletto arcivescovo di Milano. Entra in diocesi il 6 gennaio 1955.
Il 15 dicembre 1958 viene creato cardinale da papa Giovanni XXIII.
Il 12 ottobre 1962 partecipa all’apertura del Concilio Vaticano II che chiuderà, da Papa, il 7 dicembre 1965.
Il 21 giugno 1963 viene eletto pontefice al quinto scrutinio e assume il nome di Paolo VI.
Durante il pontificato compie viaggi e pellegrinaggi in Terra Santa (1964), Libano e India (1964), New York (1965), Fatima (1967), Turchia (1967), Colombia e Bermuda (1968), Ginevra (1969), Uganda (1969), Asia, Australia e Oceania (1970).
Pubblica sette encicliche: Ecclesiam Suam (1964), Mense maio (1965), Mysterium fidei (1965), Christi Matri (1966), Populorum progressio (1967), Sacerdotalis caelibatus (1967), Humanae vitae (1968),     
Indice l’anno santo del 1975.
Muore il 6 agosto 1978, alle 21,40, nella residenza estiva di Castelgandolfo. Viene sepolto nelle Grotte vaticane il 12 agosto 1978.
È proclamato beato il 19 ottobre 2014, santo il 14 ottobre 2018.

Ultimo aggiornamento

27/09/2024, 14:57

Castagneto Renzo

Dettagli della notizia

Descrizione breve
Verona, 29 novembre 1891 - Sanremo, 16 febbraio 1971

Tempo di lettura:

4 min

Aree tematiche
Anni 1970 - 1979

Descrizione

Descrizione

Sportivo, giornalista, direttore della Mille Miglia

Figlio di Carlo e di Palmira Presti, Renzo Castagneto praticò diversi sport, fu giornalista sportivo e organizzatore di numerose importanti manifestazioni.
Da giovane fu il primo ciclista bresciano a portare a termine un giro di Lombardia professionistico. Dal ciclismo passò poi al motociclismo acquistandovi esperienza e inanellando risultati significativi. Si consacrò poi al giornalismo collaborando al giornale "Lo Sport bresciano". Fu soprattutto instancabile organizzatore sportivo. Infatti fu per due anni direttore del Giro d'Italia, per altri due della Milano-Sanremo, e ancora per altri due del Giro di Lombardia. Sempre in campo ciclistico organizzò la Brescia-Roma a tappe e per parecchi anni la Coppa Giuseppe Zanardelli oltre a molte corse locali.
In campo motociclistico organizzò la 1000 Km. (per due anni), il circuito di Brescia, la Brescia - Edolo - Brescia, la Brescia - Colle Sant’Eusebio, il Gran premio d'Italia a Monza, il circuito del Lario e molte altre gare.
 In campo calcistico fu commissario del Brescia - Foot Ball Club (1923) e del Football Club Casalini (divisione C).
Ma il settore che più lo vide presente in ruoli particolarmente significativi fu quello automobilistico. Nel 1927 con Aymo Maggi, Franco Mazzotti e l'altoatesino Giovanni Canestrini lanciava la "Mille Miglia" che fu tra le corse più affascinanti nella storia dell’automobilismo: diresse la corsa per 27 anni e la riprese più volte con formule diverse. Della corsa fu per anni segretario generale.
In campo automobilistico fu inoltre organizzatore di moltissime corse quali la Coppa internazionale delle Alpi, tutti i "Gran Premi" dell'Autodromo di Monza dal 1928 al 1940, il "Gran Premio" al Parco di Milano, il Giro d'Italia Automobilistico in tre, tutti "Gran Premi" di Tripoli, la Bengasi - Tripoli, la Tobruck - Tripoli, il "Gran Premio" di Pescara, il "Circuito di Fiume", il circuito di Latina, i "Gran Premi" di Bari, il Circuito delle mura di Bergamo, i circuiti di Campione, Sanremo, Modena Mantova, Reggio Calabria, Piacenza, La "Sanremo - Poggio dei Fiori", la "Bologna - Firenze - Bologna" per carburanti succedanei, la "Brescia - Pontedilegno", la "12 ore di Messina", il Giro di Sicilia, la "Volante d'argento" di Roma, il Trofeo di Lumezzane, il Trofeo Valle Camonica, la Piacenza-Bobbio, il "Gran Premio d'Italia" a Torino, la Coppa del Montenero a Livorno, il "Gran Premio d'Italia" a Livorno, il circuito del Garda ecc.
Nel 1959 fondò la "Scuderia Mirabella Mille Miglia".
Il 18 maggio 1974 in viale Rebuffone, all'altezza di quella che fu all’incirca la linea di partenza della Mille Miglia, venne inaugurato un busto di Renzo Castagneto opera dello scultore salodiano Angelo Aime.

Ultimo aggiornamento

27/09/2024, 15:01