Vender Giacomo

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Lovere (BG), 14 aprile 1909 - Ceratello di Costa Volpino (BG), 28 giugno 1974

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5 min

Aree tematiche
Anni 1970 - 1979

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Sacerdote, esponente della Resistenza al nazifascismo

Giacomo Vender nacque a Lovere (Bergamo) il 9 aprile 1909. Venne ordinato sacerdote nel 1932.
Uomo d’ingegno e sacerdote zelante dal carattere forte e dalla mente aperta, si impegnò particolarmente nel campo della scuola, della predicazione, della formazione dei giovani alla libertà e alla coerenza umana e cristiana.
Il suo primo impegno pastorale fu come curato nella parrocchia di San Faustino a Brescia (1932-1946). Nel maggio del 1940 si arruolò come cappellano militare nel 73º Reggimento Fanteria. Seguì il reggimento prima a Trieste e successivamente in Croazia, in Grecia, Piemonte e Francia dando coraggiosi esempi di generosità e di impegno sacerdotale.
Dopo l’8 settembre rientrò a Brescia e si impegnò ad aiutare i militari sbandati, gli ebrei e i perseguitati politici, ma soprattutto assunse l’assistenza religiosa dei nuclei partigiani del monte Guglielmo.
Da cappellano entrò a far parte del CLN coordinando le bande e assicurando i rifornimenti. Collaborò fin dalla sua nascita al giornale «Il Ribelle» di Teresio Olivelli. Nella primavera del 1944 partecipò con Padre Luigi Rinaldini e don Giuseppe Almici a definire il «Manifesto della resistenza cattolica» nato dall’esigenza concreta e molto sentita dei partigiani cattolici: quella di avere un’assistenza religiosa. Il documento, pensato per sottoporre al vescovo la necessità di nominare informalmente dei cappellani partigiani, si tradusse presto in una riflessione più generale sulla legittimità – e anzi sul dovere – per i cattolici di partecipare con le armi alla lotta antifascista, per difendere i diritti fondamentali dell’uomo: libertà, dignità, giustizia, democrazia mantenendo la lotta, quanto più possibile, sul piano dell’ordine, della disciplina, della moralità e dell’umanità. Nello scritto si ritrovano, espresse in modo coerente e logico, le ragioni “cristiane” che indussero molti cattolici, in maniera forse più istintiva e meno ragionata ma non meno sentita interiormente, a prendere la strada della montagna fin dal settembre 1943, aderendo principalmente alle formazioni delle Fiamme Verdi.
Il 6 gennaio 1944 don Vender venne arrestato dalle SS insieme ad Andrea Trebeschi e a Mario Bendiscioli. Passò attraverso diverse carceri ma fu liberato il 1° febbraio 1944; una volta fuori organizzò le Massimille, un gruppo di donne con il compito di assistere i detenuti partigiani.
Arrestato nuovamente il 19 ottobre 1944 e deferito al Tribunale speciale con l’accusa di associazione antinazionale e disfattismo politico, venne condannato a 24 anni di carcere, ridotti a 20 per i suoi trascorsi militari; la condanna gli fu inflitta il 21 aprile 1945, 4 giorni prima della liberazione.
Dopo la guerra fu impegnato nel servizio agli ultimi, in particolare agli “sfrattati” del quartiere dell’Oltremella. Per diciotto anni, dal 1946 al 1964, fu delegato del vescovo all’assistenza di coloro che erano stati espulsi dal centro storico della città per effetto della distruzione del quartiere delle Pescherie e della realizzazione di Piazza Vittoria e che vivevano in baracche nella zona a occidente di Ponte Crotte. Dal 1964 fu il primo parroco della parrocchia di Santo Spirito.
Morì a Ceratello di Costa Volpino il 28 giugno 1974.
L’anno successivo alla sua morte Dario Morelli ha curato la pubblicazione delle lettere che don Vender aveva scritto dal carcere. Nel 1981, sempre di Dario Morelli, è uscito il libro La Resistenza in carcere. Giacomo Vender e gli altri.


 

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27/09/2024, 11:19

Allerta meteo, preallarme vento

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Data:

02 novembre 2018

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1 min

Allerta meteo 1 novembre - sito - codici allerta.jpg
Allerta meteo 1 novembre - sito - codici allerta.jpg

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Per il giorno 1 novembre è in arrivo una nuova perturbazione. Regione Lombardia per #Brescia (Codice IM-11) segnala codice verde per temporali, giallo per rischio idraulico e arancio per vento forte (preallarme).

 Preso atto delle possibili criticità, si invita la popolazione ad adottare ogni misura di cautela e prudenza, in particolare evitando di esporre su balconi e finestre oggetti che potrebbero essere portati via dal vento (vasi, elementi di arredo, tende etc...). Per quanto riguarda la circolazione stradale, evitare il transito nei sottopassi o comunque accertarsi preventivamente dell'agibilità. Grazie per la collaborazione.

 

 

 

 

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02/11/2018, 15:29

Progetto del Consorzio Brescia Centro: "I negozi del Centro: e la città vive"

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Progetto del Consorzio Brescia Centro: “I negozi del Centro: e la città vive” Il nuovo video promozionale sui canali sociale e sulle emittenti locali

Data:

31 ottobre 2018

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2 min

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Ogni acquisto in un negozio in prossimità del Centro storico ha un valore che va oltre l’atto in sé: tiene in vita non solo una singola attività commerciale ma l’intera città. La rete commerciale dei nostri centri storici rappresenta la nervatura vitale di tutta la collettività e svolge un ruolo sociale, non facilmente sostituibile. Questo è il messaggio del video promosso dal Consorzio Brescia Centro, in onda a partire dal 6 ottobre 2018 su canali social, emittenti locali e circuito di Brescia Mobilità. Il nuovo progetto di comunicazione è realizzato in collaborazione col Comune di Brescia, col sostegno della Regione Lombardia, la partecipazione del Giornale di Brescia e di Brescia Mobilità, ed è cofinanziato e patrocinato dalla Camera di Commercio di Brescia.


 

Guarda il video: https://youtu.be/o9oBSwtnY_U

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31/10/2018, 16:24

Bando Makers Hub

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Bando Makers Hub Spazi per giovani creativi

Data:

31 ottobre 2018

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1 min

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Brescia Infrastrutture S.r.l., soggetto attuatore di Mo.Ca., promuove il bando per le annualità 2019-2020 del progetto “MAKERS HUB BRESCIA” per lo sviluppo dell’autoimprenditorialita’.

Il progetto MAKERS HUB BRESCIA 2019-2020 interesserà nuovamente la manica lunga di Palazzo Martinengo Colleoni, lungo via Moretto, nel cuore della città, da anni “alveare” creativo, spazio di residenza per giovani interessati a sviluppare percorsi di auto imprenditorialità nell’ambito dell’artigianato. Il bando 2019-2020 riguarda il settore innovazione, moda, design e grafica

Le domande vanne presentate entro il prossimo 30 novembre.

 

Informazioni: https://bit.ly/2SzmkkH

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31/10/2018, 14:47

Volontari Servizio Civile

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Volontari Servizio Civile Calendario colloqui

Data:

31 ottobre 2018

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1 min

Descrizione

I candidati ammessi ai progetti di servizio civile del Comune di Brescia sono invitati a sostenere il previsto colloquio motivazionale-attitudinale per i giorni 22 e 23 novembre (progetto Biblioteche - https://bit.ly/2SxFI1n ) e per il giorno 28 novembre (progetto Museo di Scienze - https://bit.ly/2OhApzI ), secondo il calendario di convocazione riportato nelle pagine dei relativi progetti.

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31/10/2018, 14:41

Balestrieri Federico

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Brescia, 25 febbraio 1910 - 25 aprile 1972

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3 min

Aree tematiche
Anni 1970 - 1979

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Medico

Illustre medico e benefattore, lascia un’eredità preziosa nel solco significativo del volontariato sociale bresciano. Dopo la formazione scolastica nella città natale, si iscrive all’Università di Pavia per frequentare la Facoltà di Medicina, dove si laurea brillantemente a soli 24 anni, alla fine di ottobre del 1934. Inizia la carriera ospedaliera a Parma, dove entra come assistente, per poi tornare a Pavia, come medico interno della Clinica medica di quell’Università. A Brescia ritorna chiamato dal prof. Sacconaghi, che lo vuole come suo assistente. In quel periodo acquisisce anche la libera docenza in Patologia medica. Alla scoppio della Seconda Guerra Mondiale, parte come volontario, non mosso da entusiasmi ideologici ma per condividere il dramma del tremendo conflitto con i giovani della sua generazione. Indossa la divisa di tenente medico e disattiva la sua pistola d’ordinanza per evitare di fare male a qualcuno. Catturato dagli Alleati, finisce nei campi di prigionia, prima in India e successivamente in Inghilterra.
Tornato in patria alla fine del conflitto, nel 1947 entra all’Ospedale Civile di Brescia come aiuto incaricato di Medicina generale. Nel 1951 gli viene affidato il reparto dedicato ai profughi e agli stranieri, dove  manifesta la sua particolare disponibilità ed attenzione per i più deboli e bisognosi.
Nel 1953 è nominato primario del reparto di Medicina generale dell’Ospedale Civile, confermando, accanto alla sua competenza professionale, straordinarie doti di intelligenza e di cuore.
Muore prematuramente nell’aprile 1972 e in suo ricordo, l’anno successivo, viene costituito, collegato alla Parrocchia  di San Lorenzo, il centro che porta il suo nome e che da allora si dedica all’assistenza domiciliare degli anziani che vivono nei quartieri storici della città.  

 

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27/09/2024, 11:17

Gitti Angelo

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Inzino, 10 novembre 1908 - Brescia, 21 febbraio 1971

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3 min

Aree tematiche
Anni 1970 - 1979

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 Sindacalista e Deputato

Rimane orfano ancora giovanissimo con tre fratelli minori. Entra come operaio in un’industria metalmeccanica dove si distingue per le sue abilità, tanto da diventare presto caporeparto. Intensa è, fin da ragazzo, l’attività nella sua comunità: partecipa all’Azione Cattolica, è tra i fondatori del Gruppo esploratori della sua parrocchia. Ed è per questo che finisce presto nel mirino dei fascisti, che arrivano ad arrestarlo per manifestazione sovversiva al suo rientro da un campo al Maniva. Nonostante le difficoltà e le minacce fasciste, il suo impegno nell’Azione Cattolica si fa ancora più intenso, a livello di zona e nel più ampio ambito diocesano. Promuove iniziative sportive, filodrammatiche, ma soprattutto di formazione civile, negli oratori e in fabbrica. Per tale attività è sorvegliato, denunciato e proposto al confino.
Durante la Resistenza, aderisce alle Fiamme Verdi e diventa tra i più attivi esponenti del CNL in Valtrompia. Dopo la Liberazione è tra gli organizzatori della Democrazia Cristiana in valle; per molti anni è membro del Comitato provinciale e dell’esecutivo della Dc. Eletto Consigliere comunale di Gardone Valtrompia alle prime elezioni amministrative, mantiene la carica per diverse tornate.
Dirigente provinciale delle Acli fin dalla fondazione dell’associazione, nel 1947 ne diventa consigliere nazionale. Nello stesso anno il suo impegno sindacale ha il riconoscimento nell’elezione a presidente della Camera del Lavoro per la corrente cristiana. Alla fondazione della Cisl, nel 1950, ne diventa il segretario provinciale. Dal 1951 entra a far parte del Consiglio nazionale della Cisl, e per vari anni fa parte anche dell’esecutivo nazionale.
Nel 1952 viene eletto deputato, per la Dc ed è rieletto nelle successive legislature. La sua intensa attività parlamentare è tutta incentrata sui temi dello sviluppo economico e dell’occupazione, in particolare sulla formazione dei lavoratori e la tutela dei loro diritti. Dal 1962 e fino alla morte è presidente nazionale del’Istituto Addestramento Lavoratori. Per lunghi anni presiede il Comitato nazionale per la difesa della caccia. Fa parte del Comitato Nazionale della Produttività ed è presidente del Comitato provinciale Inam.​

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27/09/2024, 11:13

Franchi Emilio

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Germania 3 novembre 1890 - Brescia 1 marzo 1970

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5 min

Aree tematiche
Anni 1970 - 1979

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Imprenditore

​Iscritto all’anagrafe con il nome di Attilio, nasce in Germania dove il padre Camillo, subito dopo la laurea al Politecnico di Zurigo, era andato per completare la formazione alla Maschinen Fabbrik di Esslingen sul Nekar. Prende il nome di Emilio in memoria della mamma, morta dopo il rientro a Brescia. Frequenta il ginnasio a Brescia e il liceo a Lugano, e si laurea in ingegneria meccanica al Politecnico di Zurigo. Partecipa alla Prima guerra mondiale, prima come bersagliere e poi negli aerostieri. Entra alla Franchi Gregorini e lavora negli stabilimenti di Lovere e alla Sant’Eustachio di Brescia, dove è Direttore tecnico e poi Direttore generale fino al 1945.
Intensa è l’attività imprenditoriale. Nel 1926 con lo zio Attilio partecipa alla fondazione della Società Elettrografite di Forno D’Allione. Diventa consigliere d’amministrazione della Società Luigi Franchi, fabbrica d’armi, e successivamente vicepresidente della Società Telemeccanica Elettrica Amati e Gregorini di Milano, consigliere della Società Breda Meccanica Bresciana e vicepresidente della Metallurgica Bresciana Tempini. Dal 1945 si dedica anche allo sviluppo di due grandi attività industriali a Marone: la Dolomite e la Feltri.
Negli anni della Resistenza, aiuta molti giovani a sfuggire ai rastrellamenti nazi-fascisti nascondendoli nei capannoni della Sant’Eustachio a Brescia e nei suoi stabilimenti a Marone,  favorisce il sostegno ai partigiani
Nel 1955, con altri quattro soci, fonda la Cembre, società Cementi Brescia, per sostenere  in particolare le iniziative di Padre Marcolini e delle sue cooperative.
Per molti anni membro del Consiglio di amministrazione della Banca San Paolo, ne diventa vicepresidente nel 1956.
Si distingue nel campo della formazione tecnica e professionale. Dal 1929 è consigliere della Scuola ad indirizzo industriale Moretto e dal 1940 è presidente del Consiglio di amministrazione dell’Istituto tecnico Benedetto Castelli. Nel 1962 è tra i promotori della nuova sede dell’Itis. Nel frattempo, dal 1959, è presidente del Consorzio provinciale per l’Istruzione tecnica.
Non da meno è l’impegno nelle istituzioni. Dal 1959 al 1968 è presidente della Camera di commercio e accanto alla tradizionale attività dell’ente, dà vita ad una serie di iniziative di sostegno allo sviluppo e alla programmazione dell’economia bresciana. Tra queste spicca l’Abre, il centro di ricerche economiche. Di questo periodo è anche la costruzione della nuova sede della Camera di commercio. Ha parte attiva nello sviluppo del Consorzio dei Vini tipici della Provincia di Brescia e nel progetto dell’autostrada Brescia-Cremona-Piacenza. E’ tra i fondatori della Società dei concerti ed è consigliere di amministrazione dell’Editoriale Bresciana, la società editrice del Giornale di Brescia.
Tra i molti riconoscimenti per la sua intensa attività  imprenditoriale e sociale, vanno segnalati la Medaglia d’oro del Ministero della Pubblica istruzione, le insegne di Cavaliere di Gran Croce, la Commenda dell’ordine di San Gregorio Magno e quella di Cavaliere del Lavoro.

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27/09/2024, 11:15

Torricelli Angelo Ferretti

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Brescia 5 gennaio 1891 – 8 gennaio 1980

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3 min

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Anni 1980 - 1989

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Erudito, astronomo, naturalista, storico della scienza

Angelo Ferretti Torricelli è stato un eminente scienziato versato tanto nella ricerca quanto nella divulgazione, poliedrico negli interessi e versatile nell’unire il sapere disciplinare e la promozione della sua diffusione. È stato matematico, astronomo, fisico, naturalista botanico. Figlio di Prospero e di Angelica Chierichini, rimasto orfano a soli due anni venne accolto in casa del professor Cesare Torricelli di cui nel 1915 assunse il cognome. Allievo di Cesare Abba presso l’Istituto tecnico di Brescia, si laureò nel 1916 in Fisica all’Università di Pavia frequentando il collegio Borromeo. Dopo supplenze nei licei di Venezia e un incarico al liceo Celana di Bergamo fu docente di Matematica e Fisica nel Regio Liceo Scientifico di Padova. Infine si trasferì nel 1925 a Brescia dove succedette al professor Michele Leoncini alla cattedra del «Corso di Fisica e Matematica», poi Liceo Scientifico, dove insegnò fino al 1951. In seguito insegnò in istituti privati. A suo merito va anche la rifondazione del Gruppo Naturalistico «G. Ragazzoni» nel 1908 e la riorganizzazione del relativo Museo (1930), uno dei nuclei costitutivi del futuro Museo di scienze naturali. Membro della Commissione Voltiana, dell’Istituto Lombardo di Scienze e Lettere, ha curato gli Indici delle Opere e dell'Epistolario di Alessandro Volta. Ha dato vita al gruppo scientifico Astrofisma (1949) e ha fondato la Civica Specola Astronomica «Cidnea» (1953), primo esempio in Italia di osservatorio popolare, di cui è stato direttore fino al 1980. Sempre in Castello aveva allestito un giardino di flora prealpina. Socio dell’Ateneo dal 1923, vicesegretario dal 1928, ha potenziato l’edizione dei “Commentari”. È stato insignito della medaglia d’oro di benemerenza dell’Ateneo e, nel 1979, del premio brescianità. Autore di moltissimi testi scientifici, ha anche pubblicato un lungo romanzo storico, “I buoni marcheschi”, e ha lasciato un prezioso catalogo degli strumenti scientifici conservati presso i Civici musei.

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27/09/2024, 15:54

Bazoli Stefano

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Brescia 4 dicembre 1901 – 1 settembre 1981

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4 min

Aree tematiche
Anni 1980 - 1989

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​Avvocato, politico

Figlio dell’avvocato Luigi Bazoli, uno dei leader del movimento cattolico bresciano fra Otto e Novecento, Stefano Bazoli si laurea in Giurisprudenza all’Università di Padova e si dedica alla professione forense seguendo le orme paterne. Nel 1929 sposa Bice Folonari che gli dà due figli – Luigi e Giovanni – e muore dopo soli 4 anni per una setticemia causata dalla banalissima puntura di una spina di rosa. La perdita dell’amata moglie segnerà dolorosamente l’intera sua vita come ha rivelato la pubblicazione del diario di quei giorni intitolato “Vivrò”, edito da Morcelliana. Stefano Bazoli non aderisce al fascismo e anzi diviene punto di riferimento degli antifascisti cattolici in una stagione di attesa, di preparazione, di opposizione clandestina. Arrestato per alcuni giorni per attività antifascista, è costretto a nascondersi per un anno con la famiglia a Costorio di Concesio. In quella temperie matura la passione per la politica che lo porta all’elezione nell’Assemblea costituente, nel 1946, nelle fila della Democrazia Cristiana. Dei suoi comizi elettorali Mino Martinazzoli ha detto che “tendevano alla complessità piuttosto che alla semplificazione” e che rispecchiavano “il consapevole rifiuto del conformismo”. Stefano Bazoli viene rieletto nella prima legislatura repubblicana ed è deputato dal 1948 al 1953. Dopo sette anni il suo partito non lo ricandida e lui accetta questa nuova prova, che lo amareggia, senza animosità. Riprende l’impegno professionale ed è per anni membro del Consiglio nazionale forense. Nel 1959 promuove, insieme a un gruppo di giovani, gli “Incontri di cultura” che portano nel Salone da Cemmo (allora cuore pulsante del dibattito cittadino) alcune delle più brillanti menti della cultura filosofica italiana. Ne nascono vivaci polemiche da parte di chi vede in quel dialogo fra culture diverse una frattura dell’ortodossia cattolica. Stabilisce una lunga e solida amicizia con don Primo Mazzolari, col quale intrattenne anche un significativo e duraturo scambio epistolare.  Tratteggiando la figura di Stefano Bazoli, l’allora sindaco di Brescia Cesare Trebeschi ha parlato di “umanità apertissima, insofferente di limiti, di costrizioni, di tutto ciò che tarpa le ali all’umana avventura, un’avventura vista in tutta la sua grandezza, con la capacità di inquadrarla nell’esaltante scenario di un’epoca di transizione, e di viverla nella continuità di un singolare senso dei valori familiari; la venerazione per la memoria paterna, l’amore delicatissimo per i figli e i nipotini”.

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27/09/2024, 10:50