Fondazione Teatro Grande

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28/02/2023, 11:38

Fondazione Brescia Musei

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28/02/2023, 11:37

Cinema Nuovo Eden

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28/02/2023, 11:36

Ambiente Parco

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28/02/2023, 11:23

Cosa fare se si trova o si perde un gatto

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Suggerimenti

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Gatti

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HAI TROVATO UN GATTO
Anche un gatto può perdersi, Il gatto abbandonato, soprattutto se cucciolo, è TERRORIZZATO.
 

Cosa fare
  Cercare di tranquillizzarlo offrendogli del cibo e dell’acqua e se possibile un posto chiuso per ripararsi.
  Sarebbe meglio chiamare le apposite Associazioni.
  Parlare con persone della zona per sapere se è conosciuto.
  Utilizzare le inserzioni gratuite dei giornali che si occupano di annunci (rubrica animali).
  Se è ferito, chiamare il servizio veterinario dell’ASL.
 

Informare subito:

  • Canile sanitario di Brescia tel. 030 3838452/454
  • Vigili urbani tel. 030 2978807

HAI PERSO UN GATTO
Se si perde un gatto cercarlo nelle prime ore del mattino o la sera tardi, chiamandolo  e magari agitando una scatola di croccantini. Il gatto di solito resta nascosto vicino al luogo dove si è perso, si spaventa facilmente e quindi cerca di rifugiarsi nei luoghi più tranquilli.
 

Cosa fare

  • Inserzioni gratuite sui giornali appositi;
  • Chiedere di porta in porta se qualcuno ha visto l’animale;
  • Telefonare ai canili e alle Associazioni.

Informare subito:

  • Canile sanitario di Brescia -  dal lun. al ven. ore 8.30-12.30 e 14-16 - 0303838452/454 
  • Vigili urbani del distretto
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09/01/2025, 13:52

Informazioni

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Vengono di seguito riportati indirizzi, numeri telefonici, orari ed e-mail dei musei civici d'arte e storia

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Aree tematiche
Luoghi della cultura

Descrizione

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Sede dell'attività scientifica e degli uffici per la gestione del sistema museale, il Servizio dei Musei Civici di Arte e Storia, responsabile dello studio e della conservazione dei materiali dei Musei, promuove una serie di servizi rivolti al pubblico. Un apposito centro di informazioni e prenotazioni cura i rapporti con l'utenza. Nell'ambito delle attività dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Brescia, il Servizio progetta esposizioni, convegni, conferenze, seminari e pubblicazioni.

Musei Civici di Arte e Storia
Via Musei, 81 - 25121 Brescia
Tel.: 030 297 7800 (portineria) / 030 297 7817 (fax)
E-mail: museiarte@comune.brescia.it
Orari d'apertura
Uffici: lunedì - venerdì 8.00 - 12.45 / 13.45 - 17.00
Archivio fotografico: su appuntamento

Santa Giulia Museo della città
Via Musei, 81/b - 25121 Brescia
Tel. 030 297 7833 / 7834
Fax 030 297 8222

Pinacoteca Tosio Martinengo
Piazza Moretto, 4 - 25121 Brescia
Tel. 030 3774999
Dal 2 febbraio 2009 la Pinacoteca rimarrà chiusa al pubblico per importanti lavori di manutenzione e restauro. La riapertura è prevista in ambienti completamente rinnovati e con un nuovo allestimento.

Museo delle Armi "Luigi Marzoli"
Via Castello, 9 - 25121 Brescia
Tel. 030 293292

Museo del Risorgimento
Via Castello, 9 - 25121 Brescia
Tel. 030 44176

Capitolium e area archeologica
Via Musei, 57/d - 25121 Brescia

Per orari, prezzo dei biglietti,
prenotazione visite guidate e attività didattiche:
cliccare sul link riportato sottostante.

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06/03/2023, 13:27

Animali in viaggio

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Animali

Descrizione

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​In alcuni Paesi ci sono leggi che prevedono che il cane venga messo in quarantena in una struttura sanitaria. Iinformarsi direttamente al servizio sanitario o al consolato prima di partire.

Per l'espatrio è obbligatorio, sottoporre l'animale alla vaccinazione antirabbica almeno un mese prima della partenza.

È consigliabile, comunque, portare sempre con sé il Libretto sanitario rilasciato dal proprio veterinario di fiducia sul quale sono registrate tutte le vaccinazioni effettuate dal cane o gatto.

Mal d'auto
Il mal d'auto o cinetosi può colpire cani di tutte le età, anche se i cuccioli e i giovani sono più predisposti
I segni tipici della cinetosi sono agitazione, affanno, salivazione eccessiva, eruttazione ed infine vomito.
Esistono nuovi farmaci da poter somministrare prima del viaggio efficaci, sicuri e privi di effetti indesiderati come apatia e sonnolenza.
 Consigli per il viaggio
• Aprire parzialmente il finestrino durante il viaggio per permettere l'ingresso dell'aria fresca
• Cercare di guidare il più dolcemente possibile evitando accelerazioni e frenate non necessarie
• Assicurarsi che la temperatura all'interno dell'auto non sia né troppo calda né troppo fredda
• Durante i viaggi lunghi, fare soste regolari per fare scendere il cane dalla macchina e permettergli di bere
• Abituare il cane ai viaggi in auto iniziando con brevi tragitti e aumentando gradualmente la durata del viaggio
• L'associazione del viaggio a un attività piacevole, ad esempio una passeggiata una volta giunti a destinazione, può aiutare a ridurre l'ansia e la paura
• Portare in auto un suo gioco o la sua coperta per rendergli l'ambiente più famigliare
• Gratificare con carezze e parole affettuose quando durante il viaggio rimane tranquillo
• Ignorare ed evitare di rassicurarlo quando invece si agita, abbaia o piagnucola altrimenti si rischia di aumentare il suo disagio.

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27/05/2014, 14:21

Animali esotici

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Informazioni mantenimento animali esotici

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Animali

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FURETTO
il furetto è un animale molto vivace che ha bisogno di poter giocare fuori dalla gabbia ed esplorare l’ambiente almeno per qualche ora al giorno. Amando dormire in posti che lo fanno sentire al sicuro, prima di far partire lavatrice e lavastoviglie accertarsi che l’ animale non si sia infilato dentro. Per i viaggi all’estero è necessario iscriverlo all’anagrafe e dotarlo di passaporto (presso canile sanitario)
CONIGLIO
Il coniglio è un animale sociale e il  gruppo famigliare del coniglio è il nucleo familiare in cui entra ad abitare. È un animale sempre all’erta, che ha bisogno di conoscere bene l’ambiente in cui vive e le persone con cui vive, per fidarsi, ma resterà sempre un animale molto  accorto. Il coniglio vive molto male i cambiamenti, di qualunque natura essi siano. Attenzione ai cavi elettrici, ne vanno pazzi.
CAVIE/CINCILLA/CRICETI
La cavia o porcellino d’india è un animale gregario che vive bene in compagnia dei suoi simili. La cavia, se ben tenuta in cattività, è un ottimo animale da compagnia: spesso instaura un rapporto di affetto con il proprietario che rafforza mediante il suo ricco vocabolario di versi.
I cincillà sono animali docili. Molto puliti e praticamente  privi di odore; Sono animali gregari, in natura vivono in gruppi formati da numerosi individui, tuttavia, in cattività si abituano agli orari dei proprietari.
I criceti devono essere sistemati in una gabbia che si sviluppa preferibilmente in orizzontale. Cosa importante è fornire al criceto stimoli e diversivi per consentirgli una normale attività: ruota tunnel, rami da scalare, scatole di cartone da rosicchiare e oggetti da manipolare e mordere. I criceti sono tendenzialmente solitari.
PAPPAGALLI
Un pappagallo non può vivere libero in casa quando non c’è il proprietario:deve stare in un ambiente controllato. I pappagalli, devono essere visitati periodicamente da un veterinario esperto. Essendo inserito nella lista CITES degli animali minacciati di estinzione va fatta denuncia di possesso al corpo forestale dello stato
FALCHI
Per garantire il benessere dell’animale, i rapaci tenuti per falconeria e dimostrazioni di volo devono essere volati (termine di falconeria che indica far volare un rapace) ogni giorno, in ogni periodo dell’anno e stimolati alla predazione su logoro (preda finta). Anche per i falchi va fatta denuncia al corpo forestale dello stato
RETTILI
Il microambiente in cui è alloggiato il rettile (terrario o vivario) deve consentire al soggetto di esprimere al meglio le proprie potenzialità fisiologiche e comportamentali pur essendo in cattività. Per i rettili oltre alla comunicazione al corpo forestale, dare comunicazione all’ASL e alla prefettura se risulta nell’elenco degli animali pericolosi.
TARTARUGHE
Le tartarughe, clima  permettendo,devono  essere mantenute all’esterno. Si deve tenere conto della provenienza della specie allevata e della situazione climatica. Quando non è possibile l’allevamento all’esterno, le tartarughe  possono essere allevati in terrari o acqua terrari.
Anche per le tartarughe bisogna dare comunicazione al corpo forestale.

In allegato "Linee guida per la corretta gestione e il benessere degli animali non convenzionali" a cura della Società Italiana Veterinari per Animali Esotici (SIVAE) - Associazione federata ANMVI

 

Ultimo aggiornamento

26/05/2014, 13:55

Integrazione scolastica degli alunni stranieri

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Patto di corresponsabilità e cittadinanza scolastica

In vigore dall'anno scolastico 2009/2010

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Scuole primarie
Scuole secondarie di primo grado

Descrizione

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Il presente patto di corresponsabilità e cittadinanza scolastica è in vigore dall'anno scolastico 2009/2010.

 

 

La scuola per mezzo del dirigente, dei docenti, del personale Ata si impegna a: L'alunno/a si impegna a: La famiglia si impegna a:
  • Spiegare alle famiglie, all'inizio di ogni anno scolastico, le attività didattiche ed educative del Piano dell'Offerta Formativa (POF) e il Regolamento d'Istituto
  • Presentare ad alunni/e e genitori i criteri di valutazione utilizzati.
  • Condividere, conoscere, diffondere e applicare il "Patto di corresponsabilità e di cittadinanza scolastica"
  • Condividere, conoscere e rispettare le regole della scuola
  • Conoscere i criteri di valutazione utilizzati dalla scuola
  • Condividere, conoscere e rispettare il " Patto di corresponsabilità e di cittadinanza scolastica "
  • Conoscere la proposta formativa della scuola e il Regolamento di Istituto.
  • Conoscere i criteri di valutazione utilizzati dalla scuola
  • Condividere, conoscere e applicare il "Patto di corresponsabilità e di cittadinanza scolastica" impegnandosi ad evidenziarne l'importanza ed il rispetto con i propri figli/e.
  • Offrire un ambiente educativo sicuro e sereno.
  • Favorire l'integrazione scolastica di tutti gli alunni/e.
  • Accompagnare la crescita e l'apprendimento di ogni alunno secondo i tempi di ciascuno
  • Seguire e aiutare gli alunni/e nel lavoro e sviluppare forme di apprendimento collaborativo tra i compagni
  • Affrontare con impegno lo studio a scuola e a casa accogliendo le indicazioni degli insegnanti
  • Partecipare con interesse e impegno al lavoro di classe e alla vita scolastica
  • Comunicare agli insegnanti le proprie aspettative e le proprie difficoltà.
  • Confrontarsi periodicamente con i propri figli rispetto alle attività scolastiche e alle relazioni con i compagni e gli insegnanti
  • Favorire l'autonomia personale dei figli/e, aiutandoli a rendersi indipendenti nella cura di sé, nella relazione con insegnanti e compagni e nella cura del materiale scolastico.
  • Informare la scuola di eventuali problematiche che possono condizionare l'andamento e la frequenza scolastica del figlio/a.
  • Provvedere alle pratiche amministrative e ai pagamenti richiesti per eventuali servizi di prescuola, mensa, trasporto
  • Instaurare un dialogo costruttivo con i genitori c omunicando costantemente con le famiglie di ogni alunno/a in merito a:
  1. regolarità della frequenza
  2. rendimento scolastico
  3. comportamento-disciplina
  4. materiale scolastico necessario.
  • Frequentare regolarmente la scuola e le lezioni.
  • Essere puntuale alle lezioni.
  • Partecipare con attenzione e impegno alle attività scolastiche.
  • Portare a scuola e aver cura del materiale necessario per le lezioni.
  • Instaurare un dialogo costruttivo con la scuola preoccupandosi costantemente di:
  1. assicurare la regolarità della frequenza e la puntualità alle lezioni (per la valutazione finale è richiesta la frequenza di almeno ¾ dell'orario scolastico annuale).
  2. limitare gli ingressi/uscite anticipati
  3. lnformarsi periodicamente sul rendimento scolastico e sul comportamento del proprio figlio/a
  4. fornire al proprio figlio/a il materiale scolastico necessario verificandone il corretto uso
  5. partecipare agli incontri programmati: colloqui generali e individuali, consegna delle schede di valutazione, assemblee dei genitori
  • Controllare avvisi e giustifiche per assenze o ritardi ed accertarsi che le comunicazioni della scuola siano pervenute alle famiglie
  • Segnalare eventuali ritardi o assenze degli alunni/e non giustificate.
  • Impegnarsi a scrivere sul quaderno/diario i compiti e gli avvisi in modo corretto e completo.
  • Portare sempre con sé il diario e il libretto personale, facendo firmare ai genitori tutte le comunicazioni.
  • Giustificare sempre puntualmente assenze e ritardi.
  • Controllare quotidianamente gli avvisi esposti, il diario/quaderno delle comunicazioni e firmarle.
  • Intervenire nei confronti di alunni/e poco rispettosi delle regole invitandoli a rimediare alle offese e/o ai danni provocati; coinvolgere la famiglia quando tali atteggiamenti sono ricorrenti.
  1. Rispettare gli spazi, gli arredi scolastici e il materiale scolastico proprio e altrui.
  • Rispettare sé e gli altri, anche mediante la cura dell'igiene personale e un abbigliamento adeguato all'ambiente scolastico.
  • Promuovere nei figli il rispetto per le persone, l'ambiente scolastico e le cose proprie e altrui. Rimediare ai danni eventualmente arrecati dai propri figli/e ad oggetti e arredi
  • Condividere con gli alunni e le famiglie i tempi e le modalità di utilizzo/non utilizzo del telefono cellulare e di dispositivi elettronici personali non finalizzati all'attività scolastica
  • Non utilizzare a scuola il telefono cellulare né altri dispositivi elettronici non richiesti per l'attività scolastica.
  • Verificare che i figli conoscano il divieto di usare a scuola il telefono cellulare e altri dispositivi elettronici non richiesti per l'attività scolastica.
  • Controllare che i figli non portino a scuola oggetti non richiesti per l'attività scolastica.
  1. Organizzare: attività integrative e di approfondimento, attività di recupero/rinforzo degli apprendimenti, alfabetizzazione/consolidamento della lingua italiana
  • Svolgere i compiti affidati a casa con attenzione e puntualità.
  • Studiare con regolarità
  • Impegnarsi nelle attività integrative, di recupero e/o alfabetizzazione.
Sostenere e controllare lo svolgimento dei compiti affidati a casa
Verificare la regolarità dello studio
Garantire la frequenza delle attività integrative e di approfondimento, recupero/rinforzo degli apprendimento e/o di alfabetizzazione

 

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01/03/2023, 05:26

Informazioni sulla Zanzara Tigre

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informazioni e modalità per una prevenzione della diffusione della zanzara tigre

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Aree tematiche
Zanzara tigre

Descrizione

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Aedes albopictus è il suo nome scientifico ed è nota come "zanzara tigre"; è originaria delle foreste tropicali e subtropicali dell'Asia sudorientale, ma raggiunge anche il Giappone fino al 40° parallelo di latitudine Nord. Negli ultimi cinquant'anni, la specie si è diffusa in varie parti del mondo, prima negli Stati Uniti e nell'America centrale, quindi in Europa dov'è arrivata, per la prima volta nel 1987, in Albania.

La "zanzara tigre" è una pessima volatrice, gli esemplari adulti sono in grado di spostarsi attivamente per brevi distanze. Questo non spiegherebbe la capacità di diffusione così rapida dimostrata, se non si ammettesse il concorso del trasporto passivo attraverso i mezzi e le attività di scambio commerciale.

Ricercatori dell'Istituto Superiore di Sanità hanno potuto dimostrare che uova di "zanzara tigre" sono arrivate in Italia provenendo dagli Stati Uniti d'America contenute all'interno di copertoni d'auto usati e pare siano proprio questi il veicolo di trasporto passivo, a livello mondiale, maggiormente utilizzato dalla zanzara. L'importazione di copertoni usati da parte di alcune grosse aziende esistenti nel Veneto e nell'Emilia Romagna ed il commercio interno a ditte minori che li rigenerano possono essere state le cause principali della comparsa e della diffusione di questa zanzara nel nostro Paese.

Nel novembre 1990 erano segnalati per la prima volta in Italia esemplari adulti nell'area urbana di Genova, mentre l'anno successivo venivano scoperti diversi focolai larvali in provincia di Padova. Quindi la "zanzara tigre" si è rapidamente diffusa in varie regioni del Nord, tanto che tra il 1991 e il 1993 era segnalata già in numerose località della Liguria, della Lombardia e del Veneto, provocando sempre più numerose segnalazioni e lamentele da parte della popolazione per i livelli di molestia raggiunti in alcune località. Negli anni successivi, la diffusione è proseguita in Piemonte, in Friuli Venezia Giulia, in Emilia Romagna, in Toscana, nel Lazio (nel 1997 a Roma), in Campania.

Le prime segnalazioni della presenza di "zanzara tigre" in provincia di Brescia risalgono al 1993 e sono relative alla zona del basso Garda (Desenzano, Lonato). In modo alquanto rapido, nell'arco dello stesso anno, si assistette alla sua diffusione verso ovest in direzione della città, lungo la direttrice della statale 45bis. Prima a Rezzato, poi a Sant'Eufemia della Fonte alla periferia sud-est di Brescia, quindi a Urago Mella nella periferia nord-ovest, con alcune sporadiche segnalazioni nel centro storico ed in alcuni comuni della pianura.

La presenza in città si è stabilizzata negli ultimi anni nelle aree della fascia periferica, con un leggero incremento medio del grado di molestia percepito, in alcuni anni maggiore e in altri minore in dipendenza delle condizioni climatiche.

La definizione di "tigre" e alcune grossolane descrizioni fatte, soprattutto a livello giornalistico, hanno contribuito a generare nella popolazione l'idea che questa zanzara, nuova e sconosciuta, dovesse essere di dimensioni notevoli e con una livrea a strisce gialle e nere. Nulla di più errato!

La "zanzara tigre" ha una dimensione molto simile (anzi mediamente un po' più piccola) a quella della zanzara comune (Culex pipiens) diffusa nelle nostre aree.
Da essa si distingue abbastanza facilmente in quanto presenta alcune caratteristiche che ne rendono inconfondibile l'identità anche ad occhio nudo, innanzitutto per la colorazione più scura rispetto al grigio-nocciola della zanzara comune. Per l'occhio non troppo allenato, basterà una buona lente d'ingrandimento per giungere facilmente al suo riconoscimento.

I caratteri principali che contraddistinguono l'adulto alato sono:

  1. colore di fondo nero con bande bianche trasversali sui segmenti dell'addome;
  2. zampe con bande bianche che interessano la parte basale dei segmenti dei tarsi, tanto da far apparire le zampe a tratti alternati bianchi e neri;
  3. torace con una linea bianca che lo attraversa longitudinalmente sulla superficie dorsale.

Va tenuto presente che la colorazione è data da minutissime squamette che ricoprono il corpo e le zampe (come la "polverina" delle ali delle farfalle).

In esemplari non troppo freschi o manipolati, si può avere una notevole perdita di queste squamette con una minore evidenza dei caratteri sopra descritti e maggiore difficoltà nel riconoscimento.

In natura, i focolai larvali utilizzati dalla "zanzara tigre" negli ambienti forestali dei paesi d'origine sono costituiti dai ceppi delle canne tagliate di bambù, cavità degli alberi, ecc., quindi bastano ristagni d'acqua anche esigui per consentire lo sviluppo delle larve.

Questo adattamento consente alla zanzara di sfruttare, nelle nostre zone, qualsiasi recipiente o contenitore anche di ridotta capacità (basta meno di mezzo litro), lasciato all'aperto e in grado di trattenere l'acqua piovana.

Le femmine sono attive principalmente durante il giorno, nelle ore più fresche e volano ad altezza ridotta, a circa 1-2 metri dal suolo.

L'attività "pungente" avviene tipicamente all'aperto e con estrema rapidità, ma è possibile tuttavia rinvenire esemplari anche all'interno delle abitazioni, perfino nei piani alti. Il pasto di sangue delle femmine può avvenire su una vasta gamma di animali, ma vi è un elevato grado di preferenza per l'uomo. Dopo la puntura, le femmine hanno necessità di concedersi alcune ore di "riposo" per digerire il pasto di sangue, ciò che avviene nelle ore più calde della giornata oppure di notte. I luoghi di riposo in genere sono tra la vegetazione, cespugli, siepi, alte erbe.

Potendo completare il ciclo di sviluppo in meno di 10 giorni, si possono avere diverse generazioni nell'arco della stagione favorevole, durante la quale il picco di massima densità della specie viene raggiunto tra agosto e settembre.

Come in tutte le specie simili, lo sviluppo della "zanzara tigre" passa attraverso quattro diversi stadi: uovo, larva, pupa, adulto.

Le uova vengono deposte dalle femmine in ambiente umido, solitamente al di sopra del pelo dell'acqua, facendole aderire singolarmente alle pareti di un contenitore o alla vegetazione eventualmente presente, gli stadi larvali e di pupa sono acquatici, nello stadio adulto l'insetto è un volatore attivo.

Per schiudersi devono essere sommerse dall'innalzamento del livello dell'acqua dovuto all'arrivo della prima pioggia, ma la schiusa è influenzata pure da diversi fattori climatici, come la durata delle ore di luce nell'arco della giornata e dalla temperatura dell'ambiente di deposizione.

Durante la stagione estiva, generalmente le uova schiudono non appena vengono sommerse dall'acqua, mentre quelle di ultima generazione, deposte dalle femmine nel tardo autunno, sono in grado di ibernare in uno stato di diapausa embrionale indotta proprio dalla brevità delle ore di luce.

Le uova della "zanzara tigre", infatti, sono dotate di particolari caratteristiche che permettono loro di resistere al disseccamento e al freddo. In altre parole, possedendo la capacità di ritardare la schiusa anche di diversi mesi, esse sono in grado di superare non solo lunghi periodi senza acqua, ma anche i rigori invernali delle nostre latitudini, sopravvivendo anche a temperature di parecchi gradi sotto lo zero per poi schiudersi nella primavera successiva.

Questa caratteristica è alla base dell'eccezionale capacità diffusiva di questa zanzara, pessima volatrice da adulto, ma grande opportunista da uovo, che viaggia in tutto il mondo attraverso il trasporto passivo dovuto alle attività commerciali dell'uomo.

Le larve della "zanzara tigre" sono acquatiche e sono in grado di sfruttare raccolte d'acqua dolce temporanee e di esigua quantità, respirando attraverso un tubicino (sifone), che viene accostato alla superficie dell'acqua. Esse si nutrono di plancton e batteri. La larva si sviluppa attraverso quattro stadi di crescita separati fra loro da tre mute.

La quarta muta dell'ultimo stadio larvale porta a raggiungere lo stadio di pupa. Dovendo utilizzare acque temporanee e spesso di precaria presenza, il loro sviluppo, in condizioni climatiche ottimali, è di breve durata, variabile da 5 a 15 giorni, a seconda delle condizioni di temperatura.

La pupa è pure acquatica e molto mobile, il suo stadio è di breve durata, durante il quale l'insetto non si nutre. Dopo sole 48 ore, la parte dorsale accostata alla superficie dell'acqua si fende per permettere lo sfarfallamento dell'insetto adulto.

L'adulto, dopo circa 48 ore dallo sfarfallamento, è in grado di accoppiarsi. Subito dopo, la femmina ricerca un vertebrato per assumere il suo primo pasto di sangue, assolutamente necessario per la maturazione delle uova, mentre il maschio, esaurita la sua funzione riproduttiva, sopravvive solo per pochi giorni. L'intervallo di tempo tra il pasto di sangue e la deposizione delle uova può variare da 3 a 5 giorni ed ogni femmina, dopo un singolo pasto di sangue, può deporre fino a un centinaio di uova (ma generalmente ne vengono deposte meno, tra 40 e 80). La longevità della femmina è di circa 2-3 settimane.

I focolai larvali che più facilmente vengono utilizzati dalla "zanzara tigre" nell'ambiente urbano possono riguardare una vasta casistica di situazioni tipologiche e distributive. La distribuzione sul territorio è discontinua, tipicamente a macchia di leopardo, poiché dovuta alla casualità con cui possono essere presenti, a volte più diffusi e in altre più concentrati.

Per questo motivo, vi sono dei siti che, per la loro particolare vocazione a generare più facilmente focolai, si devono considerare luoghi a rischio.

Fra questi vi sono in primo luogo i depositi all'aperto di copertoni d'auto dei rigeneratori e dei gommisti, i luoghi di lavaggio e quelli di rottamazione degli autoveicoli, le officine meccaniche,  gli insediamenti agricoli e della piccola industria, i vivai di piante, i cortili di carico e scarico dei supermercati, le discariche di materiali inerti, i cimiteri.

Particolarmente diffusi sul territorio sono invece tutte le caditoie, tombini, griglie, bocche di lupo, pozzetti e vasche di drenaggio delle acque di scolo esistenti lungo tutte le strade e le vie cittadine, oltre che nei giardini, negli orti e nei cortili delle aree private.

Attenzione a bidoni, vasche, barattoli, vasi di coccio, bacinelle, vaschette, catini, secchi, annaffiatoi, copertoni, latte, lattine, vasetti di vetro, bottiglie rotte, ciotole, sottovasi, vaschette di condensa dei condizionatori d'aria, giocattoli, pieghe e avvallamenti dei teli di plastica, ecc.

Ogni sorta di recipiente e manufatto abbandonato all'aperto, in grado di trattenere l'acqua piovana anche in quantità molto limitata (inferiore al mezzo litro), che inevitabilmente si trova in grande quantità negli spazi di pertinenza delle abitazioni nei quartieri residenziali, costituisce un potenziale focolaio, tanto più efficace, quanto più alto è lo stato di inutilizzo e di abbandono.

I sottovasi meritano una menzione particolare. Questi, infatti, vengono usati in abbondanza ovunque e, data la loro specifica funzione, si ritrovano ad essere pieni d'acqua dopo ogni operazione di annaffiatura dei vasi, cosa che avviene di solito ogni giorno.

Nel ricordare che, durante la stagione calda, il meccanismo che fa schiudere le uova della "zanzara tigre" è la loro sommersione dovuta all'innalzamento del livello dell'acqua e che tale schiusa avviene rapidamente, è bene sottolineare come non vi sia operazione più adatta dell'annaffiatura, e focolaio più adatto del sottovaso, per offrire quotidianamente alle zanzare l'opportunità di riprodursi.

Per la stessa ragione non sono meno importanti le situazioni di concentrazione che si creano in tutti i siti cimiteriali. La presenza di migliaia o di decine di migliaia di contenitori per fiori di ogni tipo esistenti nei cimiteri – direttamente esposti alla pioggia o comunque mantenuti per ovvie ragioni pieni d'acqua anche quando situati al coperto – diventa un potentissimo richiamo per le zanzare e rende il cimitero stesso un luogo di "allevamento" e di diffusione di straordinaria efficacia.

Ultimo aggiornamento

06/05/2025, 10:43