Dabbeni Egidio

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Brescia 27 febbraio 1873 - 2 giugno 1964

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6 min

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Anni 1960 - 1969

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​​​Architetto e ingegnere
 
L'immagine della Brescia storica porta indelebile il segno della sua visione estetica e urbanistica. Egidio Dabbeni è infatti figura centrale ed indiscussa dell'architettura bresciana del Novecento, ha lasciato una forte impronta personale sul volto della nostra città grazie al cospicuo numero di edifici disegnati nel corso di un'attività professionale che dall'ultimo decennio dell'Ottocento si è protratta fino agli anni Sessanta del secolo scorso. Era nato a Fiumicello, oggi frazione della città e allora comune autonomo, da una famiglia di artigiani, il padre era falegname. Dimostrò vivace intelligenza e intraprendenza fin da piccolo e riuscì a laurearsi prima in ingegneria a Padova e, in seguito, in architettura a Roma. Vincitore nel 1897 del Premio Brozzoni, iniziò in quegli stessi anni a realizzare i primi progetti. Insieme alle competenze tecniche che gli venivano dagli studi ingegneristici tradotti in una forte spinta innovativa, unì un gusto decorativo improntato al modernismo e alle forme dell'Art Nouveau. Ne dette prova precoce, tra il 1895 e il 1898, nel Palazzo Migliorati di via Trento, residenza civile a 4 piani dove utilizzò, tra i primi in Italia, il cemento armato per la struttura e dispose tra le finestre del piano più elevato una fascia ornamentale con motivi floreali. Richiamò interesse e ampio consenso nel 1904, progettando e seguendo i lavori degli stand per l'Esposizione bresciana, che si guadagnarono fama nazionale.
Da ingegnere, progettò infrastrutture stradali e ferroviarie, canali navigabili e impianti industriali; da architetto, si confrontò con la tradizione nei modi di un eclettismo ricco di citazioni classiche, accogliendo gli stimoli della modernità.
La grande notorietà, conquistata con la realizzazione degli edifici effimeri che ospitarono l'Esposizione del 1904 in Castello, comportò subito una crescente mole di progetti commissionati soprattutto dagli esponenti della grande borghesia imprenditoriale bresciana. Tra le sue opere principali vanno segnalati i Palazzi Pisa di corso Magenta e via Solferino, il Palazzo Togni di via Dante e quello di via Vittorio Emanuele II, che è considerato il suo capolavoro, il Palazzo Beretta di corso Palestro e la villa di Gardone Val Trompia. Ma Brescia gli deve anche il palazzo Capretti di via Gramsci, la sede della Società Elettrica Bresciana in via Leonardo da Vinci, la fabbrica Wührer alla Bornata, la chiesa della Pavoniana, la sede della Banca San Paolo in corso Martiri della Libertà, Palazzo Bertolotti in viale Venezia, l'Hotel Vittoria, le Cantine Folonari e numerose ville private. Tra i progetti industriali, vanno certamente annoverate le centrali elettriche Redaelli di Brozzo, Beretta di Inzino, Tassara di Breno, e la centrale di Cedegolo, oggi pregiato esempio di archeologia industriale.
La sua fama, già grande nella nostra provincia, ebbe un momento di attenzione internazionale quando, nel 1938, Egidio Dabbeni vinse il concorso per la costruzione dello stadio di Bordeaux, in Francia. Tra i suoi progetti di ingegneria, rimasti irrealizzati, va segnalato anche lo studio, che gli fu commissionato dall'industriale Giulio Togni, per il canale navigabile pedemontano Bergamo-Brescia-Mincio-Po.
Socio dell'Ateneo di Brescia, fu anche membro importante di numerose commissioni di tutela e valorizzazione del patrimonio artistico e architettonico fra Brescia, Bergamo e Cremona.
Dabbeni fu capace di mantenere la sua autonomia morale anche durante il Fascismo. Quando morì all'età di 91 anni, nel 1964, il sindaco di Brescia Bruno Boni lo commemorò con queste parole: «Noi lo ricordiamo come uomo dall'ampio orizzonte intellettuale, curioso di ogni progresso scientifico, affascinato dall'indagine in ogni settore, al di là della propria attività professionale. Noi lo ricordiamo come uomo all'antica, integro come pochi, inflessibile con se stesso e con gli altri in omaggio ad un superiore ideale di onestà e giustizia». 
 
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27/09/2024, 15:47

Dordoni Libero

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Canneto sull'Oglio, 6 marzo 1905 - Prato, 20 settembre 1967

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3 min

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Anni 1960 - 1969

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Esponente del CLN, politico
 
Esponente del Comitato di liberazione nazionale di Brescia, da cattolico convinto partecipò con un ruolo attivo alla Resistenza. Nel dopoguerra mise a disposizione la sua competenza di giurista esperto di diritto amministrativo.  Dopo la liberazione fu commissario al Ministero degli Interni per la riorganizzazione dell'amministrazione centrale, trasferita al nord. Attiva anche la sua presenza nella Democrazia Cristiana bresciana. Nel settembre 1948 entrava a far parte del Comitato esecutivo del partito. Si deve anche al suo impulso la nascita dell'Associazione amministratori comunali di cui fu segretario, che diventerà poi Associazione dei Comuni Bresciani. Più tardi venne nominato membro della Commissione amministratrice dei Servizi Municipalizzati, di cui nel 1956 divenne presidente, carica che manterrà fino al 1967. Nel suo decennio di presidenza fu potenziato il servizio di trasporto pubblico con l’entrata in funzione nel 1962 di due linee circolari. Decisivo fu il suo contributo, d’intesa col sindaco Boni, nel gettare le basi per rendere autonomi nella produzione di energia elettrica i Servizi Municipalizzati resistendo alle pressioni dell’Enel. In compartecipazione con l’Azienda municipalizzata di Verona fu realizzata in tre anni, dal 1964 al 1967, la centrale termoelettrica di Ponti sul Mincio. Una scelta controcorrente caratterizzata da un grande valore anticipatore per la sua arditezza.
La competenza acquisita nel settore lo portò ad assumere importanti incarichi anche in sede nazionale, come quello di membro del Consiglio generale della Confederazione nazionale delle aziende elettriche municipalizzate e di numerose commissioni nazionali per l'energia elettrica, per i trasporti, per il gas, ecc. Con spirito di servizio assunse anche la carica di Sindaco di Botticino, nella quale portò passione umana e competenza tecnica.​
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27/09/2024, 15:50

Binetti Luigi

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Brescia 18 luglio 1885 - 31 ottobre 1963

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2 min

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Anni 1960 - 1969

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Magistrato

​​Magistrato, tenne durante il fascismo un atteggiamento di opposizione e poi di distacco, opponendosi, specialmente negli anni dal 1923 al 1925, alle crescenti misure di censura contro la stampa democratica. Soprattutto nel 1924 comincia a farsi sentire in modo pesante la pressione sugli organi di informazione non allineati col regime nascente. Non mancheranno gli atti di vera e propria intimidazione e aggressione da parte degli squadristi. Come membro della commissione per la stampa Binetti contrastò in particolare le misure restrittive nei confronti del settimanale «La Voce del popolo» richieste da esponenti fascisti e disposte dal prefetto. Fu presidente di sezione della Corte di Appello. Subentrando a Giuseppe Libretti dal 10 marzo 1956 al 1961 fu anche presidente dell'Amministrazione degli Spedali Civili di Brescia. Sotto la sua presidenza fu avviato il completamento del progetto originario dell’ingegner Angelo Bordoni di realizzazione del padiglione per le malattie infettive.​

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27/09/2024, 15:50

Treccani degli Alfieri Giovanni

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Montichiari 3 gennaio 1887 - 6 luglio 1961

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4 min

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Anni 1960 - 1969

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Industriale, fondatore dell’Istituto per l’Enciclopedia italiana , promotore della fondazione per la Storia di Brescia​, politico

​​Industriale e mecenate, fondatore dell’Istituto per l’Enciclopedia italiana e promotore della fondazione per la Storia di Brescia, senatore. Nato a Montichiari, figlio di un farmacista, secondo di sei figli. La famiglia non era ricca ma abbastanza abbiente da essere in grado di far studiare i figli. A 18 anni si trasferì a Milano per lavorare in un’azienda tessile. Qui rimase stupito davanti a una macchina programmata che muoveva da sola i licci e faceva passare ora un filo ora l’altro fino a comporre disegni anche complessi. Prese allora la decisione di diventare un tecnico tessile. Per specializzarsi si trasferì a Krefeld nel nord est della Germania per frequentare una scuola tecnica nella quale si faceva esperienza sulle macchine. Tornato in Italia iniziò a lavorare come operaio in una fabbrica tessile a Milano. Nel 1898 si spostò nel Vicentino al Lanificio Rossi di Schio, azienda di cui in pochi anni diventerà direttore generale. Nel 1911 tornò nel Milanese salvando dal fallimento il Cotonificio Valle Ticino di cui diventerà poi proprietario e intorno al quale sorsero nuove aziende tessili; apportò notevoli perfezionamenti al macchinario tessile occupandosi anche di aziende chimico-meccaniche per la produzione di fibre nazionali. È noto soprattutto per la sua attività di mecenate. Impiegò gran parte delle sue risorse finanziarie a sostegno degli studi e delle istituzioni culturali. Nel 1921 venne in aiuto dell'Accademia dei Lincei, allora in condizioni molto critiche, e nel 1923 a Parigi acquistò per cinque milioni di lire la famosa Bibbia di Borso d'Este, restituendola poi allo Stato italiano. Nel 1924 Giovanni Gentile gli propose un progetto di enciclopedia nazionale che suscitò il suo interesse. Durante il suo periodo di studio in Germania aveva infatti potuto notare come i giovani tedeschi facessero uso di enciclopedie e dizionari, mentre mancava nel panorama culturale italiano un'enciclopedia nazionale. Convinto che “spetta a coloro che in un determinato momento detengono la ricchezza promuovere atti di generosità e di rischio perché solo facendo compiere al capitale un’alta funzione sociale esso può essere benedetto anziché odiato”, nel 1925 gettò le basi di quello nel 1933 diventerà l'Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani, società di importanza nazionale, con la partecipazione di cinque grandi enti. Vicepresidente insieme a Gentile del nuovo Istituto, presieduto da Guglielmo Marconi, ne fu nominato presidente onorario nel 1954. Nel 1960 diede vita alla fondazione per la Storia di Brescia.

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27/09/2024, 15:49

Carrara Ida

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Brescia 22 settembre 1883 - 9 luglio1960

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3 min

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Anni 1960 - 1969

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Infermiera

​​Instancabile fino alle ultime ore della sua vita nell’esercizio della carità, si contraddistinse per la dedizione alle opere di misericordia nei confronti di poveri e bisognosi. Infermiera volontaria della Croce Rossa Italiana dal 1912, diplomata infermiera nel 1915 fu sempre presente dalla prima guerra mondiale in tutte o quasi le opere assistenziali bresciane. A fianco dei soldati feriti negli ospedali per tutti aveva parole di conforto. Nel 1930 si fece promotrice in tutta la città con Speranza Folonari delle Conferenze Femminili delle San Vincenzo e si distinse nel sostegno alla Casa del Povero (poi adibita al Dormitorio della San Vincenzo) e alla Casa della Povera. Nel 1930 diede inizio alla Messa del Povero prima nella Chiesa del Buon Pastore e poi nella Chiesa di San Giuseppe. Si portava di persona nei vari dormitori e avvisava gli interessati che la domenica si sarebbe celebrata una messa appositamente per loro seguita dalla dispensa del pane e di sussidi e indumenti per i più bisognosi.  Un’iniziativa che riprese vigore nel 1942 con l'intervento a Brescia di Giorgio La Pira. Visitatrice delle carceri vi compì un immenso bene. Ispettrice provinciale delle Infermiere Volontarie dal 1935 al 1945 fu l'animatrice dell'assistenza durante la seconda guerra mondiale. Fu anche anima della Charitas vescovile e di altre opere fra cui l'assistenza alle sordomute della Scuola di Vita Familiare. Fu inoltre "cassiera" della Gioventù Femminile di Azione Cattolica. Paziente, premurosa, generosa e fiduciosa, si era creata attorno un’atmosfera di sincera simpatia, non solo fra i suoi assistiti, ma anche da parte delle autorità. Pareva che nulla si potesse fare nell’ambito assistenziale senza aver sentito il suo parere o senza averla avvisata. Le sue attenzioni preferite erano per i bimbi provati dalla sventura. Si preoccupava di collocarli nei diversi istituti e per tutti si dava da fare per pagare le rette. Arrivò a sostenere fino a 400 bambini accolti nelle varie strutture.​

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27/09/2024, 15:52

Festival dei Sapori

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25 e 26/10 a Mo.Ca

Data:

29 ottobre 2019

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4 min

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​​​Il Festival dei Sapori, in programma il 25 e il 26 ottobre a Mo.Ca (via Moretto 78) dalle 9 alle 23, è un evento dedicato alla valorizzazione della cultura enogastronomica della nostra provincia nel segno di East Lombardy, il progetto di promozione del turismo e dell’agricoltura che il Comune di Brescia condivide con Bergamo, Cremona e Mantova. Sostenibilità e attenzione ai cambiamenti climatici caratterizzeranno questa edizione, realizzata in collaborazione con Slow Food Brescia, che coinvolgerà 12 cantine e 14 trattorie.

Il palinsesto alterna momenti di approfondimento culturale organizzati in collaborazione con Slow Food come il “Rilancio del Marrone Bresciano e recupero della bilina”, laboratori didattici sui cereali, miele e api e cambiamento climatico e la presentazione del nuovo progetto dell’associazione “Costruendo Ruraropoli. Il meglio della sostenibilità incontra la città” a degustazioni e ristorazione d’eccellenza.

Grazie alla collaborazione col progetto Valli Resilienti - Prealpi bresciane e con Nuova Orceania, con la conduzione di Marino Marini e Carlos Mac Adden si terrà anche la presentazione del secondo ricettario delle Valli Resilienti e la presentazione/degustazione dei piatti vincitori del secondo Concorso provinciale dei casoncelli bresciani. Tra un assaggio e una conferenza saranno aperte e visitabili tre mostre: “Fare CIBO. Il solo gesto esprime la vita” (G. Lukàcs) Fotografie di Fabrizio Ferri; “Luna, l’astro e l’estro” a cura di Renato Corsini, Elena di Raddo e Albano Morandi e la  Collezione permanente di Macof - Centro della Fotografia Italiana.

Ospite speciale della manifestazione sarà la città gemellata di Logroño (Spagna), che torna a far degustare i vini della Rioja che saranno abbinati anche alla “casoncellata” di sabato sera.

Novità di quest'anno, pizze e birre artigianali: sabato durante il mercato e fino a sera si potranno degustare pizze realizzate con prodotti del territorio e presidi Slow Food e birre di tre birrifici artigianali, tra cui anche un agribirrificio.

La musica avrà uno spazio nella rassegna con due concerti: venerdì sera si esibirà la giovanissima ed energetica brass band dei Big Oy Day, sabato sera sarà la volta della ricerca raffinata di Moai, una formazione di musicisti eclettici e valentissimi.

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29/10/2019, 08:34

Musica: fuoco dell'anima

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Rassegna concertistica

Data:

29 ottobre 2019

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1 min

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​​​​​​​L’Associazione Filarmonica Isidoro Capitanio – Banda cittadina organizza la rassegna “Musica: fuoco dell’anima”: quattro concerti che si terranno nella Sala del camino di Palazzo Martinengo delle Palle (via San Martino della Battaglia 18), tutti i sabato dal 5 al 26 ottobre 2019 alle 17.
Il programma spazia dal repertorio per liuto e voce del ‘500 e ‘600, alla musica strumentale barocca, all’ensemble di mandolini, al repertorio mandolinistico per concludersi con un appuntamento dal titolo “Clarinetto classico o clarinetto jazz?”.
L’ingresso è libero

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29/10/2019, 08:32

Approvazione PII ex Magazzini Generali

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Approvazione PII ex Magazzini Generali

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3 min

Aree tematiche
Piani attuativi approvati

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Variante al Programma Integrato di Intervento, conforme  al P.G.T. vigente,

riguardante l'area di Via Dalmazia – Via Don Bosco – Ex Magazzini Generali  di proprietà Nuovi Assetti Urbani S.p.A.

Il PII  ex Magazzini generali  di proprietà Nuovi Assetti Urbani  (N.A.U.)  prevede la riconversione di una vasta area in zona Via Dalmazia , Via Don Bosco

Con atto notaio Calini, in data 20 luglio 2015 rep. n. 100309 e racc. n. 34170, è stata sottoscritta una convenzione urbanistica (convenzione 2015) in variante del comparto A del PII Sannazzaro

In data 07 Marzo 2016 il Ministero per i Beni  e le Attività culturali  che ha dichiarato  l'immobile denominato "Le Casere" di interesse storico-artistico ai sensi dell'art. 10 –comma 3- del D.Lgs n. 42/2004 e s.m.i.,   rendendo di fatto inattuabile alcune previsioni del piano attuativo per cui si è reso necessario variare il  Programma  Integrato di Intervento conformemente alle previsioni del PGT 

ITER PROCEDIMENTALE

Ai sensi del combinato disposto degli art 92 e 14 della L.R. 12/2005 e s.m.i ,  si informa che la variante al P.I.I.  è stata :

- adottata con deliberazione della Giunta Comunale  n.  741/209075 P.G.  del  28.11.2017

- approvata con deliberazione della Giunta Comunale n 87 del 13.02.2018 PG 41214

Con deliberazione di G. C. n 465 del 7.09.2019 PG N.0184728/2019 è stata approvata una modifica della convenzione urbanistica.

I relativi allegati sono pubblicati in questa pagina  con la  denominazione " rev 2019"

Le deliberazioni di approvazione con i relativi allegati sono  depositate presso il Settore Pianificazione  Urbanistica unitamente a tutti gli elaborati  e sono  pubblicate sul  sito web del Comune di Brescia dalla data odierna.

Per informazioni è possibile contattare la segreteria del Settore  Pianificazione Urbanistica ai nn. 030 2978603

Responsabile del Procedimento è il Responsabile del Settore Urbanistica

 

Brescia,   28 ottobre 2019

 

 

Ulteriori informazioni possono essere assunte:

per l'aspetto amministrativo dalla Dott.ssa Laura Mazzucchelli 030 2978600 lmazzucchelli@comune.brescia.it

per l'aspetto tecnico dall'Ing. Barbara Bonomi bbonomi2@comune.brescia.it

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02/10/2024, 13:32

Tredici Mons. Giacinto

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Milano 23 maggio 1880 - Brescia 19 agosto 1964

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6 min

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Anni 1960 - 1969

Descrizione

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Vescovo
 
Milanese, appartenente a una famiglia della media borghesia industriale, a dieci anni entra nel seminario distinguendosi ben presto come uno degli alunni più diligenti e capaci. Le vicende che accompagnano l’affermarsi del movimento cattolico in ambito sociale nell’ultimo scorcio del XIX secolo lo vedono schierato tra i seguaci dell’intransigente Davide Albertario. Viene ordinato sacerdote il 23 novembre 1902 dal card. Carlo Andrea Ferrari e comincia il suo impegno di docente prima presso il collegio Rotondi di Gorla Minore, al liceo seminaristico di Monza e al seminario vescovile di Milano, poi.  Parallelamente partecipa all’intensa vita culturale milanese del tempo. In questi anni collabora con riviste culturali regionali e nazionali.
Nel 1924 viene nominato prevosto della parrocchia milanese di S. Maria del Suffragio. Sei anni più tardi il card. Schuster lo sceglie come vicario generale.
Nel concistoro del 22 dicembre 1933 papa Pio XI lo preconizza vescovo di Brescia; riceve l’ordinazione episcopale il 6 gennaio 1934 e fa il suo ingresso in diocesi il 3 febbraio successivo. Il 18 luglio dello stesso anno indice la prima visita pastorale, specificandone gli obiettivi: promuovere quel rinnovamento spirituale che rende più fiorente la vita religiosa e protegge i fedeli dai pericoli che minacciano la loro fede. Mons, Tredici avvia ufficialmente la visita pastorale il 15 agosto, solennità dell’Assunta e la chiude il 25 febbraio 1940 a Castenedolo. Pensa anche all’indizione di un sinodo diocesano, ma il precipitare degli eventi che qualche mese più tardi porteranno il Paese nel secondo conflitto mondiale, impongono il differimento dell’assise. Tre anni più tardi, ne indice una seconda che prende il via il 6 maggio 1943 ma dopo avere incontrato 42 parrocchie, con la caduta del fascismo e gli avvenimenti dell’8 settembre è costretto ad interromperla. Negli anni del fascismo, e ancora di più nel tragico triennio 1943-1945 l’azione di mons. Tredici muove da principi molto semplici: un cattolico ha il dovere di servire sempre la verità e la carità e nulla può dispensarlo da questi obblighi. 
In questo periodo non manca occasione, come testimoniano le pubblicazioni sul Bollettino ufficiale della diocesi, per condannare l’odio, il razzismo, la sopraffazione, la violenza, la vendetta e la rappresaglia e per affermare, al contrario, la libertà dello spirito, i diritti della persona, la difesa dei perseguitati, obblighi a cui il cattolico non può mancare, anche a costo di farsi “chiudere la bocca”. Le difficoltà diventano ancora più evidenti nella stagione della Repubblica di Salò, anche in questo mons. Tredici ribadisce la sua posizione. 
Dopo la Liberazione, nel luglio 1945, riprende la visita pastorale interrotta con l’intenzione di incontrare i sacerdoti e i fedeli per conoscerne problemi e difficoltà della ricostruzione. Questo secondo cammino si conclude nel 1952. Il primo giugno dello stesso anno indice il Sinodo diocesano, che apre solennemente in cattedrale il 14 ottobre per chiudersi il giorno successivo. Tra i temi in discussione la vita individuale del sacerdote, le sue virtù, il suo apostolato. 
Il 14 luglio del 1954 mons. Giacinto Tredici indice la terza visita pastorale alla diocesi, le fatiche del lungo episcopato e l’età avanzata non consentono, però, al Vescovo di portare a termine questo nuovo impegno, che si interrompe con l’incontro di 90 comunità parrocchiali. 
Sotto il suo episcopato prende corpo il progetto del nuovo Seminario diocesano, con la posa della prima pietra il 10 ottobre 1954.
Partecipa alle prime sessioni del Concilio Vaticano II e corona il suo episcopato con l’elezione al soglio pontificio di Paolo VI. Nell’ottobre 1963 presiede il grande pellegrinaggio diocesano a Roma per rendere omaggio al nuovo pontefice. Nel mese di novembre partecipa alla seconda sessione conciliare.
Il 19 agosto 1964 muore in episcopio. È sepolto in cattedrale, ai piedi dell’altare del S.S. Sacramento.
 
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27/09/2024, 15:51

Marzoli Luigi

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Palazzolo sull'Oglio 23 agosto 1883 - 26 aprile 1965

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5 min

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Anni 1960 - 1969

Descrizione

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​Imprenditore e collezionista
 
Amava la lotta greco-romana, il canto e la musica, la meccanica e l'arte. "Ingegno aperto e indole sobria" caratterizzarono Luigi Marzoli, erede della grande famiglia imprenditoriale che portò a Palazzolo il titolo di "Manchester italiana". Aveva iniziato gli studi nella sua cittadina natale e li aveva completati all'Istituto tecnico "Esperia" di Bergamo. Da ragazzo aveva frequentato le palestre di lotta, sotto la guida di Emilio Raicevich, fratello del campione mondiale della specialità. A vent'anni, il padre lo mandò in Inghilterra perché frequentasse una scuola industriale d'avanguardia, ma al tempo stesso si facesse le ossa nella Platt, la principale fabbrica di macchine per l'industria cotoniera. Fece esperienza poi in altre fabbriche, a Rochdale, Oldham, Coventry e Sheffield. A questa solida esperienza si deve il fatto che, una volta tornato nell'impresa paterna, rivoluzionasse macchinari e metodi di lavorazione da destinare a filatoi modernissimi, conquistando un mercato sempre più vasto, a cominciare dalle valli bresciane e bergamasche. Iniziò anche a modificare e perfezionare macchine importate dalla Svizzera e dall'Inghilterra per la lavorazione del ryon e delle fibre sintetiche. Sotto la sua guida, la fabbrica di famiglia passò da poche decine di dipendenti a 250, esportando macchinari in Francia, Inghilterra, Polonia e Austria. Nel 1930 venne nominato Cavaliere del lavoro. Dal 1934 fu per dieci anni presidente dell'Unione industriali della Provincia di Brescia, nel 1939 divenne presidente del Consiglio Provinciale dell'Economia e poi consigliere della Camera di Commercio. Fu particolarmente attento alla formazione, diventando membro del Consiglio di amministrazione della Scuola Moretto. Nel 1949 fu il primo tecnico italiano insignito della laurea in ingegneria, honoris causa, negli Stati Uniti. Si impegnò anche nella vita sociale e amministrativa: come esponente liberale fu assessore comunale a Palazzolo, finanziò e sostenne la scuola professionale, gli istituti tecnici e la scuola serale e festiva di disegno. Con i fratelli diede vita all'Istituzione Marzoli, che comprendeva una casa del giovane, una casa della giovane ed un centro culturale ed educativo. Nel 1956, Papa Pio XII lo insignì della Commenda dell'Ordine di san Gregorio Magno.
Molti anni di riceche e studi, Luigi Marzoli dedicò alla collezione d'armi, poi raccolte nel museo del Castello a Brescia. Si tratta di migliaia di pezzi, in particolare risalenti al periodo compreso fra il XV e il XVIII secolo, comprendenti armature, elmi, armi bianche, scudi, aste, barde e armi da fuoco. La raccolta ebbe un suo primo momento di gloria nella rassegna allestita in Castello, a Brescia, nel 1954.  La collezione fu ulteriormente ampliata e oltre mille pezzi vennero trasferiti a Brescia per costituire il Museo della armi Luigi Marzoli, nel Mastio Visconteo del Castello sul Cidneo. È tutt'ora una delle più interessanti e ricche raccolte d'armi in Europa. La passione più generale di Luigi Marzoli per l'arte trovò anche modo di esprimersi quando, avuta la disponibilità di Palazzo Duranti a Palazzolo, già acquistato dal padre nel 1927, lo fece restaurare e vi allestì una quadreria di grande interesse. 
 
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27/09/2024, 15:50