Locali di pubblico spettacolo

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Modalità istruttorie per l'ottenimento delle licenze di agibilità e pubblico spettacolo svolte presso locali di pubblico spettacolo quali teatri, cinematografi, sale convegni, auditori, esercizi pubblici, discoteche e similari, e più precisamente:

  • apertura nuovi locali di pubblico spettacolo;
  • subingressi nella gestione di locali di pubblico spettacolo esistenti; 
  • modifiche strutturali apportate in locali di pubblico spettacolo esistenti;
  • rinnovi senza modifiche per licenze di locali di pubblico spettacolo esistenti.

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Per informazioni aggiuntive è possibile contattare l'ufficio di riferimento oppure l'Ufficio Relazioni con il Pubblico scrivendo una mail all'indirizzo urp@comune.brescia.it.

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Piazza della Loggia

Dettagli della notizia

Descrizione breve
Piazza della Loggia venne progettata in piena epoca rinascimentale, e verso la fine del XV secolo si cominciò la costruzione vera e propria. La piazza divenne subito il cuore pulsante della città sia per la sua posizione sia per la presenza della Loggia, anch'essa ultimata nel 1574 sotto la direzione di Filippino de' Grassi per divenire sede della vita amministrativa cittadina negli anni.

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Piazza della Loggia venne progettata in piena epoca rinascimentale, e verso la fine del XV secolo si cominciò la costruzione vera e propria. La piazza divenne subito il cuore pulsante della città sia per la sua posizione sia per la presenza della Loggia, anch'essa ultimata nel 1574 sotto la direzione di Filippino de' Grassi per divenire sede della vita amministrativa cittadina negli anni.

Tutto intorno alla piazza si trovano edifici cinquecenteschi in chiaro stile veneziano di forte impatto visivo. Di fronte alla Loggia, nel lato orientale, troviamo i portici, anch'essi in stile rinascimentale, sormontati dalla " torretta dell'Orologio", denominata così per la presenza di un antico orologio del 1546. 

Di particolare significato artistico, l'orologio presenta ai quattro angoli altrettanti angioletti in rame dorato a simboleggiare i venti, e due statue maschili in bronzo chiamate in dialetto bresciano "i macc de le ure", che scandiscono le ore diurne battendo il martello sulla campana posta in cima all'orologio. 

Sul lato meridionale della piazza troviamo l'edificio del Monte di Pietà, eretto tra il 1484 ed il 1489, che presenta nella parte inferiore una piccola loggia veneta divisa in due arcate. La facciata principale è adornata da numerose iscrizioni di epoca romana, derivanti da materiali archeologici riutilizzati per la sua costruzione. Nella parte superiore invece si compone di una loggetta con 7 piccoli archi e un balcone (probabilmente usato come pulpito per le orazioni). 

La diramazione nord orientale della piazza ospita il monumento alla Bella Italia, eretto per mano dello scultore Giovanni Battista Lombardi nel 1864 in sostituzione della colonna veneziana con il leone di san Marco in cima, abbattuta dai rivoluzionari già nel 1797. 

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Piazza della Loggia - 25121
Ultimo aggiornamento

12/07/2024, 15:49

Piazza della Vittoria

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Piazza della Vittoria, progettata dall’architetto romano Marcello Piacentini e inaugurata nel 1932, sorge in luogo dell'antico quartiere medioevale abbattuto nell'ambito di un vasto progetto di risistemazione della città secondo il nuovo piano urbanistico fascista.

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Andarono distrutte “le pescherie”, la zona mercantile ed artigianale per eccellenza della città dal XV secolo in poi, ma anche importanti resti dei Romani e dei Longobardi che qui avevano posto il palazzo ducale, la curia ducis, poi denominata Cordusio.

La piazza risente del neoclassicismo monumentale del Piacentini che qui è riuscito a combinare elementi classici come l'arco, il timpano, l'ordine architravato, pur mantenendo un certo rigore ed una semplicità formale. Il lato nord della piazza è occupato da Palazzo delle Poste rivestito in travertino; a ovest si erge il Torrione alto 60 metri e rivestito in cotto; sull'angolo nord-est si affaccia il Quadriportico, sopra il cui accesso s'innalza la Torre della rivoluzione con l'orologio.

La piazza era stata progettata per raccogliere le grandi adunate: per questo fu posto l'Arengario, pulpito in pietra porfirica rossa di Tolmezzo ornato di bassorilievi che rappresentano scene della storia di Brescia, opera di Antonio Maraini. 

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Dove

Piazza della Vittoria - 25121
Ultimo aggiornamento

12/07/2024, 15:48

Teatro Grande e il Ridotto

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Descrizione breve
Il Teatro Grande, opera del 1739 dell’architetto Carlo Manfredi, sorge nello stesso luogo dove, un secolo prima, nel 1664 era nato il primo teatro pubblico a Brescia, voluto dall’Accademia degli Erranti. Vennero aggiunte, ideate da Gaspare Turbino, nel 1789 la fac­ciata con le tre grandi arcate che s'inseriscono nei portici di Corso Zanardelli e, successiva­mente, la scalinata monumenta­le che conduce all'entrata del Teatro.

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La sala teatrale, progettata in stile neoclassico dall'architetto Luigi Canonica nel 1806, a forma di ferro di cavallo, presenta cinque ordi­ni di palchi con loggette affre­scate e arricchite da stucchi e decorazioni dorate; per la decorazione (persa nel 1860 per introdurre l’illuminazione a gas ma rifatta pochi anni dopo) Giuseppe Teosa si ispirò alla Scala di Milano. 

Il Ridotto, uno dei più pregevoli esempi del Rococò bresciano, è una sala annessa al Teatro Grande costruita fra il 1761 e il 1769 dall'architetto Antonio Marchetti, secondo un progetto del padre Giovan Battista, utilizzata soprattutto per i concerti came­ristici. A pianta rettangolare con un ordine gigante per i primi due piani sormontato da un loggiato in ordine attico, la sala presenta ricche decorazioni con affreschi, stucchi dorati, spec­chi e tre ordini di balconcini che permettono agli spettatori di affacciarsi. Pregevole è il soffitto con la finta balaustra che dà sul cielo, animato da numerose figure di divinità olimpiche, dipinto da Francesco Zugno, allievo di Tiepolo, Pietro Scalvini e Francesco Battaglioli (architetture prospettiche).

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Corso Giuseppe Zanardelli 9/A - 25121
Ultimo aggiornamento

11/06/2024, 15:20

Avvisa Brescia

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Protezione Civile

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AvvisaBrescia è uno strumento già in uso a diversi Enti pubblici, che permette, appunto, di creare e gestire le comunicazioni con la popolazione tramite messaggi vocali/sms su telefoni fissi e mobili, con un servizio garantito 24/24 ore, e che, grazie ad opportune personalizzazioni, ha permesso al Comune di Brescia di prevedere comunicazioni mirate circa eventuale chiusure scuole, eventi meteorologici di portata anomala ed emergenze legate ai diversi rischi di protezione civile .

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Capitolium - Tempio Capitolino

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Descrizione breve
Il Capitolium fu eretto da Vespasiano nel 73 d.C., come testimonia la dedica in parte ricostruita sul frontone. L'area capitolina era occupata su tre lati da un terrazzo con al centro il tempio e ai lati due ali di portico prolungate verso il Foro. La scalinata in marmo, oggi restaurata e reintegrata con mattoni, portava al podio del pronao rialzato, caratterizzato da un avancorpo centrale a sei colonne corinzie di circa 11 metri, ricomposte nella ricostruzione ottocentesca.

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Il Tempio Capitolino presenta tre aulae separa­te da intercapedini; grandi porte architravate introdu­cono alle celle. Al centro i sacelli presentano un podio; da notare i pavimenti a lastre marmoree, ben conservati nella cella centrale e in quella di sinistra. Le pareti erano probabilmente rive­stite di marmo e decorate da para­ste, corinzie come le colonne della fronte. Il tempio chiudeva a nord il Foro ed era collegato al decumano da una scalinata centrale fra due tratti di muro ad arcate cieche. 

Tracce di abitazioni, sepolture e impianti produttivi di epoca longobarda sono ancora presenti nell'area archeologica monumentale, sovrapposti o inseriti tra i resti di edifici di culto di età antica. Per questo motivo l'area archeologica è inserita nel 2011 nella Lista Patrimonio Mondiale dell'UNESCO, insieme al complesso di San Salvatore-Santa Giulia.     

Il Foro, cuore civico e religioso della Brixia romana, definitivamente sistemato in epoca flavia (69-96 d.C.), era di forma rettangolare, lungo circa 139 metri e largo 40 delimitato a sud dalla curia e a nord dal decumano massimo. I lati est, ovest e sud del Foro erano cinti da un portico a doppio ordine di colonne riccamente decorato, sul quale si affacciavano numerose botteghe. La Basilica era situata sul lato meridionale del foro: resti del prospetto di questa costru­zione, con alte lesene corinzie scanalate entro cui si aprivano finestre e portali modanati, si vedono oggi incorporati al numero 3 di piazzetta Labus, sede della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia. Al piano terra, in una piccola area archeologica, sono visibili i resti della basilica e del Foro di età augustea. 

Del Foro è visibile una colonna monoliti­ca di 6,5 m in marmo con capitello corinzio sul lato est della piazza, a 4,5 metri sotto il dislivello dell’attuale piano stradale, reintegrata delle parti mancanti con mattoni negli anni Trenta. 

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Dove

Via dei Musei 55 - 25121
Ultimo aggiornamento

11/06/2024, 15:47

Museo di Santa Giulia

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Descrizione breve
Il Museo della Città, unico in Italia e in Europa per la sua concezione espositiva e la sua sede, è ospitato in un complesso monastico di origine longobarda. Con un'area espositiva di circa 14.000 metri quadrati, offre un viaggio affascinante attraverso la storia, l'arte e la spiritualità di Brescia, dalla preistoria ai giorni nostri.

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Il monastero di San Salvatore, detto in seguito di Santa Giulia (915) venne fondato per volontà del re longobar­do Desiderio e di sua moglie Ansa nel 753 d.C., su un'area archeologicamente molto ricca, come si vede dai resti di domus romane rinvenute a metà Ottocento sotto la basilica di San Salvatore e nell'ortaglia di Santa Giulia. 

I molti ampliamenti e ricostruzioni succedutesi nei secoli, hanno dato forma al complesso articolato attorno a tre chiostri, così come possiamo ammirarlo oggi. Sono particolarmente significativi quelli operati in età comunale (XII sec.: ricostruzione dei chiostri, ampliamento della cripta di San Salvatore, edificazione di Santa Maria in Solario) e nel tardo sec. XV (radicale ricostruzione dei chiostri cui fu aggiunto quello settentrionale dei dormitori, elevazione del Coro delle monache e spostamento della facciata della chiesa di San Salvatore, che venne a sua volta distrutta e ridisegnata completamente dall’edificazione nuova chiesa di Santa Giulia, terminata nel 1499). 

Il monastero benedettino femminile ebbe vita fiorente: divenne uno dei centri conventuali più ricchi ed importanti del nord Italia, con possedimenti in ogni parte della penisola, anche grazie ai lasciti delle monache, frequentemente di aristocratiche famiglie. Il complesso monastico diede rifugio fino alla morte la figlia di Desiderio ripudiata da Carlo Magno, Ermengarda, protagonista poi dell'opera manzoniana Adelchi. Il monastero venne sop­presso nel 1798 in seguito alle leggi rivoluzionarie giacobine, poi ridotto a caserme, spogliato dei suoi beni fino al totale abbandono e degrado. Il suo recupero si deve alle opere di scavo e restauro avvenute a fine Ottocento. Nel 1882 la chiesa di Santa Giulia, annessa al complesso, divenne il primo museo civico cittadino con il nome di Museo dell’Età Cristiana. Le operazioni di recupero architettonico proseguirono per più di un secolo, tanto che solo nel 1966 il Comune di Brescia entrò in possesso dell'intera area, oggi nominata Corridoio UNESCO.

La visita al Museo di Santa Giulia inizia dai sotterranei, un tempo destinati a cantine e depositi, ove si ripercorre la storia del popolamento del territorio bresciano dai primi insediamenti dell'Età del Rame sino alla romanizzazione. I materiali più antichi, provenienti dalle aree meridionali della città, risalgono al terzo millennio a.C. e testimoniano il momento in cui l'uomo acquisisce padronanza nella produzione agricola e artigianale. 

L'età romana è documentata in tutti i suoi aspetti, sia pubblici che privati. All'epoca di Vespasiano Brescia fu dotata di un centro monumentale che attorno al foro organizzava il Capitolium, basilica e teatro. Plastici, stazioni informatiche e reperti archeologici monumentali consentono ipotesi ricostruttive degli edifici che dovevano contenere i celeberrimi bronzi che furono scoperti il 20 Luglio 1826 nell'intercapedine fra il retro del Tempio Capitolino e il colle Cidneo. Probabilmente erano tutti impiegati nel Tempio stesso: il più famoso è la "Vittoria Alata", nata forse come Venere e trasformata all’epoca di Vespasiano, quando divenne ex ­voto imperiale. Pregevoli sono anche i ritratti in bronzo dorato di imperatori romani. 

Accanto ai monumenti pubblici, rendono unica la sezione i resti delle case private, fra cui spiccano le cosiddette Domus di Dioniso e Domus delle Fontane, con il loro corredo di affreschi, mosaici e suppellettili di vita quotidiana. 

L'arrivo in territorio bresciano delle popolazioni di origine germanica, Goti, Longobardi e Franchi segna il passaggio dall'arte tardo antica a quella alto medievale. Il paesaggio urbano ne risulta profondamente modificato con l'abbandono degli edifici monumentali romani, la costruzione di modesti edifici in legno e fango, la riduzione a coltura di ampi settori urbani. In questo periodo si realizza la fondazione del monastero di San Salvatore che in breve assunse un importante ruolo religioso, politico ed economico e che segna la graduale ripresa della vita civile. 

L'epoca medievale si apre con le testimonianze legate al periodo comunale, costituite soprattutto da reperti che provengono da edifici scomparsi. Si segnalano gli affreschi dal Broletto, il marmoreo San Faustino a cavallo da Porta Pile, la statua-fontana di Berardo Maggi dal convento di San Barnaba. 

La visita prosegue nella chiesa di San Salvatore e nell'antico refettorio quattrocentesco, vasto ambiente diviso in due navate da poderose colonne, ove sono presentati materiali provenienti da monumenti della città che ci accompagnano dallo stile tardo gotico al pieno Rinascimento. 

Sulle fondamenta della prima chiesa, ne fu costruita nell' VIII secolo una seconda, lunga 40 metri, a tre navate divise da colonne con pregevoli capitelli. Nella secon­da metà del Quattrocento la facciata della basilica fu distrutta dalla costruzione di un nuovo coro delle monache, l'attuale presbiterio della chiesa di Santa Giulia. Dell'VIII secolo sono i resti a stucco (nella navata centrale e nella navatella settentrionale). Parte della navatella di destra è occupata dalla base del campanile, eretto fra il XIII e il XIV secolo e decorato nella parte inferiore dal Romanino (sec XVI). Le cappelle settentrionali aperte nel secolo XIV, presentano decorazioni, fra cui, nella seconda, affreschi di scuola lombarda del penultimo quarto del XIV secolo, e nella prima un ciclo di affreschi cinquecen­teschi. La zona absidale della cripta presenta frammenti di affreschi dei secoli VIII e IX. Nel XIII secolo venne ampliata con colonne dagli interessanti capitelli figurati, di scuola di Benedetto Antelami. 

Fulcro della sezione successiva è l'edificio di Santa Maria in Solario, sacello del XII secolo, che era uti­lizzato come "oratorio" del monastero. Alla sommità della costruzione, che ha pianta quadrata, poggia un tiburio ottagonale con loggetta cieca. L'interno si sviluppa su due piani collegati da una scala in pietra costruita nello spessore della parete. Il piano inferiore presenta al centro un'ara roma­na dedicata al dio sole, su cui poggia il pilastro centrale del vano. Il piano superiore, con copertura a cupola, è ricoperto di affreschi per la maggior parte di Floriano Ferramola (XVI secolo). È qui esposto il tesoro di Santa Giulia, comprendente la Lipsanoteca (scrigno d'avo­rio per le reliquie, istoriato con episodi dell'Antico e del Nuovo Testamento) e la grande Croce di re Desiderio (opera di orefi­ceria del IX secolo, ricca di gemme, rari cammei e vetri dipinti, tra cui quello famoso con tripli­ce ritratto, del IV secolo). 

Il complesso di San Salvatore e di Santa Giulia, insieme al Tempio Capitolino, è inserito nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO dal 2011.

 

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Via dei Musei 81/b - 25121
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12/07/2024, 12:38

Prenotazioni Sportello Tari

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Il servizio di prenotazione appuntamenti agli sportelli Tari con Aprica. La procedura di prenotazione consente, in pochi passaggi, di scegliere il tipo di appuntamento di cui si ha bisogno.Completato il processo di prenotazione, si riceverà una email di conferma contenente il QRcode da presentareil giorno dell'appuntamento per effettuare il check-in attraverso i totem dedicati.

Attraverso la piattaforma è possibile anche modificare o annullare la propria prenotazione.

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Calcolo Tasi

Servizio calcolo Tasi online
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Servizio per il calcolo Tasi online in collaborazione con ANUTEL.

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Piazza Paolo VI

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Piazza Paolo VI, di origine medioevale, rappresenta il cuore della città per gli importanti edifici storici che vi si affacciano, simboli delle libertà civili e delle tradizioni religiose bresciane. Sul lato est si allineano il palazzo del Broletto, comprendente la torre civica e la loggia delle grida e le due cattedrali denominate Duomo Nuovo e Duomo Vecchio.

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Piazza Paolo VI, di origine medioevale, rappresenta il cuore della città per gli importanti edifici storici che vi si affacciano, simboli delle libertà civili e delle tradizioni religiose bresciane. Sul lato est si allineano il palazzo del Broletto, comprendente la torre civica e la loggia delle grida e le due cattedrali denominate Duomo Nuovo e Duomo Vecchio. Il Broletto è il più antico palazzo pubblico della città, sede delle magistrature civiche in età comunale. Occupa un intero isolato con una corte centrale costruita in diverse fasi, dall'età medievale fino al '600, quando fu realizzato il solenne porticato settentrionale. Oggi ospita la Prefettura, un posto di Polizia, l'Amministrazione Provinciale e Uffici Comunali. 

Il Duomo Nuovo (1604-1825) lascia trasparire i segni della lunga storia della sua costruzione nelle caratteristiche barocche (della parte inferiore) e rococò (della parte superiore) dell'imponente facciata in pietra di Botticino. Il Duomo Vecchio o Rotonda, risalente al XII secolo, è un raro e notevole esempio di edificio medioevale circolare in pietra, che racchiude numerose opere d'arte. All’esterno è ancora possibile osservare l'antico livello della città.
Verso sud la piazza è chiusa dal palazzo della banca, opera del primo '900 dell'architetto Antonio
Tagliaferri.


Sul lato ovest sono da segnalare, quasi di fronte al Broletto, un palazzetto in stile neoclassico (1809), con due grandi colonne joniche centrali e la Casa dei Camerlenghi (amministratori finanziari durante la dominazione veneta) con le trifore quattrocentesche. Dal sottostante passaggio di origine medievale ci si avvia verso i portici di via Dieci Giornate, edificati lungo il perimetro delle antiche mura romane. 

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Piazza Paolo VI - 25121
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12/07/2024, 14:49