Mons. Giuseppe Almici

Mons. Giuseppe Almici
fotografia mons.Giuseppe Almici 

Vescovo ausiliare di Brescia e Vescovo di Alessandria

Mons. Giuseppe Almici è stato un vero protagonista della storia della Chiesa bresciana ed alessandrina nel periodo che va dal 1928 al 1985, attraversando i tempi bui del fascismo e della guerra e le vivaci pulsioni della ricostruzione e del Concilio Vaticano II.
Nato a Zone il 4 febbraio del 1904, da famiglia numerosa e ancorata ai tradizionali valori religiosi e civili, prima di diventare vescovo di Alessandria, ha avuto ruoli e posizioni di grande importanza nel Bresciano, e non solo in campo pastorale ed ecclesiastico. Giuseppe è il terz’ultimo di undici figli. Ragazzo vivace e intelligente, riesce a studiare da privatista durante gli anni della Grande guerra, e solo nel 1919 riesce ad entrare in seminario.
Viene ordinato sacerdote il 2 giugno 1928, da mons. Giacinto Gaggia. Subito dopo ottiene la licenza in Teologia dogmatica e viene nominato superiore al Seminario che si apre a Botticino Sera.  Nel 1935, mons. Giacinto Tredici, appena diventato vescovo, lo nomina assistente diocesano degli Uomini di Azione Cattolica. Sono gli anni dello scontro duro con il regime fascista, ma anche quelli della formazione di esponenti cattolici che avranno un ruolo importante nella Resistenza e nella ricostruzione post-bellica.  Occasione decisiva sono le seguitissime Scuole di dottrina sociale, che vengono proposte a livello parrocchiale.
Don Almici è tra i promotori del movimento clandestino cattolico durante la Resistenza, con Andrea Trebeschi, Pietro Bulloni, Guido Salvadori, padre Manziana, don Vender e padre Rinaldini. Per miracolo sfugge alla cattura nei giorni della fucilazione di Astolfo Lunardi. La classe dirigente che si raccoglie intorno alla Dc dopo la Liberazione è in larga misura la stessa che negli anni precedenti aveva avuto come punto di riferimento casa Almici, in via Carlo Cattaneo. L’Azione Cattolica è sempre il suo campo prediletto di impegno.
Nel giugno 1960 la Santa Sede lo nomina Prevosto Mitrato della Parrocchia dei Santi Nazaro e Celso. Nell’aprile 1961 è preconizzato vescovo ausiliare di Brescia; la consacrazione avviene il 28 maggio, in Cattedrale. Tra i doni, riceve anche un anello pastorale inviato dal cardinale Giovan Battista Montini, allora arcivescovo di Milano. L’annuncio della sua nomina a vescovo di Alessandria viene dato il 16 gennaio 1965; l’ingresso avviene il 19 marzo. La sua opera è dedicata in particolare alla diffusione dello spirito conciliare. Resta alla guida della diocesi piemontese fino al 1980, quando rimette il mandato per raggiunti limiti di età. Torna a Brescia e risiede al Centro pastorale Paolo VI, dove spira la sera del 24 settembre 1985.

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