Cos'è?
Sabato 25 novembre alle 15 nei locali di Macof - Centro della fotografia italiana di Brescia, in Via Moretto 78, sarà inaugurata la mostra fotografica “Dieci anni e ottantasette giorni” di Luisa Menazzi Moretti sulla vita e le parole dei detenuti nel braccio della morte
Dopo il successo della mostra alla Biennale di Fotografia di Berlino il premio dell’International Photography Awards di New York del 2016, arriva anche a Brescia, a conclusione del programma “Bergamo-Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023”, il progetto fotografico sulla pena di morte.
La mostra è composta da diciassette immagini il cui titolo fa riferimento al tempo medio che un condannato attende nel braccio della morte dalla senteza all’esecuzione. Si tratta di opere che trasformano in immagini le frasi, le dichiarazioni e i testi delle lettere scritte dai detenuti del carcere di Livingston, vicino ad Huntsville, in Texas, in attesa dell’esecuzione. Fotografie singole, dittici o trittici di grande formato con accanto i testi delle lettere conservate nella Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.
Le fotografie di Luisa Menazzi Moretti non raccontano le parole, ma danno forma e immagine ai pensieri degli uomini e delle donne che le hanno scritte e pronunciate: l’opera immortala la solitudine, i silenzi, crea uno stato d’animo e innesca una comunicazione non verbale. Non parla di morte, ma narra la vita sospesa dentro quel luogo e in quello Stato americano (dove l’artista ha vissuto per molti anni) in cui, dal 1982 al marzo di quest’anno, sono stati giustiziati 583 detenuti.
La mostra sarà visitabile fino al 24 dicembre dal martedì alla domenica dalle 15 alle 19.
Ingresso 5 euro.