Arturo Benedetti Michelangeli

Arturo Benedetti Michelangeli
fotografia Arturo Benedetti Michelangeli 

Musicista, pianista, direttore d’orchestra

 
Arturo Benedetti Michelangeli è considerato uno dei più grandi interpreti del Novecento del repertorio pianistico ed è celebre per la maestria, il perfezionismo nello studio e nell’esecuzione, l’alone di leggenda e il carattere di evento che circondava le sue esibizioni nei teatri e nelle sale da concerto di tutta Europa. Celebrati, da critici e ammiratori, la sua tecnica prodigiosa, il nitore del suono, la delicatezza del tocco, l’espressività delle interpretazioni. Una schiera di ammiratori di tutto il mondo seguì la carriera di colui che è considerato un genio assoluto nella storia della musica.
Ammesso giovanissimo (a 4 anni) al Civico Istituto Musicale «Venturi», continuò gli studi col maestro Chimeri e, a Milano (a 11 anni), col maestro Anfossi ove si diplomò (1934); partecipò allo “Ysaÿe International Festival” di Bruxelles, suo primo concerto internazionale (1938); si classificò primo assoluto al Concorso Internazionale di Ginevra (1939) venendo paragonato da insigni membri della giuria al «Nuovo Liszt». Fu titolare della Cattedra di Pianoforte, per “chiara fama”, nel Conservatorio Musicale di Bologna dal 1940, poi di quella dei Conservatori di Venezia (1945) e di Bolzano (1950-59); fondò e diresse una Scuola di perfezionamento a Moncalieri (Torino) nel 1961. Inoltre svolse annuali corsi estivi per giovani concertisti di ogni paese nell'Accademia Pianistica Internazionale di Arezzo (1963).
Nella sua città animò le stagioni concertistiche della Società dei concerti nell’immediato dopoguerra, facendone l’occasione per riaffermare, anche in chiave musicale, la rinascita di Brescia dopo la fine del conflitto mondiale. Fondò il Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo (1964) e ne fu il direttore artistico per tre anni; dal 1969 si stabilì in Svizzera a Lugano, poi a Ginevra, indi a Monaco (1971) ove, in estate, tenne corsi anche gratuiti di perfezionamento di interpretazione pianistica. Tornò in Italia solo per concerti di beneficienza: nel 1977 e nel 1987 nella sala Nervi in Vaticano. Risale al 1980 il suo ultimo concerto a Brescia, in ricordo di Paolo VI. In precedenza era stato protagonista di memorabili concerti tenuti alla Scala di Milano, al Maggio Musicale Fiorentino, alla Fenice di Venezia, al San Carlo di Napoli, all’Accademia di Santa Cecilia a Roma. Il concerto di Amburgo del 7 maggio 1993 ha rappresentato l'ultima apparizione in pubblico dell'artista.
Le registrazioni di Benedetti Michelangeli sono considerate un punto di riferimento assoluto, che si tratti di brani di Debussy o Scarlatti, Chopin o Ravel, Schumann, Beethoven o Brahms.
La sua unica attività come compositore riguarda l’armonizzazione di diciannove canti popolari che dedicò alla S.A.T. di Trento.
Benedetti Michelangeli è stato anche generoso sostenitore di opere di carità che vanno da un ospedale ad Araripina (Pernambuco) in Brasile in cui, attraverso la Fondazione Marcello Candia, ha finanziato la costruzione di una sala parto, a una missione umanitaria in Cambogia nel 1980.
È stato accademico della Filarmonica Romana, dell'Accademia Cherubini di Firenze, dell'Accademia Santa Cecilia di Roma.
È stato socio corrispondente dell’Ateneo di Scienze Lettere e Arti di Brescia dall’11 dicembre 1971.
Brescia lo ha ricordato con la mostra “Il grembo del suono” (1996) a palazzo Martinengo e intitolandogli la piazzetta su cui si affaccia il Conservatorio cittadino.
Arturo Benedetti Michelangeli riposa nel cimitero di Pura in Svizzera.

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