Oddino Pietra

Oddino Pietra
fotografia Oddino Pietra 

​Imprenditore

Avviato agli studi all’Arici, Oddino Pietra dovette abbandonarli precocemente per necessità familiari. Ancora giovane intraprese un’attività di commercio del carbone. Dopo la guerra, in via Dalmazia, diede vita a un piccolo opificio per il taglio a caldo delle rotaie ferroviarie di recupero per fornire materiale riutilizzabile a laminatoi e forge. Dopo essere entrato come socio nella Fervil di Sarezzo, nel 1952 fondò la Oddino Pietra e l’anno successivo iniziò ad introdurre nel processo produttivo una delle tante innovazioni che resero d’avanguardia la sua fabbrica: un laminatoio per la produzione di piccoli profilati di ferro e di putrelle a partire dai lingotti. Si trattava di un procedimento assolutamente innovativo, frutto di continue ricerche ed esperimenti. I tentativi precedenti avevano portato a risultati deludenti: Pietra invece superò ogni ostacolo tecnico e organizzativo, in particolare  introducendo un lubrificante di nuova concezione che favoriva l’estrusione senza pregiudicare le successive lavorazioni. Era solo la prima di una lunga serie di innovazioni che ben presto abbracciarono il bobinamento dei tubi di acciaio di piccolo diametro e un nuovo metodo per la lavorazione a caldo del tubo composito. In generale Pietra ha introdotto nelle sue industrie impianti altamente automatizzati che hanno contribuito a ridurre non solo la manodopera impiegata ma anche la fatica degli addetti e il rischio di infortuni. In breve tempo la Pietra è diventata leader nella produzione di tubi estrusi (senza saldatura) di alta precisione, profilati speciali estrusi, profilati laminati a caldo di dimensioni grandi e piccole, piatti, tondo per cemento armato, vergella e derivati. Tutto questo avveniva nel grande stabilimento creato a partire dal 1955 in via Orzinuovi in città e negli altri stabilimenti via via creati o acquisiti, che hanno portato il gruppo Pietra a contare fino a 2500 addetti. Nel gruppo sono entrati nel 1960 l’ex Cobianchi di Omegna (in precedenza della Montedison), nel 1965 il nuovo stabilimento di Roncadelle, nel 1974 un nuovo grande stabilimento a nord di San Zeno su progetto degli ingegneri Giampaolo a Franco Faroni: 70 mila metri quadrati di capannoni su un’area complessiva di un milione, tre grandi forni elettrici di 74 tonnellate ciascuno, due forni piccoli per produrre acciai speciali. Nel frattempo il 7 luglio 1971 l’Università di Trieste aveva conferito a Oddino Pietra la laurea honoris causa in Ingegneria chimica. Il ritardo causato da ostacoli burocratici nell’avvio dello stabilimento di San Zeno (progettato nel 1973, entrò in funzione solo nel 1980) provocò una crisi di liquidità risultata fatale per la Pietra: il titolare dovette alienare prima lo stabilimento di San Zeno e quello di Roncadelle, poi le partecipazioni come l’Hotel Vittoria e l’albergo Brescia, l’azienda agricola «La Tesa» di Bagnolo Mella, il «Motel Esso» della Bornata, poi via via gli stabilimenti di Villa Carcina, Omegna, Bergamo. Un’impresa personalmente sfortunata per il titolare ha contribuito tuttavia a creare e diffondere a Brescia opportunità di lavoro, sapere tecnico, innovazione nel settore siderurgico. Non a caso la genialità, il coraggio, la sensibilità umana e il senso di giustizia di Oddino Pietra hanno trovato sempre unanimi consensi e riconoscimenti.

Documenti allegati alla pagina