Beppe Frau

Beppe Frau
fotografia Beppe Frau 

Promotore di iniziative di volontariato

Il nome di Beppe Frau è indissolubilmente legato alla battaglia per il riconoscimento sociale e il diritto alla speranza dei disabili e delle persone colpite da malattie fortemente invalidanti. Strumento di questo impegno, generosissimo e totalizzante, è stata per lui la Uildm – Unione italiana per la lotta alla distrofia muscolare, di cui ha fondato la sezione bresciana oggi a lui intitolata. Beppe Frau e la sua carrozzella sono stati per anni, a Brescia, il simbolo degli handicappati per i quali si è prodigato. Nella giovinezza aveva corso in motocicletta; a trent’anni era stato colpito dalla malattia diagnosticata quale miodistrofia e solo molto più tardi, alla luce di nuove conoscenze scientifiche, riconosciuta di natura diversa. Non si era abbattuto, aveva accettato la nuova condizione e con generosità ed invincibile entusiasmo aveva affrontato i problemi degli handicappati. Fondata nel 1966, la sezione bresciana della Uildm, le cui prime riunioni si svolgevano attorno al suo letto, dal nulla aveva organizzato una palestra ed una attività di assistenza e di prevenzione della malattia (poi confluite nel Consorzio spastici e distrofici) dando vita a realtà che supplivano a un’organizzazione pubblica carente se non latitante. Riusciva a trovare i soldi necessari per pagare tutto. Sapeva coagulare attorno a sé la generosità e la disponibilità del volontariato. Affidata l’assistenza sanitaria al Consorzio, si era dedicato ai problemi del lavoro e dell’inserimento sociale degli handicappati. Dal suo incontro con padre Pifferetti è nata la Cooperativa di scuola e mestieri per spastici e miodistrofici. Ha preso anche posizioni dure e polemiche contro la disattenzione del mondo politico nei confronti dell’handicap, senza peraltro mai smettere di raccogliere fondi e consensi per la ricerca scientifica sulla miodistrofia, appoggiando in particolare le ricerche del prof. Scarlato dell’Università di Milano. Non è riuscito a vedere realizzato il suo ultimo sogno: una casa albergo per disabili gravi o anziani.

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