Angelo Ferretti Torricelli

Angelo Ferretti Torricelli
fotografia Angelo Ferretti Torricelli 

Erudito, astronomo, naturalista, storico della scienza

Angelo Ferretti Torricelli è stato un eminente scienziato versato tanto nella ricerca quanto nella divulgazione, poliedrico negli interessi e versatile nell’unire il sapere disciplinare e la promozione della sua diffusione. È stato matematico, astronomo, fisico, naturalista botanico. Figlio di Prospero e di Angelica Chierichini, rimasto orfano a soli due anni venne accolto in casa del professor Cesare Torricelli di cui nel 1915 assunse il cognome. Allievo di Cesare Abba presso l’Istituto tecnico di Brescia, si laureò nel 1916 in Fisica all’Università di Pavia frequentando il collegio Borromeo. Dopo supplenze nei licei di Venezia e un incarico al liceo Celana di Bergamo fu docente di Matematica e Fisica nel Regio Liceo Scientifico di Padova. Infine si trasferì nel 1925 a Brescia dove succedette al professor Michele Leoncini alla cattedra del «Corso di Fisica e Matematica», poi Liceo Scientifico, dove insegnò fino al 1951. In seguito insegnò in istituti privati. A suo merito va anche la rifondazione del Gruppo Naturalistico «G. Ragazzoni» nel 1908 e la riorganizzazione del relativo Museo (1930), uno dei nuclei costitutivi del futuro Museo di scienze naturali. Membro della Commissione Voltiana, dell’Istituto Lombardo di Scienze e Lettere, ha curato gli Indici delle Opere e dell'Epistolario di Alessandro Volta. Ha dato vita al gruppo scientifico Astrofisma (1949) e ha fondato la Civica Specola Astronomica «Cidnea» (1953), primo esempio in Italia di osservatorio popolare, di cui è stato direttore fino al 1980. Sempre in Castello aveva allestito un giardino di flora prealpina. Socio dell’Ateneo dal 1923, vicesegretario dal 1928, ha potenziato l’edizione dei “Commentari”. È stato insignito della medaglia d’oro di benemerenza dell’Ateneo e, nel 1979, del premio brescianità. Autore di moltissimi testi scientifici, ha anche pubblicato un lungo romanzo storico, “I buoni marcheschi”, e ha lasciato un prezioso catalogo degli strumenti scientifici conservati presso i Civici musei.

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