Angelo Gitti

Angelo Gitti
fotografia Angelo Gritti 

 Sindacalista e Deputato

Rimane orfano ancora giovanissimo con tre fratelli minori. Entra come operaio in un’industria metalmeccanica dove si distingue per le sue abilità, tanto da diventare presto caporeparto. Intensa è, fin da ragazzo, l’attività nella sua comunità: partecipa all’Azione Cattolica, è tra i fondatori del Gruppo esploratori della sua parrocchia. Ed è per questo che finisce presto nel mirino dei fascisti, che arrivano ad arrestarlo per manifestazione sovversiva al suo rientro da un campo al Maniva. Nonostante le difficoltà e le minacce fasciste, il suo impegno nell’Azione Cattolica si fa ancora più intenso, a livello di zona e nel più ampio ambito diocesano. Promuove iniziative sportive, filodrammatiche, ma soprattutto di formazione civile, negli oratori e in fabbrica. Per tale attività è sorvegliato, denunciato e proposto al confino.
Durante la Resistenza, aderisce alle Fiamme Verdi e diventa tra i più attivi esponenti del CNL in Valtrompia. Dopo la Liberazione è tra gli organizzatori della Democrazia Cristiana in valle; per molti anni è membro del Comitato provinciale e dell’esecutivo della Dc. Eletto Consigliere comunale di Gardone Valtrompia alle prime elezioni amministrative, mantiene la carica per diverse tornate.
Dirigente provinciale delle Acli fin dalla fondazione dell’associazione, nel 1947 ne diventa consigliere nazionale. Nello stesso anno il suo impegno sindacale ha il riconoscimento nell’elezione a presidente della Camera del Lavoro per la corrente cristiana. Alla fondazione della Cisl, nel 1950, ne diventa il segretario provinciale. Dal 1951 entra a far parte del Consiglio nazionale della Cisl, e per vari anni fa parte anche dell’esecutivo nazionale.
Nel 1952 viene eletto deputato, per la Dc ed è rieletto nelle successive legislature. La sua intensa attività parlamentare è tutta incentrata sui temi dello sviluppo economico e dell’occupazione, in particolare sulla formazione dei lavoratori e la tutela dei loro diritti. Dal 1962 e fino alla morte è presidente nazionale del’Istituto Addestramento Lavoratori. Per lunghi anni presiede il Comitato nazionale per la difesa della caccia. Fa parte del Comitato Nazionale della Produttività ed è presidente del Comitato provinciale Inam.​

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