Rodengo Saiano

Rodengo Saiano
 

 informazioni essenziali

  • popolazione: 6.647 abitanti
  • estensione: 12.8 kmq
  • uffici municipali: piazza Vighenzi, 2
  • tel. 030 6817711  fax 030 6817740
  • internetwww.rodengosaiano.net
  • e-mail: info@rodengosaiano.net

L'origine del comune risale al 18 ottobre 1927 quando con Regio Decreto vennero unificati i due centri omonimi in un'unica municipalità. Infatti, Rodengo e Saiano mantennero nel corso dei secoli una propria individualità dovuta alla diversa origine. Saiano risale all'epoca romana, come storicamente attestato da un cippo funerario coevo rinvenuto in loco ed ora conservato al Museo di Santa Giulia di Brescia, mentre Rodengo è di origine longobarda, come risulta da una carta topografica datata 910 d.C.

Storia e arte
Il primo nucleo abitato si sviluppò in epoca medioevale attorno al castello di Saiano. La strada romana, che seguendo il pedemonte congiungeva Brescia con la Spina di Erbusco (e poi con Bergamo e Milano) aveva il più importante presidio a Ponte Cingoli, difeso dall'alto dall'imponente complesso militare della Rocca. Sull'area dell'attuale Abbazia sorgeva un "castrum", accampamento militare fisso, con edifici in muratura e, scoperta recentissima, con un tempio.
Con le invasioni barbariche dapprima si insediano i Goti, poi arrivano i Longobardi che si insediano sulla Rocca, che ampliano oltre le mura romane. Narra la leggenda che Carlo Magno avrebbe fatto erigere lì una chiesa dedicata al santo vescovo francese Dionigi e avrebbe battezzato la zona "piccola Francia", da cui il nome Franciacorta.
Centinaia di sepolture di epoca alto medioevale fanno pensare invece ad un lungo assedio, con battaglie cruente e centinaia di morti fra i Franchi.
Con la vittoria di Carlo Magno su Brescia arrivano numerosi coloni francesi che si concentravano soprattutto a Saiano professando la "lex salica". Da qui Saliani, Saiani, Saiano.
Nel 1066 a Rodengo arrivano i monaci benedettini francesi di Cluny. Per 700 anni sono i monaci a segnare la storia del paese. La Seriola Molinaria e il Gandovere sono all'origine del nome del borgo: Rotingo e Rotenchello sono nomi legati ai mulini. La Seriola Molinara è tuttora proprietà dell'Ospedale Civile.
Tutti i più grandi artisti bresciani (Foppa, Romanino, Gambara, fra i tanti) hanno lasciato testimonianze grandiose a Rodengo. Purtroppo è andato disperso gran parte del patrimonio librario, di manufatti e di mobili dell'Abbazia, che nel 700 contava fino a 70 fra monaci e conversi.
Tra gli edifici civili degni di nota ricordiamo la medioevale Villa Masperoni, caratterizzata da tre bei portali in pietra bugnata e da otto arcate di un portico mai ultimato; villa Maria in stile neogotico, Villa Molinari e Villa Fenaroli a Corneto, posizionata a metà collina in una splendida conca che presenta il tipico schema architettonico bresciano con il corpo centrale alto rispetto alle due ali laterali più basse.

Economia e territorio
L'economia di Rodengo è stata improntata fino agli inizi del novecento ad un'attività prettamente agricola caratterizzata soprattutto dalla coltivazione della vite e del mais e dall'allevamento del bestiame. Nel corso degli ultimi decenni si è assistito ad un progressivo aumento delle attività artigianali, industriali e del terziario avanzato, favorite soprattutto dall'ottima rete viaria di collegamento con Brescia e l'autostrada.

Il parco delle colline
I centri storici attorno ai quali si è sviluppato anche l'abitato moderno sorgono nella porzione pianeggiante del territorio comunale, addossati alla catena di rilievi collinari che chiude il comune a nord. Questa porzione di territorio, nettamente divisa dall'avvallamento in cui scorre il torrente Gandovere, include il nucleo storico di origine militare della Rocca a est e i complessi architettonici di Villa Fenaroli e Cascina di Berta a ovest. Nella fascia pedecollinare si sviluppano ampie zone agricole tuttora coltivate a vigneto e in porzioni ormai limitatissime a frutteto. Lungo i crinali delle colline si sviluppa un'importante serie di appostamenti venatori fissi.
Tutto ciò costituisce un complesso di pregevoli caratteristiche storiche, culturali ed economiche che fanno delle colline di Rodengo Saiano un elemento di rilievo all'interno del Parco delle Colline di Brescia.
Alcuni degli interventi in previsione per il periodo a venire riguardano la ristrutturazione della ex-Cascina Damiani nei pressi di ponte Cingoli, con la realizzazione di un uliveto e di un frantoio, per il recupero di questa antica attività agraria, ed il ripristino completo della porzione del Sentiero della Franciacorta (itinerario di interesse provinciale) incluso nel Comune, che percorre le creste collinari da oriente ad occidente.

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