Collebeato

Collebeato
 

informazioni essenziali

  • popolazione: 4719 abitanti
  • estensione: 5,3 kmq
  • uffici municipali: Via S. Francesco d'Assisi, 1
  • tel. 030 2511120   fax 030 2510292
  • internet: www.comune.collebeato.bs.it
  • e-mail:  info@comune.collebeato.bs.it

Il nome ''Collebeato'' non è legato all'amenità del luogo, bensì risulta essere una traduzione del nome dialettale ''Cobià''. Quest'ultimo, a sua volta, ha un'origine incerta: taluni lo attribuiscono al nome di un certo Colobius, altri al termine ''cobiada'', coppia, dovuta all'antica suddivisione dell'abitato in due nuclei storici o al territorio riferito a due differenti benefici religiosi. Ancora oggi la Roggia Cobiada attraversa il territorio del comune nella zona piana.

Storia e arte 

La bellezza del luogo e la vicinanza alla città hanno da sempre attratto l'attenzione dei nobili e delle istituzioni religiose, ma anche quella degli eserciti che qui si fermavano nella fasi di passaggio per la Val Trompia o in quelle di assedio della città di Brescia. Nel medioevo gran parte del territorio era di proprietà del Vescovo e di altri monasteri in Brescia, sostituiti poi da altre istituzioni (l'Ospedale, la Congrega) e da famiglie nobiliari (Martinengo, Durante, Panciera della Zoppola). Ciascuno di questi proprietari lasciarono numerose residenze di rilievo (palazzo Martinengo, villa Martinengo Zoppola, ''la Congrega'', la casa colonica ex-ospedale e altre).

Due sono gli edifici religiosi: il santuario della Calvarola, dedicato alla Madonna, probabilmente originario del XV secolo e ricostruito nel 1701, in cui sono presenti opere di Pietro Scalvini; la Parrocchiale di S. Paolo, del XV secolo, ristrutturata negli anni Trenta.

Altri edifici di rilievo sono il convento di S. Stefano e il gruppo di case in località Campiani con il piccolo oratorio di S. Antonio.

Economia e territorio
Il territorio comunale è per due terzi collinare e per un terzo costituito dalla stretta pianura alluvionale formata dal fiume Mella. Questa ripartizione del territorio ha portato in passato ad uno sviluppo integrato dell'agricoltura, con zone destinate a seminativo e a frutteto in pianura (i famosi pescheti), dove la roggia Cobiada manteneva una costante disponibilità idrica, alimentando lungo il suo corso tre mulini. Le zone terrazzate in collina venivano coltivate a vigneto o a prato; le aree meno accessibili e favorevoli per l'agricoltura venivano sfruttate per il pascolo del bestiame, la silvicoltura per la produzione di legno o per la raccolta, oltre che per l'impianto di roccoli e poste di caccia.

Lo spostamento delle attività dal settore agricolo a quelli artigianale ed industriale implica la necessità di individuare un nuovo ruolo per le aree agricole e boscate, allo scopo di evitare il progressivo degrado legato al loro abbandono.


Il parco delle colline

È in quest'ottica che a Collebeato è stato concepito il progetto di realizzazione del Parco delle Colline: come illustrato anche per il Parco nel suo complesso, l'istituzione di un'area di tutela territoriale ed ambientale ha l'obiettivo di rendere fruibile quest'area a scopo ricreativo e di creare modalità per mantenere le attività storiche di cura del territorio.
La zona a Parco di Collebeato occupa una superficie di 300 ha, dei quali circa 20 sono di proprietà comunale. Quest'ultima superficie è la destinataria degli interventi in parte già attuati e in parte in via di attuazione per la valorizzazione dell'ambiente vegetale (in particolare per quanto riguarda le zone di cespuglieti e prati aridi, che caratterizzano questa porzione delle colline), sia per il recupero delle attività agricole (in particolare nelle zone di S. Stefano e di cascina Campianelli, sede della cooperativa sociale ''Il Calabrone'').

Il ''Casì del Feud'' sarà invece destinato a sede per attività ricreative e punto di ritrovo per le associazioni.  

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