Cellatica

Cellatica
 

informazioni essenziali

  • popolazione: 4704 abitanti
  • estensione: 6,5 kmq
  • uffici municipali: Via Piazza Martiri della Libertà, 9
  • tel. 030 2526811  fax 030 2521506
  • internetwww.comune.cellatica.bs.it 
  • e-mail: segreteria@comune.cellatica.bs.

Il nome viene probabilmente dal latino "cella", forse vinaria, riferendosi alla produzione del vino, per la quale il paese è da sempre noto. Nel '500 Teofilo Folengo, all'epoca frate benedettino a Sant'Eufemia, affermava che la vernaccia di Cellatica faceva scomparire quella, pur rinomata, di Volta Mantovana.

Storia e arte
Qui passava l'antica strada che conduceva dalla città al Sebino e alla Valle Camonica, e questo può avvalorare l'ipotesi di insediamenti anche preromani. Sono state ritrovate epigrafi romane. Nel sec. XI Cellatica (dove aveva beni il monastero di Leno) entrò a far parte del territorio di Brescia e nel 1130 una cappella di San Giorgio di Cellatica fu assegnata al Capitolo della Cattedrale, che nominò i canonici di Cellatica fino a quando, nel 1616, non si costituì la parrocchia. Nel '300 vi era sorto il convento dei Francescani.

Il paese - che subì nel 1439 le devastazioni delle truppe milanesi del Piccinino impegnate nell'assedio di Brescia - pervenne a un certo benessere nel '500, con la costruzione di edifici significativi.

Cellatica partecipò al Risorgimento attraverso l'ardore patriottico di famiglie come i Trebeschi.

Nel 1849 vi trovò rifugio don Boifava. Nel 1901 il paese fu collegato a Brescia con una tranvia.

Gli edifici religiosi: la Parrocchiale di San Giorgio risale al '500: nella struttura basilicale a tre navate contiene la grande tela di San Giorgio a cavallo e il drago, capolavoro di Francesco Paglia (1663), oltre a tele di Ottavio Amigoni e di scuola del Romanino; notevoli tre croci astili del '700.

Il Santuario della Stella sorge sul luogo dove, secondo la tradizione, il 31 maggio 1536 la Madonna col Bambino apparve in una stella al pastore Antonio de Antoni di Gardone Valtrompia, sordomuto, che riacquistò la parola. La prima pietra fu posta il 2 giugno 1537. Nell'edificio, a croce greca, sono una pala del Romanino (1538), opere di Pietro Marone (1665), dipinti del Cossali e del Gandino.

Tra gli edifici civili sono degni di nota: Palazzo Sala, che ha l'aspetto di una villa del '700 ma conserva all'interno un salone del '500. Vi lavorò Rodolfo Vantini; Palazzo Covi, eretto forse nel 1563 in zona elevata; Villa Martinengo, costituita da due corpi disposti a L; Villa Comini del '600, dalla bella cancellata. Palazzo Pulusella: cantina con grandiose botti del primo '800, affrescata da Giuseppe Teosa; Casa Boroni, del '700, caratterizzata da una grande torre "passerera" ottagonale.

Economia e territorio
Un tempo l'attività agricola (in particolare la coltivazione della vite) costituiva la principale occupazione nel comune: a breve distanza dalla periferia occidentale della città e con pendii caratterizzati da esposizione favorevole, il territorio di Cellatica venne nel tempo fortemente lavorato e modellato con la costruzione di terrazzamenti sostenuti da muri a secco lungo tutte le pendici dell'arco collinare che protegge l'abitato a settentrione.

Negli ultimi decenni la vicinanza della città e la bellezza del contesto territoriale hanno reso la zona particolarmente appetibile dal punto di vista residenziale, determinando una forte espansione edificatoria. La vocazione economica del comune e dei suoi abitanti si è quindi spostata dall'ambito agricolo a quello industriale e dei servizi.

Il parco delle colline
La mitigazione degli aspetti di criticità legati alla forte edificazione avvenuta sul territorio collinare, l'elaborazione di progetti per la moderazione del degrado delle strutture ad uso agricolo che caratterizzano il paesaggio (terrazzamenti) attraverso un rilancio delle attività private ad esse connesse sono tra i motivi che giustificano l'inserimento di Cellatica nel Parco delle Colline di Brescia. La continuità territoriale con i comuni di Brescia e Collebeato fanno di questa porzione di colline uno degli ambiti di maggior importanza all'interno del Parco, sia per le caratteristiche paesistiche e ambientali, sia come esperienza di coordinamento fra diverse entità territoriali confinanti.

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