Il giardino botanico della Montagnola

Il giardino botanico della Montagnola
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L’area detta “Montagnola”, posta sul versante nord del colle Cidneo e affacciata su via Pusterla, era già destinata a parco pubblico fino a quando, negli anni ‘90, è stata chiusa a causa della pericolosità della parete di roccia sovrastante. A partire dal 2004, in concomitanza con i lavori di messa in sicurezza dalla parete rocciosa, è stata avviata l’opera di ristrutturazione e riqualificazione della Montagnola, con l’intento di trasformarla in un giardino botanico e renderla di nuovo fruibile come parco pubblico. Inoltre, la riapertura del parco della Montagnola consentirà nuovamente l’accesso diretto al castello da via Pusterla attraverso la Strada del Soccorso, ricostituendo così la storica via di attraversamento nord-sud del centro fortificato nonchè un percorso di viabilità pedonale alternativo.

il progetto del Giardino Botanico

L’idea progettuale che ha guidato i lavori di riqualificazione del Parco della Montagnola è stata quella di ricreare all’interno di un’area limitata gli ambienti naturali e semi-naturali che caratterizzano le colline circostanti Brescia. Così, all’interno dei circa 12000 mq del parco, si avvicendano prati, macchie boscate, zone umide e pietraie, insieme ad aree di giardino ornamentale e zone conservate a “pineta” in ricordo del vecchio parco chiuso negli anni ’90. L’esposizione a nord e il microclima particolarmente freddo della Montagnola hanno consentito una rinaturalizzazione dell’area  con l’introduzione di piante adatte ai versanti freschi, quali il castagno, il carpino bianco, il carpino nero e, marginalmente, la quercia.  Insieme a questi alberi, sono stati introdotti anche gli arbusti e le piante erbacee che tipicamente ad essi si associano, ricostituendo in piccolo i boschi autoctoni dei versanti collinari esposti a nord. La creazione di un ruscello che attraversa il castagneto, allargandosi in piccole pozze, non ha solo uno scopo ornamentale, ma anche quello di contribuire al mantenimento di un microclima umido e fresco adatto alle piante introdotte, tra cui numerose specie di felci, tipiche del sottobosco di castagno e degli ambienti di forra. Il pendio a nord-ovest della Montagnola, ai piedi del Bastione del Soccorso, è dedicato alle gimnosperme e ospita una collezione di diverse varietà di ginepro, dalle svariate forme e colori, tra cui anche il ginepro comune, diffuso sulle colline locali. Visibili anche a distanza dalla via Crocifissa di Rosa, i ginepri e le tuie colorano il versante più ripido del parco, sul quale si stagliano i vecchi cipressi che da molti anni crescono ai piedi delle mura del castello. La zona sovrastante la galleria Tito Speri, particolarmente problematica anche per la scarsità di suolo fertile presente, è stata adibita a robinia e ailanto, piante a comportamento infestante, ma di notevole adattabilità, capaci di resistere meglio delle altre specie alle pressioni derivanti dall’inquinamento e alle limitazioni del substrato. L’area della Montagnola presentava caratteristiche sfavorevoli alla cantierizzazione (pendenze elevate e difficoltà d’accesso) a causa delle quali l’esecuzione dei lavori è risultata particolarmente complessa e si è articolata in diverse fasi. A tutela della vegetazione pregiata esistente è stato svolto un censimento delle specie arboree, arbustive ed erbacee presenti nel sito e una valutazione dello stato di salute e stabilità degli alberi. Gli esemplari morti o pericolanti sono stati tagliati e asportati, mentre quelli di particolare pregio sono stati individuati, valorizzati con opportune potature e protetti dagli eventuali danni derivanti dai lavori in corso. La rete di percorsi che si diramano nel parco è stata ricavata utilizzando i tracciati esistenti. Le scarpate a rischio di frana sono state consolidate con opere di ingegneria naturalistica e muri in pietra. I lavori di scavo e consolidamento delle scarpate hanno comportato l’utilizzo di speciali macchine operatrici in grado di lavorare anche  pendenze estreme. L’abbondanza di pietrame presente sul sito è stata sfruttata per la pavimentazione dei percorsi, per la costruzione dei muri di sostegno (eseguiti quasi tutti con la tradizionale tecnica costruttiva del muro a secco) e per la ricostruzione delle ambientazioni naturali del giardino, come il ruscello e i macereti. Il corso d’acqua che attraversa la zona nord-est del parco è stato progettato e costruito con criteri di massimo risparmio idrico: lo scorrimento del ruscello è infatti assicurato da un sistema di pompaggio che ricicla l’acqua raccolta nella vasca finale di decantazione. Le perdite idriche sono state ridotte alla sola evaporazione perché il letto del ruscello è stato accuratamente impermeabilizzato e successivamente rivestito con pietrame recuperato in loco. L’area del giardino sovrastante via Pusterla, nella quale le fonometrie avevano indicato valori altissimi di rumore, è stata schermata con una barriera fonoassorbente che  ha reso gradevole la permanenza anche in questa zona. Le opere a verde hanno comportato lavori preparatori durati circa due anni. I castagni e tutte le specie erbacee trapiantate nelle aree castanicole sono stati prelevati sui colli di Brescia secondo tecniche adeguate alle specie stesse e nell’opportuno periodo. In particolar modo va rimarcato il lavoro preparatorio dei castagni che prima del trapianto sono stati risanati dal cancro corticale con trattamento biologico.  Per consentire la posa dei castagni sulla Montagnola è stato necessario un riporto di terreno con caratteristiche adatte in sostituzione del terreno presente sul posto, assolutamente inadeguato alle necessità fisiologiche dell’albero. Complessivamente sono stati piantati 175 alberi d’alto fusto, circa 300 cespugli di medie e grosse dimensioni e circa 3200 piante erbacee.

i lavori

I lavori nel parco della Montagnola sono iniziati nell’agosto 2005 e sono costati complessivamente  595.000 euro.

Responsabile dei lavori: dott. agr. Benedetto Rebecchi *
Progetto: dott. agr. Benedetto Rebecchi *
collaboratore: dott. agr. Anna Mazzoleni **
Direzione lavori: p.a. Alberto Pedrazzani *
collaboratore: Salvatore Tinnirello *

Coordinatori della sicurezza in fase di progetto ed esecutiva: ing. Andrea Pogliaghi** , arch. Valerio Vitali**

Imprese realizzatrici:
Floricoltura Gervasini Pasquale  (Varese)
Fraternità Soc. Coop. Onlus (Ospitaletto - BS)
Impresa Edile Manenti Villiam (Leno - BS)
Riva Verde s.r.l. (Rivà di Ariano Polesine - RO)
Garden Grola (Ca’ di David – VR)
Attilio Lazzarotto s.n.c. (Mosso – BI)
Coop. Ecotecnica Valtruplina a.r.l. (Gardone Valtrompia – BS)
Il Quadrifoglio Soc. Coop. Soc. e Agr. Onlus (Isorella – BS)

Nota: * Comune di Brescia, Settore Parco delle Colline Cave e Sicurezza ambienti
** Libero professionista

Nota= in fondo alla pagina è possibile scaricare la planimetria del giardino botanico in formato PDF (Portable Document Format)