“#RidateciCavellini", iniziative per il centenario

“#RidateciCavellini", iniziative per il centenario
 

In occasione del centenario della nascita di Guglielmo Achille Cavellini (GAC), il progetto “#RidateciCavellini”, ideato da Carlo Alberto Pratesi, docente all’Università Roma Tre, realizzato dagli “amici del GAC”, con il patrocinio del Comune di Brescia e il supporto della Fondazione Cab, si pone l’obiettivo di ricordare le opere e lo spirito creativo del grande artista bresciano attraverso un’iniziativa prevalentemente rivolta ai giovani.

Il progetto “#RidateciCavellini”, presentato a Palazzo Loggia alla presenza del vice sindaco e assessore alla Cultura Laura Castelletti e dello storico dell’arte Vittorio Sgarbi, intende valorizzare l’aspetto creativo e trasgressivo della personalità artistica di Cavellini, che rischia di andare perduto. I suoi sforzi di “autostoricizzazione”, che lo resero celebre, devono essere recuperati e raccontati per dare ai giovani e ai meno giovani lo stimolo a proporre nuove idee creative. Lo scopo è far conoscere l’opera di Cavellini spingendo i giovani ad emularne lo stile artistico. GAC, com’è chiamato Cavellini dai bresciani, ha costruito il suo personaggio demistificando i grandi nomi dell’arte contemporanea e si è proposto come grande artista vivente che dialogava alla pari, e in modo surreale, con i più importati personaggi della storia dell’arte.
Nella fan page “Ridateci Cavellini”, creata su Facebook, chiunque potrà postare opere in “stile Cavellini” partecipando così a un “Contest on line”. La pagina conterrà inoltre “pillole” di descrizione sintetica di Cavellini e permetterà di consultare le sue principali opere. Si accetteranno foto di quadri, video, installazioni, poesie e si inviteranno i partecipanti a votare le creazioni migliori.

Ogni autore promuoverà la sua proposta per concorrere al premio “giuria popolare” che verrà assegnato in occasione della giornata finale, mentre una giuria di “qualità”, formata da esperti, critici e collezionisti, assegnerà il premio all’artista più promettente.

Il messaggio di Cavellini può stimolare i ragazzi di oggi, troppo spesso passivi rispetto ai tanti stimoli che ricevono, a pensare a se stessi come creatori e non semplicemente come fruitori di opere altrui: alcuni di loro già lo fanno ma meno di quanto potrebbero fare considerati i mezzi digitali a loro disposizione.

L'arte contemporanea ha il vantaggio, rispetto all'arte classica, di generare un tipo di produzione nella quale chiunque può cimentarsi. E a ben vedere Cavellini ha sfatato il mito di un’arte irraggiungibile dal non addetto, un’arte che va osservata da una distanza che è quella incolmabile tra lo spettatore e l’artista. Cavellini si è messo egli stesso in gioco e con lo stesso tipo di coraggioso e libero approccio possiamo essere tutti noi “Cavellini” e proporci come artisti.

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