Descrizione
Al Museo di Santa Giulia è stata inaugurata la nuova sezione permanente “Segni e immagini dell’identità cittadina”, che arricchisce il settore dedicato all’Età del Comune e delle Signorie incentrato sulla città nel basso Medioevo.
Il nuovo progetto espositivo – promosso dal Comune di Brescia e dalla Fondazione Brescia Musei e sviluppato con il con il contributo di Matteo Ferrari, dell’École des Hautes Études di Parigi, con il patrocinio dell'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti e con il sostegno di arKStudio, che ha anche messo a disposizione il proprio know how, donando il progetto allestitivo – presenta oggetti di grande valore, come la matrice sigillare del Comune di Brescia, risalente al XIII secolo, e una serie di monete battute dalla Zecca della città. Gli oggetti esposti, che hanno svolto un ruolo nodale nell’elaborazione e nella trasmissione dell’identità cittadina, costituiscono preziose testimonianze dell’età del Comune e delle Signorie, integrandosi con coerenza nell’itinerario di visita di questo settore del Museo, comprensivo di numerosi frammenti provenienti da edifici della città medievale.
La presenza della matrice sigillare del Comune di Brescia è resa possibile grazie al comodato a lungo termine concesso da un generoso collezionista bresciano, che ha scelto di destinare alla comunità questo oggetto di straordinario valore storico e simbolico. Un gesto particolarmente significativo nell’anno del Bicentenario del ritrovamento della Vittoria Alata, la cui scoperta, nel 1826, segnò l’avvio della storia del sistema museale bresciano: una storia fatta di costante dialogo tra la liberalità dei cittadini e le iniziative dell’amministrazione. La presentazione della matrice si propone così come un momento ideale di avvicinamento alla mostra Tesori. Il grande romanzo dei Musei bresciani. 1826 | 2026 (dal 4 novembre 2026 al 22 agosto 2027), ma anche come occasione per inaugurare una nuova fase di studio del patrimonio culturale della città. Nelle ricerche collegate al progetto espositivo sono stati infatti coinvolti l’Università degli Studi di Milano e il CNR-ICCOM di Pisa, impegnati in una campagna di indagini diagnostiche non invasive che ha permesso di acquisire nuovi dati sulla composizione chimica e sulle caratteristiche della matrice. Le analisi spettrografiche hanno in particolare evidenziato l’impiego dell’ottone, lega di rame e zinco, materiale più facile da incidere rispetto al bronzo e capace di conferire alla matrice una tonalità prossima a quella dell’oro. Un progetto che esprime pienamente la vocazione del museo contemporaneo: non soltanto luogo di conservazione ed esposizione, ma presidio di ricerca e conoscenza, capace di attivare collaborazioni tra istituzioni, studiosi e collezionisti e di trasformare ogni occasione di valorizzazione del patrimonio in un’opportunità di crescita culturale per la città.
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Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2026, 11:18