Descrizione
Brescia avrà bisogno di circa 5.900 alloggi in più nei prossimi quindici anni. È il dato da cui il Comune parte per costruire il Piano per l’Abitare della città e, soprattutto, per avviare il lavoro necessario a trasformare questa previsione in interventi concreti.
Conclusa l’analisi del fabbisogno presente e futuro, si apre una nuova fase. Il Comune procederà alla ricognizione del patrimonio pubblico per individuare gli edifici sui quali sia possibile intervenire, anche attraverso operazioni di demolizione e ricostruzione capaci di aumentare il numero degli appartamenti; alla mappatura delle aree dismesse utilizzabili per nuova residenzialità; alla definizione degli interventi di edilizia pubblica e sociale da portare a un livello di progettazione sufficiente per candidarli ai prossimi finanziamenti regionali, nazionali ed europei. Il Piano dovrà inoltre individuare strumenti per aumentare l’offerta in locazione e sviluppare nuove soluzioni abitative rivolte in particolare a giovani, lavoratori e anziani.
La base di partenza è lo studio realizzato da Fondazione Campus con il supporto scientifico del Cresme e la collaborazione dell’Agenzia per la Casa e di Cape. Un lavoro che mette insieme dinamiche demografiche, domanda abitativa già esistente, disponibilità e caratteristiche del patrimonio immobiliare, andamento del mercato, nuove forme dell’abitare e opportunità di finanziamento.
A dare gambe e ulteriore slancio al Piano per l’Abitare contribuirà anche il nuovo Pgt. Il Piano urbanistico istituisce infatti il Fondo comunale per l’abitare (Fca), attraverso uno specifico capitolo di bilancio: uno strumento che permetterà di raccogliere risorse e utilizzarle per obiettivi direttamente collegati alle politiche abitative.
Il Fondo potrà intervenire su più fronti: fornire garanzie alle famiglie che incontrano difficoltà nell’accesso al mercato libero e favorire l’incontro tra domanda e offerta; tutelare i proprietari rispetto ai rischi della locazione, come morosità, mancato rilascio o danneggiamento dell’alloggio; sostenere il pagamento dell’affitto per i nuclei in difficoltà e incentivare il ricorso al canone concordato.
Potrà inoltre contribuire al recupero degli alloggi Erp comunali che oggi non possono essere assegnati, alla realizzazione di nuove abitazioni Sap e Sat e a una migliore utilizzazione del patrimonio pubblico, favorendo anche il passaggio a un’abitazione più adeguata quando le dimensioni dell’alloggio non corrispondono più a quelle del nucleo familiare. Tra le finalità previste rientra infine la sperimentazione di nuove forme di edilizia sociale.
Al Fondo potranno concorrereanche finanziamenti regionali, nazionali ed europei.
Il Piano per l’Abitare potrà contare così non soltanto sulla programmazione del fabbisogno, ma anche su un nuovo strumento per sostenere concretamente gli interventi e l’accesso alla casa.
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Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2026, 12:02