Indicazioni per presentazione autocandidature e candidature

Indicazioni per presentazione autocandidature e candidature
 

​Chi intende proporsi per la nomina o designazione in enti, aziende, istituzioni o società deve essere in generale in possesso dei seguenti requisiti.

 

 

1. I REQUISITI PER LA NOMINA A CONSIGLIERE COMUNALE

Ai sensi della deliberazione C.C. 17.11.2008 n. 200  inerente alle nomine e designazioni del Sindaco in enti, aziende, istituzioni e società “il sindaco individuerà i rappresentanti del Comune fra i cittadini che hanno i requisiti per la nomina a consigliere comunale e che, oltre a comprovate doti di preparazione, esperienza e/o competenza tecnica e/o giuridico - amministrativa, diano garanzie di obiettività e moralità pubblica e siano in possesso delle abilitazioni professionali e dell’iscrizione in albi ove necessarie”.

I requisiti  per la nomina a consigliere comunale consistono in quanto segue:

Essere elettori (art. 55 d.lgs. 267/2000)

Avere i requisiti di cui all' art. 56 del d.lgs 267/2000 

Non trovarsi in condizioni di incompatibilità (artt. 11 - 12 - 13 e 14 del D.Lgs. 39/2013)

Non trovarsi in condizione di incandidabilità, cioè non aver riportato condanne per taluni reati (art. 10 d.lgs. 235/2012)

Non trovarsi in una delle seguenti condizioni di ineleggibilità (art. 60 d.lgs. 267/2000):

1) il Capo della polizia, i vice capi della polizia, gli ispettori generali di pubblica sicurezza che prestano servizio presso il Ministero dell'interno, i dipendenti civili dello Stato che svolgono le funzioni di direttore generale o equiparate o superiori; (108)
2) nel territorio, nel quale esercitano le loro funzioni, i Commissari di Governo, i prefetti della Repubblica, i vice prefetti ed i funzionari di pubblica sicurezza;
[3) nel territorio, nel quale esercitano il comando, gli ufficiali generali, gli ammiragli e gli ufficiali superiori delle Forze armate dello Stato; (111)]
4) nel territorio, nel quale esercitano il loro ufficio, gli ecclesiastici ed i ministri di culto, che hanno giurisdizione e cura di anime e coloro che ne fanno ordinariamente le veci;
5) i titolari di organi individuali ed i componenti di organi collegiali che esercitano poteri di controllo istituzionale sull'amministrazione del comune o della provincia nonché i dipendenti che dirigono o coordinano i rispettivi uffici;
6) nel territorio, nel quale esercitano le loro funzioni, i magistrati addetti alle corti di appello, ai tribunali, ai tribunali amministrativi regionali, nonché i giudici di pace;
7) i dipendenti del comune e della provincia per i rispettivi consigli;
8) il direttore generale, il direttore amministrativo e il direttore sanitario delle aziende sanitarie locali ed ospedaliere;
9) i legali rappresentanti ed i dirigenti delle strutture convenzionate per i consigli del comune il cui territorio coincide con il territorio dell'azienda sanitaria locale o ospedaliera con cui sono convenzionati o lo ricomprende, ovvero dei comuni che concorrono a costituire l'azienda sanitaria locale o ospedaliera con cui sono convenzionate; (110)
10) i legali rappresentanti ed i dirigenti delle società per azioni con capitale superiore al 50 per cento rispettivamente del comune o della provincia; (109) (113)
11) gli amministratori ed i dipendenti con funzioni di rappresentanza o con poteri di organizzazione o coordinamento del personale di istituto, consorzio o azienda dipendente rispettivamente dal comune o dalla provincia;
12) i sindaci, presidenti di provincia, consiglieri comunali, provinciali o circoscrizionali in carica, rispettivamente in altro comune, provincia o circoscrizione.

Non trovarsi altresì in una delle seguenti condizioni di incompatibilità (art. 63 d.lgs. 267/2000):

1) l'amministratore o il dipendente con poteri di rappresentanza o di coordinamento di ente, istituto o azienda soggetti a vigilanza in cui vi sia almeno il 20 per cento di partecipazione da parte del comune o che dallo stesso riceva, in via continuativa, una sovvenzione in tutto o in parte facoltativa, quando la parte facoltativa superi nell'anno il dieci per cento del totale delle entrate dell'ente;
2) colui che, come titolare, amministratore, dipendente con poteri di rappresentanza o di coordinamento ha parte, direttamente o indirettamente, in servizi, esazioni di diritti, somministrazioni o appalti, nell'interesse del comune, ovvero in società ed imprese volte al profitto di privati, sovvenzionate da detto ente in modo continuativo, quando le sovvenzioni non siano dovute in forza di una legge dello Stato o della regione; non si applica alle cooperative 
3) il consulente legale, amministrativo e tecnico che presta opera in modo continuativo in favore delle imprese di cui ai numeri 1) e 2);
4) colui che ha lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile od amministrativo con il comune. La pendenza di una lite in materia tributaria non determina incompatibilità;
5) colui che, per fatti compiuti allorché era amministratore o impiegato del comune ovvero di istituto o azienda da esso dipendente o vigilato, è stato, con sentenza passata in giudicato, dichiarato responsabile verso l'ente, istituto od azienda e non ha ancora estinto il debito;
6) colui che, avendo un debito liquido ed esigibile verso il comune ovvero verso istituto od azienda da esso dipendente è stato legalmente messo in mora ovvero, avendo un debito liquido ed esigibile per imposte, tasse e tributi nei riguardi di detto ente, abbia ricevuto invano notificazione dell'avviso di cui all'articolo 46 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.


Non trovarsi altresì nella seguente condizione di incompatibilità (art. 65 d.lgs. 267/2000)

1) ricoprire la carica di consigliere comunale in altro Comune


Se non si posseggono i requisiti ed in particolare se ci si trova in una delle condizioni ostative di cui sopra, la situazione deve essere rimossa prima della presentazione dell’autocandidatura o della candidatura o, in ogni caso, prima dell’accettazione della nomina (punto 5 della deliberazione C.C. 17.11.2008 n. 200: la dichiarazione di accettazione deve contenere la dichiarazione di possesso dei requisiti).
Una volta accettata la carica senza aver preventivamente rimosso la causa di incompatibilità od ineleggibilità a consigliere comunale si è passibili di decadenza.

2. L’ASSENZA DI CAUSE DI ESCLUSIONE

La deliberazione C.C. 17.11.2008 n. 200 enuncia altresì alcune cause di esclusione. Se il candidato si trova in causa di esclusione, lo deve dichiarare e rimuovere la causa, ove nominato, in sede di accettazione della carica.
Se non rimuove la causa entro il termine per l’accettazione decade.


Ricorre in causa di esclusione (deliberazione 17.11.2008 n. 200):

a. chi si trovi in rapporto di impiego, consulenza o incarico con l’ente, azienda o istituzione presso cui dovrebbe essere nominato;
b. chi abbia liti pendenti con l’ente, azienda o istituzione presso cui dovrebbe essere nominato;
c. i dipendenti, consulenti o incaricati del Comune che operano in settori di controllo o indirizzo sull’attività dello specifico ente;
d. i parlamentari europei e nazionali, i consiglieri regionali, provinciali e del Comune di Brescia ed altresì i membri degli organi esecutivi di regioni, provincie e i membri dell’organo esecutivo del Comune di Brescia.

E’ consentito ai consiglieri comunali e circoscrizionali di accettare la nomina mantenendo momentaneamente la carica. A tal fine, l’accettazione deve riportare la dichiarazione di opzione per la nuova carica; in generale, tutte le cause di esclusione di cui al punto d) possono essere rimosse anche successivamente all’accettazione della carica entro un termine stabilito dal Sindaco.

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