Giovanni Boninsegna

Giovanni Boninsegna
Politico bresciano – ex sindaco di Brescia

Gianni Boninsegna (20 novembre 1923 – 12 marzo 1993), sindaco dal 12 agosto 1990 al luglio 1991. Trascorre l’infanzia nel popolare quartiere di campo Féra. Il padre, Giuseppe, fa il tranviere ma per mantenere la famiglia con i tre figli (due bimbe e il piccolo Gianni) fa anche il calzolaio, donde l’appellativo popolare di “Pì scarpulì”. Da bambino Gianni Boninsegna frequenta la parrocchia del Sacro Cuore retta dai cappuccini in via Milano: lì fa le prime esperienze nelle filodrammatiche, scoprendo la passione per il teatro che non lo abbandonerà più e che continuerà a coltivare nella filodrammatica dell’oratorio San Carlo di via Luzzago. Comincia a lavorare come garzone in un negozio di stoffe, Carozzi, in corsetto sant’Agata dietro la Loggia. Lì conosce Maria Montani, che sposa e condivide con lui un matrimonio durato quasi mezzo secolo. Nel 1948 apre un proprio negozio, sempre di stoffe, in piazzale Arnaldo. Continuerà l’attività fino alla fine dei suoi giorni. Nel 1972, sollecitato da un amico, inizia a occuparsi del problema degli handicappati. Contribuisce alla fondazione dell’Anffas, che presiederà per vent’anni, portandola a offrire servizi a 230 ospiti e a occupare un centinaio di dipendenti. Nel settore dei servizi ai disabili promuove la nascita dei centri Anffas di via Fontane e di via Buttafuoco, nonché delle prime case-famiglia. Contribuisce alla fondazione dell’Arrpa, il centro che si occupa del recupero e della riabilitazione dei paraplegici, mentre negli ultimi anni di vita si impegnerà alla creazione di una casa-albergo per disabili psichici adulti rimasti senza genitori. L’impegno politico nelle fila della Dc è la conseguenza della sua formazione, della sua sensibilità sociale e politica. Nel 1970 è eletto consigliere comunale: in Loggia rimarrà vent’anni, fino al 1991. Nel 1975 ha una breve esperienza di assessore con Trebeschi. Nel 1980 è confermato per la terza volta in Consiglio. Nel 1985, con Padula, è assessore per due anni. Le deleghe in quelle brevi esperienze assessorili sono ai Servizi demografici, allo Sport, al Commercio. Alle elezioni del 6 maggio 1990 è confermato, per la quinta volta, in consiglio comunale. Il braccio di ferro interno alla Dc paralizza l’assemblea cittadina fino a quando, sull’orlo dello scioglimento anticipato del Consiglio, il 12 agosto Gianni Boninsegna viene eletto sindaco alla guida di una giunta Dc-Psi-Pri-Pli chiamata a raffreddare la situazione, e destinata invece a durare tredici mesi. Boninsegna accetta un mandato a termine perorando, invano, un ritorno alla collaborazione fra i partiti. Tenta di dimettersi una prima volta nel marzo del ’91, ma dopo 59 giorni – quando si profila nuovamente il rischio di un commissariamento – deve tornare sui propri passi. Le dimissioni vengono ripresentate, in maniera irrevocabile, nel luglio successivo, e il consiglio comunale a quel punto viene sciolto anticipatamente. Alle elezioni anticipate lui non è più della partita: lascia la Dc, torna alla sua attività professionale, all’amato teatro, all’impegno a favore degli handicappati e dei paraplegici. La morte, improvvisa, lo coglie il 12 marzo del 1993, a 69 anni d’età.

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