Azeglio Vicini

Azeglio Vicini
Azeglio Vicini
​​​Calciatore e allenatore di calcio

Azeglio Vicini ha raggiunto l’apice della fama come commissario tecnico della nazionale italiana durante i Mondiali di Italia ’90. Allora, come in tutta la sua carriera di sportivo e sempre come uomo, ha messo in luce doti di equilibrio, misura, competenza, signorilità che lo hanno fatto apprezzare unanimemente. 
Il calcio, insieme alla famiglia, è stato il fulcro della sua vita. Come calciatore è cresciuto nelle giovanili del Cesena per poi passare al Lane Rossi Vicenza, formazione con la quale ha debuttato in serie A il 25 settembre 1955 nella partita interna con l’Internazionale. Passa nel 1956 alla Sampdoria e con i blucerchiati disputa sette campionati consecutivi nella massima serie, prima di scendere in Serie B con la maglia del Brescia per il quale gioca dal 1963 al 1966. 
Con le rondinelle esordisce il 15 settembre 1963 a Varese in Varese-Brescia: quell’anno sfiora la promozione che ottiene l'anno successivo contribuendo a riportare il Brescia in Serie A dopo 17 anni di campionati di B. 
A Brescia si stabilisce, qui chiude la carriera di calciatore e nel 1967-68 incomincia quella di allenatore che gli darà grandi soddisfazioni. La sua prima esperienza è appunto sulla panchina del Brescia nel campionato 1967-68, stagione che si concluderà purtroppo con la retrocessione delle rondinelle in Serie B. Già nel 1968 Vicini entra a far parte del settore tecnico della nazionale, a soli trentacinque anni. Il primo incarico di una certa rilevanza è la guida della nazionale Under-23, affidatagli nella stagione 1975-76, con cui disputa il campionato europeo di categoria. 
Dall'anno successivo gli è affidata l'Under-21 (dopo che la UEFA ha riservato il campionato europeo giovanile a tali nazionali), incarico che porterà avanti per ben dieci anni selezionando e facendo crescere una generazione di giovani campioni che costituiranno l’asse portante della nazionale maggiore negli anni a venire. 
Ai campionati europei Under-21 ottiene tre volte la qualificazione ai quarti di finale (1978, 1980 e 1982), arrivando alla semifinale nel 1984 mentre nell'edizione del 1986 la nazionale italiana da lui allenata si piazza al secondo posto perdendo ai rigori la finale contro la Spagna. Sempre quell'anno viene chiamato sulla panchina della Nazionale A, per sostituire Enzo Bearzot dopo i Mondiali messicani. Esentata - in quanto paese ospitante - dalle eliminatorie del Mondiale 1990, la nazionale azzurra partecipa alle qualificazioni per Euro '88. Ottenuto in anticipo l'accesso alla fase finale, la squadra allenata da Vicini raggiunge le semifinali del torneo venendo poi battuta dall'Unione Sovietica. 
Prima del Mondiale giocato in casa, Vicini fa esordire - tra gli altri - Salvatore Schillaci e Roberto Baggio, che compongono il duo d'attacco azzurro che illuminerà le “notti magiche” di un intero Paese. L'Italia di Vicini supera a punteggio pieno il suo raggruppamento per poi accedere alle semifinali senza alcun gol al passivo; viene quindi sconfitta ai rigori dall'Argentina, dovendosi accontentare di competere con l'Inghilterra per la medaglia di bronzo. Il terzo posto, conquistato battendo per 2-1 i britannici, viene vissuto dall’Italia calcistica più come un fallimento che come un trionfo. Nel corso del 1991 il suo rapporto col presidente federale Matarrese inizia ad incrinarsi. Mancata la qualificazione all'Europeo 1992, viene rimpiazzato sulla panchina azzurra da Arrigo Sacchi. 
La sua carriera da allenatore tocca le ultime tappe sulle panchine di Cesena e Udinese (entrambe nel 1993). Successivamente assume l'incarico di consigliere tecnico del Brescia. Azeglio Vicini è stato anche presidente dell’Associazione allenatori e del settore tecnico per la FIGC prima di venire sostituito in questo ruolo da Roberto Baggio nell'estate 2010. Un’uscita dalla scena dal grande calcio che Vicini ha vissuto ancora una volta con signorilità e misura, e che ha lasciato intatto il carisma di questo grande uomo di sport.

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