Paolo Guerrini

Paolo Guerrini
Paolo Guerrini
​storico

Paolo Guerrini nasce a Bagnolo Mella il 18 novembre 1880, qui compine gli studi elementari e, privatamente, quelli delle prime quattro classi ginnasiali sotto la guida del curato don Francesco Barbieri e del chierico don Pietro Cassaghi.
Entra in seminario, in quinta ginnasiale, a 15 anni. Iniziando a manifestare la  passione alla storiografia locale e alla musica sacra, collaborando al periodico "Santa Cecilia" di Torino. Per alcuni anni dirige alcune scholae cantorum. Durante il corso teologico conosce mons. Luigi Francesco Fé d'Ostiani, che lo indirizza allo studio della storia locale. Ordinato sacerdote il 6 giugno 1903, viene inviato come coadiutore a Corticelle Pieve, dove rimane sino al giugno 1906 quando viene nominato curato a Manerbio, con l’incarico di dirigere l'oratorio maschile e la scuola di canto. A Manerbio la sua vocazione storiografica si consolida. Nel 1905 mons. Fé d'Ostiani lo richiede come canonico di S. Nazaro a Brescia, così da consentirgli di dedicarsi agli studi storici. La morte tuttavia del suo protettore lo lascia solo e nel giugno 1906 viene nominato curato a S. Giovanni. Anche qui si dedica alle ricerche e agli studi e nel gennaio del 1910 fonda il periodico "Brixia Sacra". Nel frattempo si impegna nelle prime polemiche storiografiche che lo vedono a volte implacabile fustigatore di presunzioni, di interpretazioni ideologiche. Nel settembre dello stesso anno don Guerrini è nominato Archivista e Procancelliere della curia Diocesana, incarico che mantiene sino al febbraio 1920, quando, alla morte di mons. Vismara, fu promosso Cancelliere. Guerrini mantiene questo incarico ma per soli otto mesi, perché nell'ottobre viene nominato vice bibliotecario della Civica Biblioteca Queriniana e Direttore dell'Archivio Storico cittadino. Nel frattempo, assieme all'infittirsi delle pubblicazioni, si moltiplicano i riconoscimenti civili e culturali e anche ecclesiastici che gli vengono attribuiti: Socio corrispondente dell’Accademia degli Agiati di Rovereto; membro effettivo della Società storica Lombarda di Milano; Socio corrispondente della Reale Deputazione di Storia Patria di Venezia; Socio Effettivo dell'Ateneo Scienze, Lettere e Arti di Brescia; Socio Corrispondente della Reale Deputazione di Storia Patria di Torino, per il Piemonte e la Lombardia; Direttore dell'Archivio Storico Civico di Brescia; Cavaliere della Corona d'Italia; Cavaliere dei SS. Maurizio e Lazzaro con Motu proprio reale, socio ad honorem della Società Medico-Chirurgica Bresciana; Prelato Domestico, figura allora era assai rara in Diocesi, e per finire, Canonico della Cattedrale.
Si dedica anche all'insegnamento. Dall'ottobre 1915 al 1920 insegna storia e geografia nel Seminario minore. Nel 1924-1925 viene incaricato di storia moderna nell'Istituto Magistrale di perfezionamento di Brescia. Ottiene inoltre dal vescovo di tenere in Seminario ogni due settimane una lezione di storia diocesana, dettando degli appunti, e seguendo alcune regole di metodo, incaricando gli alunni inoltre di piccole ricerche. Trasferitosi come cappellano alle Grazie continua la sua attività di studioso che combina con intensa attività pastorale, come predicatore, confessore. Nel 1938 lancia dalle pagine della rivista "Memorie storiche" un appello per la costituzione di una "Società Nazionale di Storia ecclesiastica", poi fondata a livello diocesano nel 1946. Frutto della sua azione galvanizzatrice sorge nel 1947 la “Rivista di Storia della Chiesa in Italia” che subito lo chiama - con i migliori nomi nazionale ed esteri - a far parte del suo Consiglio Redazionale tra collaboratori illustri. Irriducibile antifascista, viene allontanato dalla Biblioteca, ma non si arrende. Punzecchia il fascismo negli scritti, sostiene la lotta per la libertà di pade Bevilacqua, viene sorvegliato e nel 1940 condotto davanti alla Commissione del confino, per una predica contro la guerra tenuta a Verolanuova. Anche nel clima di ritrovata libertà dopo la caduta del fascismo incorre nei rigori della giustizia per affermazioni di carattere storico. Uno studio sulle vicende del Risorgimento nelle X Giornate di Brescia, gli procura, nel marzo del 1950, una condanna a otto mesi e mezzo di carcere e al pagamento di una multa di 70mila, poi condonate con l'amnistia per l'Anno Santo. 
Intensissima è la sua attività pubblicista. Fra le sue pubblicazioni più importanti si ricordano "Brixia Sacra" e le "Memorie Storiche della Diocesi di Brescia". Mons. Paolo Guerrini muore l’11 novembre 1960; sepolto nel cimitero Vantiniano, la sua salma viene traslata il 6 settembre 1980 nel cimitero di Bagnolo Mella e sepolta nella cappella centrale. 

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