Libero Dordoni

Libero Dordoni
 
Esponente del CLN, politico

Esponente del Comitato di liberazione nazionale di Brescia, da cattolico convinto partecipò con un ruolo attivo alla Resistenza. Nel dopoguerra mise a disposizione la sua competenza di giurista esperto di diritto amministrativo.  Dopo la liberazione fu commissario al Ministero degli Interni per la riorganizzazione dell'amministrazione centrale, trasferita al nord. Attiva anche la sua presenza nella Democrazia Cristiana bresciana. Nel settembre 1948 entrava a far parte del Comitato esecutivo del partito. Si deve anche al suo impulso la nascita dell'Associazione amministratori comunali di cui fu segretario, che diventerà poi Associazione dei Comuni Bresciani. Più tardi venne nominato membro della Commissione amministratrice dei Servizi Municipalizzati, di cui nel 1956 divenne presidente, carica che manterrà fino al 1967. Nel suo decennio di presidenza fu potenziato il servizio di trasporto pubblico con l’entrata in funzione nel 1962 di due linee circolari. Decisivo fu il suo contributo, d’intesa col sindaco Boni, nel gettare le basi per rendere autonomi nella produzione di energia elettrica i Servizi Municipalizzati resistendo alle pressioni dell’Enel. In compartecipazione con l’Azienda municipalizzata di Verona fu realizzata in tre anni, dal 1964 al 1967, la centrale termoelettrica di Ponti sul Mincio. Una scelta controcorrente caratterizzata da un grande valore anticipatore per la sua arditezza.
La competenza acquisita nel settore lo portò ad assumere importanti incarichi anche in sede nazionale, come quello di membro del Consiglio generale della Confederazione nazionale delle aziende elettriche municipalizzate e di numerose commissioni nazionali per l'energia elettrica, per i trasporti, per il gas, ecc. Con spirito di servizio assunse anche la carica di Sindaco di Botticino, nella quale portò passione umana e competenza tecnica.​

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