Giulio Bevilacqua

Giulio Bevilacqua
Giulio Bevilacqua
​Cardinale 

Giulio Bevilacqua nasce il 14 settembre 1881 a Isola della Scala (Verona). Nel 1889 la famiglia si trasferisce a Brescia. È del 1896, il suo ingresso nell'alunnato filippino presso l'oratorio della Pace di Brescia. Completati gli studi secondari a Verona, nel 1902 si trasferì a Lovanio per gli studi universitari. Nella cittadina belga subì profondamente l'influenza del pensiero e della azione pastorale di mons. Desiderato Mercier, animatore dei colloqui di Malines e promotore dell’Unione internazionale degli studi sociali. Dopo la laurea in scienze sociali, con una tesi sui sindacati in Italia, matura la sua vocazione sacerdotale cui imprime sin da subito un carattere cristocentrico. Nel dicembre 1905 entra nella Congregazione della Pace e prosegue gli studi teologici presso il seminario vescovile di Brescia. Il 13 giugno 1908 viene ordinato sacerdote. Tiene corsi di sociologia in Seminario e consacra la sua attività all’istruzione religiosa degli studenti delle scuole pubblici e dei professionisti della città. Nel 1915 il vescovo mons. Giacinto Gaggia lo invia come parroco a Precasaglio, dove si dedica all’assistenza spirituale delle truppe impegnate nella zona del Tonale-Adamello. La sua missione tra i giovani lo porta ad arruolarsi per restare al loro fianco. Solo nel marzo del 1917, però, gli viene concesso di raggiungere il fronte quale ufficiale degli alpini. Partecipa, tra il 19 al 26 giugno, alla tragica battaglia dell’Ortigara. Per la dedizione con cui resta al fianco dei compagni d’arme falcidiati dal fuoco degli austrici, riceve due medaglie al valor militare. Con quello che resta della sua compagnia viene fatto prigioniero e trasferito in un campo della Boemia dove resta sino alla fine del conflitto.
Ritorna dalla prigionia del dicembre del 1918, riprendendo con la predicazione e i corsi di istruzione religiosa la sua attività culturale e spirituale. Il 21 novembre 1921 Bevilacqua viene eletto preposito della Congregazione. La sua missione sacerdotale lo porta a desiderare un rinnovamento della vita liturgica. Nel 1922 indice a Brescia il primo Congresso nazionale liturgico, importante novità che dà l’avvio al movimento lituirgico-pastorale in Italia. Negli stessi anni matura la sua avversione al fascismo e contro Augusto Turati in particolare, che a Brescia era il suo rappresentante più in vista. Bevilacqua espone la sua posizione critica con numerosi interventi su Il Cittadino di Brescia, creando quello che Il Popolo di Brescia il 15 ottobre 1926 definisce "il caso Bevilacqua". Bevilacqua è costretto nel novembre 1926 a lasciare la città lombarda, trasferito dapprima a Verona, poi a Genova, dove, però, viene raggiunto dall'ordine del vescovo di Brescia di ritornare alla Pace. Nel gennaio 1928, per intervento dello stesso Pio XI, viene chiamato a Roma dal prefetto della congregazione dei Religiosi con l'incarico di consultore, per quello che più volte, negli anni a venire, Bevilacqua definisce il suo "esilio” romano, reso meno amaro dalla vicinanza dell’amico mons. Giovanni Battista Montini. A Roma si prodiga, come segretario della Congregazione per la preservazione della fede, di organizzare la vita religiosa nelle periferie della città
All'inizio di agosto del 1932 fa ritorno a Brescia, e l’anno successivo viene rieletto preposito della Congregazione della Pace, e riprendere l'attività di apostolato e di conferenziere, pur sottoposto alla vigilanza della polizia dei regime. Sulla base di un rigoroso richiamo alla dottrina sociale della Chiesa, padre Bevilacqua non si esime da critiche che colpiscono il fascismo e il comunismo, ritenuti incapaci di eliminare gli errori del capitalismo, che al culto del denaro sacrifica la persona nella sua irripetibile singolarità.
Nel 1940 non si sottrae dal dovere di garantire a tanti giovani chiamati alle armi la necessaria assistenza spirituale e la vicinanza umana. Presta così servizio come cappellano in marina, sulla nave militare ospedale “Arno”, prima, e sulla corazzata “Andrea Doria”, poi. Viene congedato il 22 agosto 1944. Nel giugno 1945 ritorna a Brescia e si appresta a riorganizzare la vita della Congregazione e dell'oratorio della Pace. Agli inizi del 1946 partecipa, insieme ad altre figure culturali di spicco del tempo, alla nascita della rivista Humanitas, ispirata ai valori di rinascita morale, intellettuale, religiosa dell'uomo e del lavoro. Quegli stessi valori che lo portano, nel 1949 a trasferirsi nella periferia ovest della città, in via Chiusura, in una baracca-chiesa, trasformata poi in parrocchia e dedicata a S. Antonio nel 1952. Tale scelta è determinata dalla sua volontà di apostolato tra i poveri e il proletariato. Favorevole all'azione riformatrice di Giovanni XXIII, il 22 agosto 1960 padre Bevilacqua viene nominato membro della Pontificia Commissione della sacra liturgia per la preparazione del concilio. Tale nomina costituisce un riconoscimento per la sua lunga attività pastorale incentrata sulla liturgia, sul senso cristocentrico del ciclo liturgico. Con l'elezione dell’amico cardinal Montini al soglio pontifico, il 21 giugno 1963, la sua collaborazione ai lavori del concilio ecumenico Vaticano II si intensifica. Il 4 marzo 1964 viene nominato membro della Commissione per l'attuazione della costituzione liturgica. Il 22 febbraio 1965 viene eletto cardinale titolare di S. Gerolamo della Carità; tuttavia ottiene da Paolo VI il privilegio di conservare il suo ufficio di parroco di S. Antonio in via Chiusure, divenendo così il primo cardinale-parroco nella storia della Chiesa. Padre Giulio Bevilacqua muore il 6 maggio 1965 a Brescia.

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