Enrico Roselli

Enrico Roselli
Enrico Roselli
​​​Politico

Enrico Roselli nasce a Casale Monferrato il 30 ottobre 1909. Laureatosi in chimica e impiegato in aziende del settore, si trasferisce per lavoro a Brescia, dove entra contatto con l'Azione Cattolica. Colto, aperto e molto sensibile collabora fin dal 1938 al quotidiano "L'Italia" di Milano con novelle e articoli. Attivissimo nella Resistenza, è tra i fondatori della Democrazia Cristiana bresciana e viene indicato a rappresentare le forze cattoliche sindacali nel Cln e nella Resistenza. Dopo la Liberazione diventa segretario alla Camera del lavoro per la corrente cristiana, carica che lascia per la direzione dell'Ufficio provinciale del lavoro, a servizio del quale, in tempi difficilissimi di disoccupazione e di fame, dà tutta la sua inesausta passione. È anche presidente provin­ciale dell'Inam. Membro dell'Assemblea Costituente, viene eletto in Parlamento nella prima, nella seconda e nella terza legislatura. Alle elezioni politiche del 1963 conquista il seggio di senatore nel collegio di Breno. Enrico Rosselli ricopre anche incarichi ministeriali: sottosegretario di Stato per la Difesa dal 2 aprile al 26 luglio 1960; sottosegretario di Stato per il Bilancio dal 28 luglio 1960 al 21 febbraio 1962. In questo incarico dà il meglio di se nell'impostazione e nella realizzazione, accanto al ministro Pella, di una politica economica di vasto respiro, negli anni del boom economico. In questa veste contribuisce alla elaborazione di uno schema organico di sviluppo nazionale dell'occupazione e del reddito. È anche membro dell'Assemblea parlamentare della Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio e successivamente dell'Assemblea parlamentare della Comunità Economica Europea e dell'Euratom. Per obbedienza al partito e spirito di servizio alla comunità è consigliere comunale a Brescia e a Ghedi e sindaco di Bagolino. È presidente provinciale delle Acli bresciane dal 1949 al 1955.

Don Giacinto Agazzi scrisse di Enrico Roselli: "Fu uomo di carità squisita (…) A tutti è noto quanto egli si adoperasse per introdurre anche nei rapporti tra gli uomini politici l'autentico fuoco della carità e come soffrisse quando gli avveniva di constatare che la politica non era proprio terreno adatto per l'esercizio della cristiana carità. (…) Fu uomo dall'eloquenza trascinatrice. I suoi discorsi, in genere improvvisati e sempre ispirati a un sano ottimismo, rivelavano, oltre ad una cultura vasta, profonda, un'anima nobilmente popolare e una spiccata passione sociologica. Roselli infatti fu più sociologico che politico (…) Conobbe, apprezzò e frequentò il Movimento dei Focolari, del quale esaltava la freschezza religiosa, la semplicità delle idee ispiratrici e la docilità alla Chiesa. Ma la sua spiritualità, mentre attingeva a varie fonti, prima fra tutte a quella francescana, rimaneva sempre una spiritualità autenticamente personale dal timbro inconfondibile, libera da schemi precostituiti e umilmente docile agli influssi dello Spirito Santo".

Enrico Roselli muore a Roma il 14 dicembre 1964.​

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