Brescia 2030

Brescia 2030
Brescia 2030
​BRESCIA 2030. 
Un processo di co-progettazione a sistema per il futuro del territorio.

Il tema della città intelligente come obiettivo strategico a lungo termine, Brescia 2030, richiede uno sforzo di creatività, innovazione e partecipazione dei soggetti locali, dalle imprese, a partire da quelle del sistema Comune di Brescia, ai soggetti organizzati sul territorio, ai quartieri, ecc.

È questa la premessa che apre l’Agenda Digitale Urbana del Comune di Brescia ovvero «lo strumento che definisce le strategie e declina gli obiettivi e le azioni per lo sviluppo di modelli in cui l’innovazione tecnologica (smart city) si accompagni all’innovazione sociale (smart communities)».
Un piano che articola le sue azioni e definisce i suoi obiettivi (misurabili, concreti, con ricadute migliorative sulla città e sui cittadini) in cinque macro linee di interventi, che partono dalla rete e arrivano dritte al futuro. 
Perché l’essenza della smart city sta proprio qui: il processo, che cambia gli obiettivi, che a loro volta rimodulano il processo, e così via, in un continuo ridefinire e rimodulare sempre più ampio, continuo, fluido. In una parola: connesso. 

Brescia è una città dalle molte anime e dai molti talenti. Ma è soprattutto, da sempre, un laboratorio urbano di strategie in grado di fronteggiare le sfide del presente attraverso sinergie spesso imprevedibili. E cos’è l’innovazione se non l’unione di creatività, esperienza e capacità di produrre risultati efficaci che generano, a loro volta, valore per tutti i soggetti che hanno contribuito a generarli?
Anche per questo, il piano di innovazione urbana del Comune di Brescia, che negli anni si fa sempre più ampio e partecipato, ha avuto fin dal suo esordio due pilastri fondanti: l’innovazione è un ecosistema; la rete e le tecnologie devono unire le persone. 
Va detto che l’innovazione urbana -secondo le linee che dalla prima Agenda Digitale Europea del 2010 sono state assimilate e rielaborate anche da Brescia- si è innestata in una città che già possedeva infrastrutture uniche e importanti, come l’ampia rete di teleriscaldamento e la metropolitana, dove il mondo dell’impresa vedeva già un impegno sul fronte della rimodulazione degli impatti ambientali, dove la PA stessa vantava primati significativi: Brescia è stata tra le prime città ad avere un portale del Comune e, grazie a un’intuizione lungimirante, aveva iniziato con ASM (oggi A2A) a posare una rete di fibra ottica urbana fin dal 1985.
Un DNA territoriale a innovare, a crescere, a competere che il progetto del Comune mantiene ancora oggi come valore.

L’ultima versione dell’Agenda Digitale Urbana datata 25 ottobre 2016 attiva per Brescia un laboratorio territoriale di co-progettazione che vede importanti innovazioni per quello che attiene sia la delineazione della strategia che il suo processo di costruzione. 
Si chiama “Brescia 2030” ed è un percorso di co-progettazione per una visione condivisa di sviluppo del territorio di Brescia. È promosso dal Comune di Brescia insieme alle Università del territorio, ovvero l’Università degli Studi di Brescia e l’Università Cattolica del Sacro Cuore, e vede coinvolti una pluralità di portatori di interesse (stakeholders) che sono persone giuridiche private e pubbliche ovvero enti privati o pubblici, con l’obiettivo di elaborare il piano operativo di sviluppo e innovazione urbana e metropolitana in co-progettazione. 
Brescia2030 nasce in attuazione dell’“Agenda Digitale Urbana - Brescia 2030”, approvata lo scorso 25 ottobre dalla Giunta Comunale. Concretamente, il gruppo dei soggetti si focalizza su quattro diverse aree di lavoro: Salute e Benessere, Formazione e Istruzione, Cultura e Turismo, Industria e Impresa. Tutte le aree includono lo sviluppo e l’approfondimento di temi considerati trasversali: sostenibilità, internazionalizzazione, mobilità, impiegabilità, fragilità sociale e immigrazione, dati. Sono i partecipanti ai laboratori che decidono, ad ogni incontro, di allargare la partecipazione a soggetti portatori di interessi chiave. 
Ogni laboratorio è coordinato da un pool di docenti delle Università che armonizzano il metodo di lavoro, dando un metodo scientifico al processo di co-design e operando per la necessaria sintesi del percorso che è prevista per la fine del 2017 e dovrebbe arrivare a definire poche ma concrete azioni, progetti comuni, obiettivi condivisi che siano aggregatori utili per lo sviluppo del territorio, sia in ambito infrastrutturale e digitale che in ambito socio-culturale.

La forza di Brescia 2030 non è il risultato, ma il metodo: la leadership delle Università (indiscussi e sempre più necessari protagonisti dell’innovazione) permette di costruire per tutto il territorio un metodo di progettazione che già sta ricadendo sul territorio positivamente, sollecitando una riflessione doverosa e programmatica su un futuro a medio termine, attirando nel dibattito attori chiave e cittadini, ricostruendo in una forma operativa e lungimirante un dialogo a più voci necessario per ricostruire la fiducia tra cittadini e loro delegati.