Agricoltura

Agricoltura
immagine di un vigneto a spalliera

introduzione

La situazione attuale dell'agricoltura nel Parco delle Colline si presenta come un quadro piuttosto variegato: l'evoluzione economica nei differenti comuni ha condotto a diversi livelli di sviluppo delle attività agricole, più diffuse nei comuni di Cellatica e Rodengo Saiano, presenti in misura minore e in alcuni casi del tutto marginale nei rimanenti comuni, nei quali il forte sviluppo della città ha spostato energie dall'agricoltura alle attività industriali e dei servizi.
Tuttavia, le analoghe caratteristiche territoriali portarono in passato allo sviluppo di forme agricole simili nei differenti luoghi del Parco.

La produzione ortofrutticola

La domanda di ortaggi e di frutta fresca da parte della popolazione residente in città e le caratteristiche geologiche e climatiche delle colline furono i fattori che determinarono le scelte colturali dell'area: la vicinanza dei terreni alla città consentiva infatti il trasporto in giornata di questa merce ad alta deperibilità sui mercati cittadini, garantendone la buona conservazione e quindi l'appetibilità per gli acquirenti.

 

Il vino

Il vino, inoltre, fino a pochi decenni fa costituiva un tassello importante nella dieta, rappresentando al tempo stesso un alimento fortemente energetico ed un sistema efficace di conservazione a lungo termine dell'energia alimentare; esso era dunque un alimento in grado di coprire un'importante frazione del fabbisogno calorico quotidiano, soprattutto per chi svolgeva lavori faticosi, disponibile in ogni periodo dell'anno. Tutto questo, unito alla funzione di catalizzatore della giovialità che da sempre ricopre, rendeva il vino un prodotto indispensabile per la società.

L'agricoltura modella il territorio

 L'essenzialità di questi prodotti e la garanzia della loro vendita sul mercato (dovuta alla qualità della merce) giustificarono i pesanti interventi di modifica del territorio e di manutenzione delle strutture necessari all'impianto delle coltivazioni: gran parte delle pendici collinari furono modellate a gradoni con terrazzi sostenuti da muri a secco.
Ancora oggi, nonostante il progressivo avanzamento del bosco e l'assenza di manutenzione su molte di queste strutture, è percepibile nel paesaggio del Parco delle Colline ''l'impronta'' lasciata dalle attività agricole.
Alcune rappresentazioni cartografiche del secolo scorso rendono l'idea di come doveva presentarsi il paesaggio: a Collebeato, ad esempio, la coltivazione delle pesche si sviluppò notevolmente; si cercò quindi di sfruttare ogni lembo del territorio destinandolo a frutteto.

 

 

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