Assegnato al Liceo Calini il premio De Tavonatti 2015

Assegnato al Liceo Calini il premio De Tavonatti 2015
 

Il Liceo Scientifico “Annibale  Calini”  si aggiudica l’undicesima  edizione del premio "Città di Brescia – Albino De Tavonatti".

Istituito per volontà della famiglia De Tavonatti e dell'amministrazione comunale, il riconoscimento è destinato alle persone, alle associazioni e agli organismi di volontariato che si sono distinti in opere di cura, assistenza e integrazione sociale delle persone con problematiche fisiche o psichiche.

Al liceo bresciano va quindi l’assegno di 4.000 euro, ritirato dal preside Marco Tarolli.

Il Grosso d'Argento, riproduzione della moneta coniata a Brescia tra il 1250 e il 1332, è stato assegnato all’associazione Museke in memoria della fondatrice Enrica Lombardi. Ha ritirato il premio il presidente di Museke Giacomo Marniga.

Alla cerimonia di consegna di martedì 29 settembre alle 16.30 nel salone Vanvitelliano di Palazzo Loggia, erano presenti  il sindaco Emilio Del Bono e l'assessore alle Politiche per la famiglia, la Persona, la Sanità e alle Politiche giovanili Felice Scalvini.

La commissione, che ha valutato le segnalazioni provenienti da enti e associazioni e ha individuato i vincitori, è stata nominata dal sindaco ed è composta dal sindaco stesso o da un suo delegato, da un membro della famiglia De Tavonatti, dall'assessore ai servizi sociali, da alcuni esponenti della stampa locale (Giornale di Brescia, Bresciaoggi, Corriere della Sera Brescia) e da un rappresentante del vescovo di Brescia.
Il premio rappresenta l'occasione per ricordare la figura di Albino De Tavonatti, per molti anni amministratore pubblico e animatore di numerose iniziative associative e di solidarietà. Assessore comunale per cinque anni, vicesindaco per undici anni a fianco del sindaco Bruno Boni, De Tavonatti fu anche fondatore e per trent'anni presidente della sezione bresciana dell'Aias (Associazione Italiana Assistenza Spastici). Un impegno, civile e umanitario, che il premio a lui intitolato vuole ora ricordare e, in qualche modo, prolungare

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