Contrasto all'accattonaggio

Contrasto all'accattonaggio
 

Nel corso del 2014, la Polizia locale di Brescia, in linea con ciò che l'amministrazione comunale ha richiesto, ha potenziato i controlli relativi all'accattonaggio sul territorio cittadino, fenomeno che purtroppo persiste nonostante gli innumerevoli interventi che, da anni, vengono effettuati sia in centro storico che in periferia. Nel 2014 (dati aggiornati ai primi giorni di dicembre) sono stati redatti oltre 750 verbali mentre, nel 2013, il totale è stato 629. Gli accertamenti complessivi, effettuati dal Comando, alla data del 27 novembre 2014, ammontano a 2.612 circa, molti di più rispetto al 2013 (2.267).
Il regolamento di Polizia urbana, all'articolo 7 lettera L, afferma che è vietato "effettuare qualsiasi forma di accattonaggio molesto o che causi intralcio o pericolo alla circolazione veicolare o pedonale; e in ogni caso è vietato l'accattonaggio nei pressi dei luoghi destinati alla memoria dei defunti, agli ospedali, nei pressi dei pubblici edifici e nel centro storico". La sanzione applicabile in questi casi ammonta a 130 euro.
Questa norma, contenuta nel regolamento di Polizia urbana, è in vigore dal lontano 2002 quando è stata redatta la prima stesura del testo che forniva indicazioni precise sui comportamenti vietati. Da allora gli agenti sono intervenuti applicando la relativa sanzione ma dal 2009, anno in cui alcuni articoli del regolamento sono stati modificati, il Comando di Polizia locale, in seguito a uno studio supportato da compendi giuridici, ha iniziato ad applicare il dettato dell'articolo 13 della legge 689/81 (legge della Depenalizzazione) che prevede il sequestro e la confisca di oggetti mobili, quindi anche denaro, che costituiscano provento dell'attività illecita. Di conseguenza sono iniziati i sequestri di denaro in possesso di chi esercita l'accattonaggio molesto. Una norma simile, inserita nel codice della strada, è prevista anche per i parcheggiatori abusivi.
Nel corso degli ultimi anni a Brescia sono già state sequestrate somme di denaro, successivamente versate su un conto aperto presso la Banca d'Italia a disposizione dell'erario, previa autorizzazione dell'Agenzia delle Entrate.
Chi effettua l'accattonaggio è attivo in diverse parti del territorio con una lieve predominanza nei luoghi più in vista del centro storico (Via X Giornate, corso Palestro, corso Mameli, piazzale Arnaldo eccetera) ma anche in alcuni incroci periferici (via Cadorna, via Orzinuovi, via Triumplina, piazzale Corvi eccetera). In genere si tratta di cittadini nomadi per lo più di origine rumena per i quali, oltre alle operazioni di identificazione, in qualche caso, la Questura ha emesso un provvedimento di foglio di via dalla città o dalla provincia.

In passato è stato accertato, tramite indagini specifiche, che alcuni nomadi giungono a Brescia in treno dai paesi della provincia (Desenzano) e da altre città (Verona). Pertanto si è deciso di procedere in tali località con interventi congiunti con le altre forze dell'ordine che hanno consentito di recuperare nei campi nomadi diversi oggetti di valore, provento di furti in appartamenti. Parallelamente a questi controlli di carattere giudiziario, sono in corso attività investigative per dimostrare l'esistenza di un vero e proprio "racket" ai danni di persone costrette a chiedere l'elemosina e sottoposte a pressioni fisiche e psicologiche.

La possibilità di sequestrare il denaro è, ad oggi, il solo deterrente utile che, in qualche modo, può far desistere dall'attività di accattonaggio poiché il pagamento delle sanzioni, assolutamente residuale se non addirittura nullo, corrisponde a una percentuale pari allo 0,04 % del totale delle multe (per l'anno 2014), tenuto conto che la quasi totalità delle persone sanzionate non risiede in Italia.

Nel corso del 2013 sono stati notificati 629 verbali, mentre alla data del 27 novembre 2014, i verbali accertati ammontavano complessivamente a 703, ai quali vanno aggiunti altri 50 relativi ai primi giorni di dicembre, che portano ad un totale di oltre 750 verbali. Le sanzioni ammonterebbero, in linea teorica, a 97.500 euro.

Gli accertamenti totali, attuati dal Comando attraverso attività singole e programmate con i nuclei specialistici, alla data del 27 novembre, ammontano a 2.612 circa, un dato ampiamente superiore a quello del 2013 (2.267). Le persone sanzionate sono state tutte identificate. In più di cento occasioni, si è reso necessario il loro accompagnamento all'interno del Comando per le operazioni di identificazione, dalle quali è risultato che la maggior parte era incensurata.

La percentuale di accattoni di nazionalità rumena corrisponde al 95%, per la maggior parte si tratta di persone provenienti dalle località di Sibiu e Aiud, appartenenti a gruppi familiari omogenei composti da genitori, fratelli, figli eccetera.

In casi particolari il Comando può chiedere alla Prefettura un decreto di allontanamento dal territorio comunale previsto per i cittadini comunitari (decreto legislativo 30/2007) sulla base di alcuni elementi in fase di raccolta (ad esempio, in caso di permanenza continuata di un cittadino dell'Unione Europea residente in Italia che non ha disponibilità di risorse sufficienti per non diventare poi un onere a carico dello Stato).

In un caso specifico, a un accattone, sanzionato ben tredici volte, è stato notificato il provvedimento di allontanamento con l'obbligo di presentarsi all'autorità consolare italiana in Romania. Anche per altre sette persone si sta procedendo in tal senso.

La localizzazione degli interventi e delle sanzioni descrive una mappatura che assegna alla periferia una percentuale di presenze pari al 71% contro un 29% riguardante il centro storico. La parte del leone la fanno soprattutto le intersezioni periferiche o semiperiferiche. In via Cadorna, via Diaz e viale Duca d'Aosta sono stati accertati 72 illeciti, in via del Risorgimento, via Montelungo e via Oberdan ne sono stati registrati 37, in via Orzinuovi e via Roma 36, in piazzale Arnaldo 27 e in via Gualla 15.

Gli interventi che si riferiscono ai casi in cui si è proceduto anche al sequestro di denaro sono stati 61 nel 2011 (877,22 euro sequestrati), 70 nel 2012 (1.225,08 euro sequestrati), 77 nel 2013 (880,06 euro sequestrati) e 97 nel 2014 (dati aggiornati al 27 novembre) con un sequestro di 850,62 euro.

Nei primi giorni di dicembre del 2014, in particolare nel periodo del ponte dell'Immacolata, sono stati sequestrati circa 120 euro che, per ragioni di protocollo non sono ancora contabilizzati ma che devono essere sommati agli 850,62 euro. Il totale arriva dunque quasi a 1.000 euro.

Oltre alle attività strettamente collegate al contrasto dell'accattonaggio in strada, nel corso del 2014 sono stati eseguiti anche otto interventi coordinati e congiunti di sgombero in determinati punti della città nei quali i questuanti stavano bivaccando, con il rischio di provocare situazioni di pericolo per la propria incolumità. Questi episodi si sono verificati sotto il ponte di via Risorgimento a contatto con le acque del fiume Mella, in via Sardegna, via Corfù, via Santa Maria del Mare e presso le macerie dell'ex area carburanti sempre in via Sardegna. Nell'occasione sono state recuperate anche masserizie accatastate alla rinfusa fonte di potenziale pericolo e possibile inquinamento ambientale.