Lunedì 14 maggio alle ore 18.30 nel Salone Vanvitelliano di Palazzo Loggia a Brescia, si terrà la presentazione del volume a cura di Bruna Franceschini
“Dalle storie alla Storia. La dittatura, la guerra, le privazioni, la paura nel vissuto delle donne e degli inermi” (Edizioni Grafo).
Intervengono, con il Sindaco di Brescia Paolo Corsini, la curatrice del libro Bruna Franceschini, Vice Presidente dell’Anpi di Brescia e Daniella Gagliani del Dipartimento Discipline Storiche dell’Università di Bologna.
Il libro contiene gli atti del convegno “Dalle storie alla Storia”, tenutosi nell’ottobre 2005, organizzato da Anpi, Fiamme Verdi, Coordinamento Donne Pensionate Cgil-Cisl-Uil, Cidi di Brescia.
Il volume tratta del tema della guerra ai civili, che costituisce uno degli snodi più problematici posti all’attenzione della storiografia italiana; dell’indagine su di un intero Paese che viene attraversato dalla vicenda della guerra, in vista di una compiuta riflessione circa l’esatta collocazione, negli anni compresi tra il ’43 e il ’45, della Resistenza italiana entro la storia nazionale; della partecipazione delle donne, nell’intento di ricostruire il ruolo rivestito dal mondo femminile durante difficili e drammatiche stagioni. La Resistenza non è soltanto il secondo Risorgimento, rappresenta qualcosa di assai più significativo.
Gli atti del convegno introducono l’urgenza di un necessario rinnovamento degli studi e di una precisa attenzione di carattere metodologico nel ripensare il ruolo e la presenza delle donne durante la lotta di liberazione. Con la Resistenza, infatti, la partecipazione alle sorti del Paese si allargò a nuovi ceti. Per la prima volta nella storia d’Italia le donne assunsero un ruolo da protagoniste, nella diversità dei contributi che seppero e vollero rendere.
L’attualità della Resistenza non è semplicemente il frutto della memoria pubblica, di una memoria che non ha bisogno di alcuna pacificazione perchè in Italia la pacificazione è già stata sancita dalla Costituzione.
Gli atti del convegno riflettono, infine, una contraddizione, radicale ed estrema. La partecipazione alla lotta armata come prefigurazione di un mondo nel quale la guerra e la violenza sarebbero state bandite quale strumento di risoluzione delle controversie nazionali ed internazionali, una parola d’ordine netta e chiara che corse in Europa all’indomani della Resistenza: “mai più la guerra”. Una mozione che trova riscontro pure nella Costituzione alla quale dobbiamo rapportarci per alimentare di significato etico-politico, il senso della nostra esistenza, della nostra esperienza quotidiana, di uomini e cittadini.
Brescia, 11 maggio 2007