indagini statistiche
criteri e metodi di stima del reddito delle famiglie bresciane
immagine di banconote euro
presentazione di una ricerca sperimentale sui redditi di un campione di famiglie bresciane

Il reddito delle famiglie bresciane nel 2000

Rapporto di ricerca n. 17/2003


La disponibilità di dati sui redditi delle famiglie bresciane, e più in particolare sulla distribuzione degli stessi secondo varie caratteristiche delle famiglie, è sicuramente rilevante per una Amministrazione pubblica, ed in particolare per il Comune che trae proprio dalla tassazione delle famiglie una fetta consistente delle proprie risorse finanziarie.
Ottenere dati di questo tipo è non solo difficile, quanto costoso, qualora si utilizzino metodologie dirette di stima, ad esempio intervistando campioni, più o meno grandi, di famiglie.
Il presente lavoro cerca di superare questa carenza informativa per fornire una stima del reddito disponibile delle famiglie residenti a Brescia nell'anno 2000 utilizzando una metodologia indiretta, basata sulla ricostruzione analitica del reddito disponibile di un campione di 995 famiglie residenti in città (per complessive 2.209 persone) partendo da dati individuali ed utilizzando le informazioni raccolte negli archivi amministrativi e statistici a cui il comune può, istituzionalmente, e quindi lecitamente, accedere.

Lo schema di riferimento è dato dal conto del reddito familiare così come utilizzato dalla Banca d'Italia per l'aggregazione della variabili della propria rilevazione sui redditi delle famiglie; rispetto allo schema citato sono escluse quelle poste (principalmente i redditi da capitale finanziario) per le quali sono praticamente assenti informazioni a livello locale.
Le differenze più rilevanti rispetto all'indagine citata riguardano tre aspetti principali:

  • la finalità che, concentrandosi sul profilo dei redditi, quindi sull'ordinamento delle famiglie rispetto al reddito, rende meno "pregnante" il problema della stima del reddito non rilevabile attraverso il metodo utilizzato;
  • la possibilità di stimare il reddito anche per famiglie che usualmente risultano escluse dalle indagini per le evidenti difficoltà di contatto: è il caso delle famiglie povere o straniere;
  • la mancanza di elementi del contesto economico locale (ad esempio stime dei consumi familiari, degli occupati, del prodotto interno lordo ecc.) da utilizzare per "ritoccare" con coerenza i dati.

Fonti e metodologia dell'indagine
La fonte principale utilizzata è costituita dai dati fiscali, vale a dire dalle dichiarazioni IRPEF del 2000 presenti in SIATEL (Sistema Interscambio Anagrafe Tributaria Enti Locali dell'Agenzia delle Entrate) che consentono di ricostruire uno schema, semplificato, della dichiarazione individuale dei redditi.
I dati grezzi individuali ricavati da SIATEL sono stati integrati in modo da comprendere le voci che non concorrono all'imponibile IRPEF come, ad esempio, i contributi assistenziali erogati dal comune o i trattamenti pensionistici delle varie categorie, vecchiaia, superstiti e invalidità. In particolare questi ultimi sono stati stimati sulla base dei dati INPS provinciali, per quanto riguarda il numero di pensioni e l'importo medio distinto per età e sesso, ed in relazione alle condizioni individuali: ad esempio alla vedova casalinga è stata applicata la pensione sociale corrispondente e il trattamento integrativo del coniuge.
La ricchezza ed il reddito immobiliare sono stati ricostruiti su dati provenienti da archivi amministrativi e statistici a disposizione del Comune (come l'archivio gestionale dell'ICI, l'archivio catastale, o i dati del censimento delle abitazioni).
Il reddito sottratto volontariamente alla dichiarazione, e quindi al pagamento dell'imposta, è stato stimato a livello familiare utilizzando un criterio comparativo. Sono state individuate le famiglie per le quali si poteva ritenere che il reddito fiscale fosse coerente con la situazione familiare per quanto concerne le caratteristiche demografiche, reddituali, e della ricchezza, distintamente per alcuni aspetti differenziali: sesso e posizione professionale della persona di riferimento, fase del ciclo di vita, numero di percettori di reddito.
Le situazioni valutate come incoerenti sono state trattate imputando ad ognuna di esse un reddito aggiuntivo stimato in relazione al reddito medio delle famiglie coerenti con caratteristiche analoghe.
Lo schema di riferimento per il computo del reddito disponibile familiare è dato dal conto del reddito familiare dell'indagine sui redditi della Banca d'Italia, dal quale sono state escluse le poste finanziarie, per le quali sono assenti informazioni a livello locale.
L'indagine locale sui redditi porta ad una stima del reddito disponibile familiare più bassa rispetto a quella calcolata dall'indagine della Banca d'Italia, o da indagini da essa derivate, ma ha l'indubbio vantaggio di consentire la stima del profilo dei redditi delle famiglie.

Livello e composizione del reddito
Il reddito familiare disponibile medio annuo delle famiglie di Brescia nel 2000 è di 26.491 euro annui. Il livello del reddito varia in modo estremamente ampio in relazione sia alle caratteristiche della persona di riferimento nella famiglia sia alle caratteristiche della famiglia.

La distribuzione del reddito
I dati precedenti sono medie di valori per tipologia familiare, quindi forniscono una immagine semplificata, ed in certi casi anche distorta, del reddito e della povertà.
La realtà si mostra invece con la faccia delle disuguaglianze, proprio all'interno di una stessa tipologia familiare.
Un modo per misurare le disuguaglianze nella distribuzione dei redditi consiste nel calcolare la distribuzione delle famiglie per classi di reddito.

Redditi e povertà economica
I dati sulla distribuzione dei redditi non tengono conto delle diverse dimensioni familiari: è piuttosto logico che una famiglia di tre componenti, ad esempio la coppia con un figlio, abbia un reddito medio del 50% superiore rispetto alla media cittadina dal momento che è frequente che lavorino entrambi i coniugi ed inoltre la famiglia si trova nella fase centrale del ciclo di vita, quando i redditi si avvicinano al livello massimo. Analogamente sarebbe preoccupante che le famiglie di una sola persona avessero un reddito medio inferiore a quelle con più di un componente.
Un modo per tenere conto anche delle caratteristiche dei componenti consiste nel calcolare il reddito equivalente, definito come reddito di cui ciascun componente dovrebbe disporre se vivesse da solo per raggiungere lo stesso tenore di vita che ha in famiglia. Il calcolo del reddito equivalente viene effettuato dividendo il reddito disponibile familiare per il numero di componenti convertito secondo una scala di equivalenza, in cui ogni componente viene pesato in relazione alle sue caratteristiche.
In questo lavoro è utilizzata la scala di equivalenza OCSE in cui il capofamiglia viene pesato con un parametro pari ad 1, i componenti di età da 14 anni e più con un parametro di 0,5, ed i componenti di età inferiore a 14 anni con un parametro di 0,3.
Inoltre la distribuzione delle famiglie per classi di reddito fornisce una prima indicazione della povertà: un reddito di 5.000 euro annui costituisce una soglia minima per individuare le situazioni di povertà economica. Tuttavia i bisogni delle persone anziane sole sono assai diversi rispetto a quelli delle persone giovani sole, per cui stabile come soglia di povertà uno stesso livello di reddito, ad esempio 5.000 euro, potrebbe portare a sottovalutare o sopravvalutare il livello di povertà.
Per ovviare a questo problema si costruiscono indici di povertà per tipologia familiare, costruiti in modo da tenere conto delle diverse distribuzioni del reddito.
L'indice di povertà utilizzato nel lavoro è dato dalla percentuale di famiglie che si trovano al di sotto di un livello di reddito pari alla metà del livello del reddito mediano (valore a cui corrisponde il 50% delle famiglie).
Secondo questi dati il 12% delle famiglie cittadine, nel complesso, è al di sotto della soglia di povertà così definita, vale a dire ha un reddito familiare annuo disponibile inferiore alla metà del reddito mediano disponibile. (reddito mediano che risulta sistematicamente inferiore rispetto al reddito medio di una percentuale approssimativa del 20%).