indagini statistiche
unioni matrimoniali e non matrimoniali
i molti significati del "vivere come una famiglia"
Il convincimento che la famiglia sia una istituzione sociale in trasformazione appartiene alla esperienza comune e a volte anche personale, come possono testimoniare le separazioni, i divorzi, le nascite da coppie non sposate, il sorgere di unioni non matrimoniali che toccano anche la cerchia più stretta delle nostre conoscenze.
L’impressione pare confermata dalla crescente intensità con cui accadono questi fenomeni e consolida l’idea, che trova anche giustificazioni teoriche in ambito demografico e sociologico, che la trasformazione in corso non possa essere considerata come l’effetto dell’esplosione della precedente organizzazione familiare, ma sia il segnale della nascita di vere e proprie nuove forme di organizzazione sociale, cioè di nuove famiglie.
Già a questo punto qualcuno potrebbe storcere il naso vedendo appiccicare l’etichetta di famiglia a forme dell’organizzazione sociale che non si richiamano alla coppia matrimoniale, ma si tratta di intendersi: in questa sede etichettiamo come “famiglia” le forme di organizzazione della popolazione, quindi usiamo il termine in senso demografico, senza attribuire allo stesso valenze specifiche di tipo antropologico, sociologico, giuridico, religioso o altro.
L’ipotesi che siamo di fronte alla diffusione di vere e proprie nuove forme familiari ha, come ogni ipotesi, punti di forza e di debolezza.
Di fondo si basa sulla riproposizione nel contesto italiano di modelli di comportamento sperimentati in paesi diversi dal nostro, ma a cui ci “ispiriamo”: pensiamo alla valenza “innovatrice” attribuita ai modelli familiari sperimentati da società considerate più  evolute come quelle nord americane o nord europee. È questo, per altro, il punto debole dell’ipotesi dal momento che è evidente che la distanza tra la nostra società e quelle prese a modello è notevole su molti versanti vuoi demografici (come l’allungamento della vita e la diminuzione della fecondità delle coppie) economici (per la diffusione del lavoro femminile) sociali (nuovi costumi e comportamenti individuali) e perfino giuridici (la regolazione dei rapporti di coppia, patrimoniali e non).