"sanzione regolare e che dimostra che il regolamento di polizia urbana approvato dal consiglio comunale viene applicato” ha commentato così il vice sindaco Fabio Rolfi le notizie di stampa in merito alla multa assegnata ad una cittadina marocchina perché seduta sui gradini della statua di piazza Bella Italia.
L’art. 7 del regolamento vigente recita che “sotto il porticato del Palazzo della Loggia, presso gli edifici di valore monumentale e sulle relative gradinate di accesso è inoltre vietato consumare alimenti, dormire, sdraiarsi, sedersi sulla pavimentazione, sui gradini e su altri manufatti diversi dagli appositi sedili…”; non lascia, quindi, scampo a interpretazioni soggettive. Si tratta di un divieto assoluto finalizzato a tutelare il patrimonio pubblico da utilizzi impropri che lo danneggiano. I monumenti non sono fatti per sedersi, sdraiarsi o per scrivere romantiche poesie d’amore. E’ nostro dovere tutelare un patrimonio che alla Città è costato tanto e continua a costare in termini di manutenzioni e pulizia anche a causa di atteggiamenti fatti in buona fede ma che moltiplicati per decine di persone si traducono in danneggiamenti al patrimonio pubblico” ha proseguito il vice sindaco annunciando l’intenzione della Loggia di predisporre fioriere e recinzioni artistiche a protezione dei monumenti della Città.
“Continueremo ad applicare il regolamento di polizia urbana, che peraltro il consiglio comunale ha approvato dopo una lunga ed articolata discussione durata mesi in un clima di sostanziale condivisione” ricorda Rolfi (il regolamento fu approvato in data 15 giugno 2009 con soli 2 voti contrari.) “con la professionalità e la serietà che l’intera amministrazione comunale riconosce al comando di Polizia Locale.
E’ ora di smetterla con la litania della discriminazione razziale fomentata ad arte da agitatori di professione che cercano di aizzare gli immigrati, seminando tensioni sociali, per racimolare qualche tornaconto politico. Le sanzioni non hanno colore e vengono date a chi commette infrazioni e gli immigrati che intendono vivere a Brescia sono tenuti, così come i bresciani, a conoscere e a rispettare le regole della nostra Città.”