Qualche mese prima della sua morte Cesare Battisti fu ospite della città di Brescia, ove tenne un fervente discorso in chiave patriottica che lasciò una profonda traccia nella coscienza di molti bresciani. Questo episodio ha certamente contribuito ad intensificare la grande partecipazione della città alle tragiche vicende che hanno caratterizzato la prima guerra mondiale e l'avversione della popolazione per quel conflitto.
Poco dopo la sua morte Brescia volle ricordare il suo sacrificio. Venne infatti commemorato dall'avvocato Massimo Avanzini con una mirabile orazione nel teatro Grande: era il 13 agosto 1916. In quell'occasione si decise di onorare il grande patriota italiano dedicandogli un monumento, per cui si iniziò una raccolta di fondi presso la popolazione. Per realizzarlo fu poi indetto tra gli artisti bresciani un concorso, vinto da Claudio Botta, un artista nato a Manerbio nel 1891 e morto a Milano nel 1958, discepolo del Regosa e protetto del Ghidoni, che però fu annullato. Vinse comunque anche il secondo concorso, per cui gli venne affidata la realizzazione del monumento, più tardi da tutti giudicato la sua opera più significativa. Inaugurato nel 1919, è formato da un cippo in Botticino scolpito a bassorilievo raffigurante due giovani che reggono un braciere da cui si sprigionano fiamme. Nella base è inserito un medaglione bronzeo ad altorilievo, raffigurante Cesare Battisti. Degne di nota altre sue opere, tra cui le "Pietà" che si trovano nel cimitero Vantelliniano di Brescia, e la "Famiglia" conservata presso l'Ospedale Civile.
L'intervento di restauro ha richiesto 90 giorni di lavoro ed è stato finanziato dalla società Sabaf SpA di Ospitaletto, che già aveva finanziato il restauro del monumento a Tito Speri che si trova nell'omonima piazzetta al centro della città.
Sponsor: Sabaf SpA