| Temi |
Descrizioni |
| Famiglia |
Oleaceae |
| Nome scientifico |
Phillyrea latifoglia |
| Identificazione |
Arbusto o alberello alto 1-5 (15!) m, con foglie opposte, coriacee, sempreverdi, superiormente lucide, dentellate ai margini e con lamina piuttosto allargata (1-4 x 2-7 cm). Tali foglie hanno forma molto variabile in rapporto allo stadio di crescita: in condizioni giovanili sono da ovato-lanceolate a ovate, con base tronca o cuoriforme, in seguito si allungano e diventano lanceolate o più spesso ellittiche, con base attenuata. |
| Crescita e longevità |
Accrescimento lento. |
| Legno |
Molto pesante, duro, omogeneo. |
| Ecologia |
Tipica delle macchie, delle leccete e delle siepi, è diffusa dal livello del mare a 800 m di altitudine; cresce in terreni asciutti o aridi in posizione calda e soleggiata. |
| Fiori |
Sono biancastri profumatissimi, riuniti in densi corimbi, situati all'ascella delle foglie. |
| Frutti |
Sono piccole drupe globose, nere a completa maturazione. La P. angustifolia è un cespuglio alto 1-3 m, simile alla latifolia tranne che per le foglie, a lamina stretta (3-15 x 20-80 mm) e a margine intero. |
| Propagazione |
Per seme, talea o margotta. |
| Interesse |
Per il loro bel fogliame scuro e persistente, queste due specie sono impiegate a scopo ornamentale; data la loro resistenza ai venti marini, meriterebbero una maggiore valorizzazione come specie per siepi frangivento nelle zone litoranee. |
| Distribuzione |
In Liguria, tutta la penisola, Sicilia, Sardegna e isole minori. Molto rara, si trova anche nel Triestino, sul litorale friulano e veneto, sui Colli Euganei. |
| Impieghi |
Buon combustibile, fornisce anche un ottimo carbone. |
| Curiosità |
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