La fontana, addossata alla duecentesca torre della Pallata, fu eretta nel 1597, su progetto di Pier Maria Bagnadore che disegnò anche le statue allegoriche di Brescia armata e quelle raffiguranti le divinità fluviali dei fiumi Mella e Garza (o dei laghi di Garda e di Iseo), che furono realizzate dagli scultori Antonio Carra e dal veronese Valentino Bonesini. Ne riferisce B. Zamboni nel 1778 con le sue “Memorie intorno alle pubbliche fabbriche più insigni della città di Brescia”. Zamboni fa anche riferimento ad un contratto che l’architetto Bagnadore stipula il 19 settembre 1596 con i due scultori, i quali, per un compenso di 380 Scudi dovranno realizzare le due sculture e consegnarle entro il giorno di Pasqua dell’anno successivo. Nello stesso libro di Zamboni si può vedere una incisione dalla quale si evidenzia con grande chiarezza che la struttura e gli elementi decorativi della fontana sono rimasti inalterati nei secoli, una caratteristica veramente rara, giustificata probabilmente dalla fama della torre la cui denominazione viene fatta risalire ad una deformazione del nome Pallade, cioè la dea Atena, ed alla presenza di materiale romano di riuso.
La torre e la fontana sono così sfuggite alle vaste modificazioni dell’impianto cittadino.
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