comunicati stampa 2006
COMUNE-ALER
l'Assessore Bragaglio e il Presidente Isacchini: "un comune impegno per lo sviluppo di una politica della casa e per il recupero della morosità" - costituito un Tavolo tecnico
Un forte impegno per lo sviluppo e la qualificazione dell’edilizia residenziale pubblica e per il recupero della morosità con una rigorosa iniziativa nei confronti degli inquilini di case popolari che non paghino quanto dovuto al Comune o all’Aler.

Questa la linea emersa dall’incontro tenutosi il 16 febbraio, presso la sede Aler, tra l’Assessore comunale alla Casa, Claudio Bragaglio, ed il Presidente dell’Aler, Emidio Ettore Isacchini, con la partecipazione dei dirigenti e dei funzionari di Settore del Comune e dell’Aler.

L’Aler gestisce gli alloggi propri e quelli di proprietà del Comune di Brescia. Quasi 5.000 alloggi, in città, affittati ad un canone che mediamente non supera i 100 € al mese.

Entrambi gli enti sanno bene che questi appartamenti sono abitati, per la massima parte, da famiglie che hanno bisogno dell’aiuto pubblico di un affitto calmierato. Ma proprio perché l’affitto è calmierato, e assai al di sotto dei valori di mercato, nessuno può sentirsi autorizzato a praticarsi ulteriori sconti. A fronte di quelle 5.000 famiglie, infatti, altre 22.000 famiglie residenti nel comune di Brescia sono in affitto nel mercato privato, con canoni che sono ben superiori a quelli pagati da chi abita alloggi sociali.

Pagare regolarmente il canone di locazione nelle case di edilizia pubblica diventa quindi, innanzi tutto, un problema di equità e di responsabilità sociale verso tutti gli altri cittadini. Sia Comune che Aler investono i proventi dei canoni di locazione in manutenzione degli alloggi e in nuove realizzazioni. La morosità nel pagamento dei canoni sottrae immediatamente risorse alle manutenzioni ed agli investimenti, danneggiando così sia la comunità che altri cittadini che hanno bisogno della casa.

Certo, Comune ed Aler sono ben consci delle difficoltà che le famiglie spesso si trovano ad affrontare. Sanno bene che, a volte, si instaurano situazioni personali e familiari drammatiche, che rischiano di travolgere la capacità di corretta gestione della
quotidianità, e dalle quali si fatica a trovare una via d’uscita. In questi casi vi è una consolidata tradizione di attenzione e di aiuto ad affrontare nel modo migliore la situazione di difficoltà al fine di trovare una via d’uscita. Il fondo sociale dell’Aler o i contributi straordinari del Comune hanno spesso aiutato a risolvere queste problematiche vicende.

La situazione di chi vive una rilevante difficoltà familiare o lavorativa richiede un intervento ed un sostegno di carattere sociale positivamente messo in atto dall’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune. Così come è prevista una riduzione di canone in presenza di una riduzione di reddito.

Tale situazione va tenuta nettamente distinta dal comportamento di chi, pur disponendo del reddito necessario, viene meno alle proprie responsabilità.

Comune ed Aler sono determinati nel procedere con rigorosità contro coloro che cercano di approfittarsi del garantismo con cui gli enti pubblici agiscono. Tutti gli strumenti legali e giudiziari di cui si dispone - compreso lo sfratto - verranno utilizzati contro i cittadini che, morosi nel pagamento del canone di locazione, dimostrano cattiva volontà, l’ intenzione di aggirare le regole o di mettere in atto inaccettabili furbizie.

Al fine di affrontare e risolvere questo problema l’Assessorato alla Casa e l’Aler hanno deciso di costituire un apposito “Tavolo tecnico”, con la partecipazione di dirigenti di entrambi gli Enti, che dovrà operare un accertamento dello stato di morosità e procedere con atti conseguenti.

Sarà un preciso impegno degli uffici comunali e dell’Aler, in base agli indirizzi sopra richiamati, adottare tutte le misure necessarie perché vengano ripristinate laddove sono venute meno, ovvero si mantengano, le regole di equità, di giustizia, di parità di diritti e doveri che devono caratterizzare il comportamento di ogni cittadino in rapporto all’utilizzo di un patrimonio pubblico.

Il bene rappresentato dalla edilizia residenziale pubblica, a giudizio del Comune di Brescia e dell’Aler, va gestito con criteri di equità sociale e di economicità. Esso non va privatizzato, bensì valorizzato anche al fine di ricavare risorse necessarie da integrare con adeguati finanziamenti ed una legislazione di sostegno, in modo da poter assicurare un ulteriore ampliamento del patrimonio pubblico e far fronte così ad un crescente fabbisogno sociale.

Brescia, 17 febbraio 2006