L'affresco che sovrasta il portale interno di accesso, insieme al grande stemma al centro dello stesso, costituiscono una interessante testimonianza della storia del Castello di Brescia.
Una prima indagine ha consentito di identificare lo stemma con quello della famiglia nobile veneziana Mula, o Da Mula (Partito d'azzurro, e d'argento con una fascia dell'uno nell'altro). Lo stemma è inserito tra due figure femminili certamente coeve: quella a destra, panneggiata di bianco e con un gallo, si identifica con la personificazione allegorica della Vigilanza; la figura a sinistra, in atto di porre una corona d'alloro sullo stemma, con elmo e manto rosso, non è purtroppo identificabile per la perdita degli attributi allegorici.
In continuità con l'affresco, lo stemma è sormontato da un grande cimiero, con elmo piumato, pure ad affresco, con il motto "ET INTUS ET FORIS".
L'esecuzione dell'affresco dovrebbe risalire al 1619-20 quando il ruolo di "castellano", il comandante della guarnigione veneta della fortezza di Brescia, era assunto da Francesco Da Mula, ricordato dalle fonti documentarie quale sopraintendente di numerose migliorie e riparazioni alle strutture della fortezza. Lo stemma, le raffigurazioni allegoriche e l'iscrizione abrasa, probabilmente in età napoleonica, costituiscono una sorta di firma a celebrazione dell'operato del Da Mula in terra bresciana.
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