indagini statistiche
un’applicazione della contabilità demografica all’anagrafe del Comune di Brescia
un’applicazione della contabilità demografica all’anagrafe del Comune di Brescia

Un'applicazione della contabilità demografica all'anagrafe del Comune di Brescia

Rapporto di ricerca n. 14-1998


Il tema della contabilità demografica non costituisce certo una novità in letteratura, ma mentre sono numerosi i lavori in cui viene proposta una trattazione sistematica ed approfondita della materia, parimenti non si può dire per le applicazioni computistiche che sono, nel complesso, ancora scarse .
Due sono, presumibilmente, le principali ragioni dello scarso sviluppo degli aspetti operativi connessi alla contabilità in ambito demografico: la prima si riferisce alle difficoltà nel reperimento dei dati, in particolare sui flussi, mentre la seconda è dovuta alla disponibilità solo recente di sistemi veloci ed affidabili per il trattamento dei dati stessi.
La lenta, seppure inesorabile, infiltrazione dell'informatica nei Comuni, a partire proprio dai servizi demografici, e dalle anagrafi in particolare, ha notevolmente cambiato la situazione informativa mettendo a disposizione enormi masse di dati riferiti agli eventi, individuali e familiari, che interessano la popolazione residente e le famiglie.
Lo schema della contabilità demografica può trovare allora a livello locale, con la disponibilità dei dati e degli strumenti adeguati per trattarli, una nuova vitalità e portare a risultati di sicuro interesse operativo : le esemplificazioni, al proposito, sono numerose non appena si rifletta sul potenziale impiego dello schema di contabilità in campo previsivo.
Accanto alle ragioni più evidenti, ve ne sono altre forse di meno immediata percezione, che vanno considerate: di seguito ne illustreremo solo tre che riteniamo significative.

  • La contabilità statistica demografica costituisce uno schema concettuale ampiamente collaudato in grado di essere applicato, per analogia, ad una pluralità di situazioni e di informazioni. In generale il sistema di contabilità consente di inquadrare le componenti del movimento della popolazione in uno schema di indubbio interesse per l'importanza degli aspetti evolutivi nella pianificazione e nella programmazione sociale.
  • Lo schema della contabilità fornisce un modello di trattamento delle informazioni semplice, ma generale, applicabile, in altre parole, quale che sia il livello di analisi prescelto ed il fenomeno considerato. La griglia della contabilità si presta a costituire la trama all'interno della quale effettuare le stime di fenomeni che coinvolgono la popolazione, anche perché lo schema concettuale generale può essere riutilizzato a differenti livelli inseriti uno dentro l'altro (nidificati direbbero gli informatici): in effetti ogni posta dello schema può costituire il punto di partenza per l'approfondimento dell'analisi secondo lo stesso schema concettuale.
  • Infine lo schema di contabilità, proprio perché generale, consente di trattare tutti i problemi connessi agli errori, all'assenza di informazioni negli archivi , ..., alla rilevazione incompleta, in sostanza consente di "far quadrare i conti" logicamente.

Su quest'ultimo aspetto, di grande rilevanza "operativa", vale la pena di soffermarsi.
Gli archivi amministrativi hanno una evoluzione facilmente prevedibile, nel senso che solitamente le modalità di tenuta sono dettagliatamente definite da regolamenti o addirittura da norme di legge. L'anagrafe, per ritornare all'ambito demografico, può essere modificata solamente seguendo i principi stabiliti nella legge anagrafica e secondo le modalità previste dal Regolamento applicativo della stessa; entrando nello specifico, nell'anagrafe ogni modifica delle informazioni già esistenti deve, necessariamente, seguire una precisa procedura che per avere effetto deve lasciare una traccia informativa presso gli uffici .
Si può dire che gli archivi amministrativi sono per loro natura in continua modificazione sia perché evolvono con la realtà che riflettono, filtrata attraverso il sistema delle norme, sia perché risentono delle modifiche apportate alle regole di gestione, per effetto delle più diverse ragioni. L'evoluzione continua degli archivi deve inoltre avvenire nel rispetto di una regola generale che obbliga il gestore degli archivi a fare in modo che in ogni momento sia possibile ricostruire la storia della "pratica", quindi a certificare l'informazione statica, ma anche la sua evoluzione.
Si consideri, infine, la questione, ovvia ma non banale, che gli archivi amministrativi sono essenziali nella gestione dei rapporti civili, sociali ed economici di una collettività.
In sintesi nel contesto amministrativo il tema della qualità delle informazioni gestite, da vedere sia in senso statico sia in senso evolutivo, è sostanziale; in questo ambito lo schema di contabilità obbligando a "far quadrare i conti" costituisce uno strumento particolarmente potente almeno in due direzioni, quali:

  • la verifica incrociata con altri archivi. In alcuni casi le informazioni registrate in un archivio amministrativo sono originate da altri archivi; la quadratura dei conti significa anche verifica del grado di aggiornamento, e della coerenza tra le informazioni degli archivi coinvolti;
  • la verifica sulla qualità delle informazioni contenute, intesa nel duplice senso di coerenza rispetto ad altre informazioni già registrate e coerenza rispetto all'evoluzione nel tempo delle informazioni medesime.

Esauriti questi aspetti di inquadramento del problema sarà anche chiaro il contenuto ed i limiti della presente nota che riguarda una applicazione dello schema della contabilità demografica alla popolazione residente sulla base delle registrazioni anagrafiche.
Per semplicità faremo riferimento alla sola popolazione residente, ma è ovvio che lo schema della contabilità demografica può contemplare anche i presenti non residenti.
Il lavoro che viene presentato nella nota ha carattere sia teorico, verificare la fattibilità dell'applicazione dello schema di contabilità all'anagrafe del Comune di Brescia, sia operativo dal momento che l'incasellamento degli eventi vitali nello schema contabile consente di affrontare tutte le tematiche demografiche, e molte tematiche sociali, connesse alla popolazione in termini dinamici.
Il lavoro apre, quindi, la strada della collocazione in senso evolutivo dei fenomeni demografici e sociali offrendo a chi si occupa di programmazione e gestione un supporto informativo più potente perché più aderente alla realtà, seppure mediata da un archivio amministrativo.
L'applicazione dello schema di contabilità permetterà di fornire risposte puntuali alle consuete domande riguardanti il futuro: quanti saremo tra cinque anni?, quante famiglie ci saranno?, quale sarà la domanda potenziale di servizi e così via.
E' questa la direzione di lavoro che viene aperta da questa nota.