il parco delle colline
acero campestre
acero campestre
descrizione della specie arborea
Temi Descrizioni
Famiglia Aceraceae
Nome scientifico Acer campestre
Identificazione Piccolo albero o a volte grosso arbusto, alto 7-14 (20) m, con tronco breve, ramoso, a corteccia dapprima rugosa, poi fessurata in placche che si staccano lasciando scoperto lo strato corticale sottostante. Chioma che raggiunge diametri di 5-7 m. Rami opposti, dritti, nodosi, lunghi. Foglie con lungo picciolo e lamina palmata con 5 lobi.
Crescita e longevità La pianta ha un accrescimento rapido nei primi due o tre anni che poi declina ed in seguito, nell'albero di alto fusto, la crescita e' piuttosto lenta per cui la produzione legnosa e' molto modesta.
Legno Roseo biancastro o roseo bruniccio, venato, in sezione ad anelli appena percettibili, di media durezza, omogeneo, pesante, poco danneggiato dal tarlo.
Ecologia Cresce nelle radure dei boschi mesofili e montani di latifoglie, nelle boscaglie ripariali, nei querceti, nei cedui. Coltivato a siepe e soprattutto un tempo nelle vigne come sostegno delle viti.
Fiori Corimbi eretti piccoli e verdi; compaiono assieme alle foglie. Fioritura: aprile-maggio.
Frutti Samare alate saldate e divergenti a 180 gradi, in grappoli pendenti. Maturazione: settembre-ottobre.
Propagazione Si moltiplica per seme (facolta' germinativa 50-60%).
Interesse L'Acero occupa un posto di primo piano fra gli alberi decorativi, sia per il bel portamento, sia per le tinte autunnali delle foglie.
Distribuzione In Italia e' presente in tutte le regioni; dal piano sale sino a 1000 (in Sicilia fino a 1600) m. Diffuso in tutto il territorio provinciale, e' frequente nella zona collinare e montana inferiore.
Impieghi In passato si allevava a capitozza per sostenere le viti. Si cedua con turni di 10-12 anni e ogni 3-4 anni se capitozzato.
Curiosità Gli aceri sono piante di origine molto antica come testimoniano alcuni reperti fossili scoperti negli strati superiori del Cretaceo nella pianura padana e altri, rinvenuti in Svizzera, in depositi risalenti al Miocene.