Il plastico della provincia di Brescia alla scala 1:25.000 e con una superficie di otto metri quadrati, datato al 1908 e voluto dall’Ing. Giordani Sperandio che lo presentò nel 1938 a Breno (Brescia) in occasione della “mostra della montagna”. Negli anni Sessanta questo plastico fu donato al Museo di Storia Naturale di Brescia dal figlio di Sperandio. Su di esso venne riportata, con la consulenza del geologo bresciano Arturo Cozzaglio, la natura del substrato ed i vari affioramenti di rocce economicamente utili. Vi sono indicati i siti produttivi (cave, miniere, boschi) anche artificiali come i bacini idroelettrici. Sono distinti in ordine cronologico i principali gruppi di rocce, da quelle più antiche metamorfiche che costituiscono il Basamento cristallino alle più recenti formazioni sedimentarie, fino ai terreni alluvionali del Quaternario. Spiccano il massiccio intrusivo dell’Adamello e quella fascia gialla dal percorso tortuoso che ospita numerosi giacimenti di siderite in alta Val Camonica ed in alta Val Trompia, attentamente segnalati, oggi quasi totalmente abbandonati. Dalle miniere si passa alle cave di materiale lapideo con i marmi del bacino di Botticino ancora oggi di fama mondiale, ma anche cave di pietra ornamentale e/o da costruzione sfruttata solo ad uso locale. Una serie di campioni di pietra accompagnarono il plastico alla mostra di Breno: oggi solo una minima parte di questi è conservata presso il Museo.