La fontana di S.Giovanni che oggi possiamo vedere collocata in una apposita nicchia a metà di Corso Mameli, ha preso il posto di un'altra fontana, molto più antica, che con il tempo si era molto degradata. Lo si può arguire leggendo l’iscrizione che compare sull’attuale fontana, ancora ben visibile: "iniuria temporum squallens".
La nuova fontana risale al 1826 e rientra nell'ampio piano di revisione urbanistica, iniziato durante l'amministrazione francese e proseguito, dopo il 1814, dal governo austriaco.
Lo stile è quello neoclassico che caratterizza questo periodo della storia urbanistica di Brescia e che ha l'eleganza delle protomi alate e delle ghirlande di fiori e frutta.
Per realizzarla è stato impiegato marmo di Botticino, un materiale che notoriamente è molto resistente anche quando è all’esterno e subisce l’aggressione degli agenti atmosferici. Nel caso specifico essendo la fontana posta in nicchia, quindi in una posizione riparata, prima di questo intervento si presentava in un buono stato di conservazione, come risultava evidente osservando il particolare della protome.
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