L'essenzialità di questi prodotti e la garanzia della loro vendita sul mercato (dovuta alla qualità della merce) giustificarono i pesanti interventi di modifica del territorio e di manutenzione delle strutture necessari all'impianto delle coltivazioni: gran parte delle pendici collinari furono modellate a gradoni con terrazzi sostenuti da muri a secco.
Ancora oggi, nonostante il progressivo avanzamento del bosco e l'assenza di manutenzione su molte di queste strutture, è percepibile nel paesaggio del Parco delle Colline ''l'impronta'' lasciata dalle attività agricole.
Alcune rappresentazioni cartografiche del secolo scorso rendono l'idea di come doveva presentarsi il paesaggio: a Collebeato, ad esempio, la coltivazione delle pesche si sviluppò notevolmente; si cercò quindi di sfruttare ogni lembo del territorio destinandolo a frutteto.