RITAGLIO STAMPA (ERRE ESSE) NUMERO DUE
"Fedi laiche e fedi religiose"
Parte seconda
Creazione e sviluppo sostenibile
Apriamo questo numero estivo del Ritaglio Stampa con un articolo tratto dalla Rivista "Testimoni", n. 14 del 31 luglio 2006, quindicinale di informazione, spiritualità e vita consacrata.
In continuità con il numero precedente della nostra rassegna dedicata a "Fedi laiche e fedi religiose" (allegato 1) il contributo presentato ha un titolo significativo: "Del Signore è la Terra e quanto contiene". E' il tema che la Chiesa italiana ha indicato ai credenti per la celebrazione il prossimo 1 settembre della Prima giornata per la salvaguardia del Creato.
La responsabilità sul piano etico si traduce in nuovi stili di vita, tenendo conto che "viviamo in città inquinate, in una natura sempre più impoverita, sempre più spesso ci si interroga sulla sicurezza di ciò che mangiamo. Per i poveri della Terra, poi, il degrado dell'ambiente è un fattore che rende insostenibili situazioni dalla vivibilità già fragile: la preoccupazione per la salvaguardia del Creato si interseca pertanto con l'esigenza della giustizia".
La celebrazione della giornata che coinvolgerà cristiani non soltanto cattolici, ma appartenenti a diverse confessioni religiose, si svolgerà intorno a quattro gesti concreti, che potrete leggere nella seconda parte di questo breve, ma denso articolo.
A mo' di intermezzo, e scritto in uno stile semiserio, proponiamo l’articolo “Prigionieri di un cellulare” (allegato 2) tratto dalla pagina di Stili di vita, rubrica di luglio/agosto 2006 del mensile Mani Tese, rivista espressione della omonima organizzazione italiana che da decenni lotta in tutto il mondo contro la fame e per lo sviluppo dei popoli. L'oggetto è l'ecologia di giustizia e si parla, si consiglia, talvolta "si ordina" in relazione al fatto che la maggioranza dei cittadini, compresi i bambini sono o corrono il rischio di essere prigionieri di un cellulare.
Alcuni dati contenuti nel testo fanno davvero riflettere e, perché no, discutere. Li lasciamo alla vostra operosa lettura.
Dalla teoria alle buone pratiche. In poche righe possiamo conoscere alcuni testi importanti e un sito internet in cui convergono le attività dei Comuni italiani virtuosi, ossia quegli enti locali che orientati alla pace, hanno scelto di "mettersi in gioco con progetti concreti e non solo con enunciazioni di principio (…). Come può un'amministrazione che espone la bandiera della pace mantenere il servizio di tesoreria comunale presso una banca armata? Come sostenere la tutela del territorio rivendendo la gestione dell'acqua alla multinazionale di turno? Come promuovere il risparmio energetico ed essere poi esempi negativi nella gestione degli edifici comunali (palestre, scuole, municipio, etc.)?"
Chi propone queste riflessioni e offre all'Assessore del Comune di Colorno (Parma) lo spazio per far conoscere questa iniziativa? Si tratta della rivista Amici dei lebbrosi, numero di luglio/agosto 2006, mensile di solidarietà internazionale, che tira oltre 60.000 copie e dal 2006 esce con nuove rubriche e una veste editoriale rinnovata. Leggere per credere! L’articolo in esame è “Cartolina da un Comune virtuoso” (allegato 3).
All’articolo “La sfida della sostenibilità nella nuova mappa economica del pianeta” (allegato 4) della rivista di settore che già conoscete, Biologi Italiani, del giugno 2006 lasciamo invece il compito di introdurre lo "State of the World 2006", curato dal Worldwatch Institute, probabilmente il più autorevole ed attento istituto di ricerca al mondo che si occupa appunto dello stato del nostro pianeta.
Il tema di questo Rapporto 2006 è l'oggetto oggi conosciuto come Cindia, ovvero i due grandi Paesi che hanno superato il miliardo di abitanti: Cina e India.
L' articolo si sofferma sì sull'aspetto a tutti noto della crescita del loro P.I.L., ma sottolinea altresì i pesanti dazi, soprattutto ambientali, che accompagnano questo "miracolo economico" . Sono ormai diventati di dominio pubblico il problema dell'inquinamento dell'aria e delle acque, ma anche la desertificazione crescente e il depauperamento della risorsa idrica che stanno assumendo dimensioni molto ampie e gravi in questi ultimi anni in Cina.
L'India non è cresciuta con la stessa rapidità, tuttavia potrebbe subire la stessa sorte, non fosse altro che per il suo enorme potenziale incremento demografico.
L'impronta ecologica, cioè le esigenze dell'uomo rispetto alla disponibilità della natura è cresciuta moltissimo in questi due Paesi negli ultimi 40 anni, mentre la biocapacità, cioè la disponibilità della natura a soddisfare i bisogni dell'uomo, è notevolmente diminuita. Questo vale anche per molti altri Paesi del mondo, in particolare per quelli occidentali, ma la grande quantità di persone che popolano Cina ed India potrebbe rendere più drammatico questo contrasto in tempi molto più brevi.
Tutti i problemi che quotidianamente affliggono i Paesi occidentali si affacciano alla ribalta anche di Cina e India, ma essi rischiano di diventare rapidamente drammatici a causa della crescita molto rapida delle loro popolazioni e del modello di sviluppo occidentale verso il quale sembrano velocemente avviati.
Vogliamo chiudere questo numero 2 del Ritaglio Stampa con due contributi estratti dal numero 4 (datato ottobre-dicembre 2005, uscito con grande ritardo) fresco di stampa della rivista "Volontari e terzo Mondo", trimestrale della FOCSIV, ossia la Federazione degli Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario, che raggruppa la maggioranza delle Organizzazioni Non Governative Italiane, riconosciute dal nostro Ministero degli Affari Esteri. Il titolo di questo numero: "Tra sicurezza e sviluppo: il rischio di militarizzazione della cooperazione internazionale".
Il tema affrontato è di grande attualità e la rivista cerca di affrontare l'innegabile correlazione tra sicurezza e sviluppo.
Proponiamo dapprima il contributo,“Cattivi sogni di sicurezza” (allegato 5), di Don Fabio Corazzina sacerdote bresciano e attuale Coordinatore Nazionale di Pax Christi Italia.
Nell'articolo che affronta il tema delle armi e delle armi leggere vengono richiamate le parole pronunciate davanti all'Assemblea dell'ONU già nel 1965 dall'allora Papa Paolo VI, secondo cui "Le armi (…) ancora prima che produrre vittime e rovine, generano cattivi sogni, alimentano sentimenti cattivi, creano incubi …".
Nella seconda parte il contributo tenta di fare una sintesi sulla questione disarmo e sicurezza, proposta dalla Dottrina Sociale della Chiesa, secondo la quale le armi "sponsorizzano il potere del più forte, sono un crimine contro i poveri, minacciano la pace e la convivenza, non allontanano la guerra, uccidono e non danno alcuna sicurezza. La vera sicurezza è il rifiuto della violenza, di ogni violenza."
Occorre pensare naturalmente a quante risorse economiche vengono sottratte alla risoluzione dei problemi ambientali in nome della dottrina della sicurezza fondata sull'uso delle armi e ai danni ambientali che ciascuna guerra trascina con sé.
A questo proposito, sul rapporto tra guerra e ambiente vi segnaleremo alcuni importanti studi e ricerche a partire dal prossimo numero del Ritaglio Stampa.
Conclude la nostra rassegna un breve ma significativo saggio di Maurizio Gubbiotti, Coordinatore della Segreteria Nazionale di Legambiente e Responsabile del Dipartimento Internazionale del medesimo organismo "Sicurezza e questione energetica: la necessità di un cambio di prospettiva" (allegato 6). Due ci appaiono i punti centrali dell'intervento di Gubbiotti:"la transizione ad un'economia "leggera" nell'uso delle risorse energetiche" se i popoli sapranno "costruire un altro modello energetico equo e democratico, non più alimentato dai combustibili fossili e dal nucleare, ma basato sul risparmio dell'energia e sull'uso distribuito e sostenibile delle risorse rinnovabili quali sole, vento, biomasse, geotermia, miniidroelettrico e maree"; fare in modo che le Nazioni Unite promuovano un "modello energetico distribuito, partecipato e democratico, governato da regole, deciso da autorità pubbliche, che consentano di fare dell'energia non una merce, ma un bene comune e un diritto e soprattutto lascino agli abitanti di un territorio il diritto di decidere se e come sfruttare le risorse energetiche di cui la loro terra è ricca".
Vi auguriamo una buona lettura e aspettiamo come sempre i vostri consigli e i vostri preziosi contributi.
Arrivederci al prossimo numero.